lunedì
24 settembre 2018

19:26

Padova: Al lavoro per un protocollo di accoglienza al femminile dei profughi: La parola alla Cooperativa Fai

Una cooperativa al femminile che accoglie migranti donne e bambini in 5 strutture all’Arcella. E che sta studiando ad un protocollo di accoglienza al femminile dei profughi da adottare all’interno del Consorzio Veneto Insieme. E’ la Cooperativa Fai Padova, una delle 13 realtà del Consorzio Veneto Insieme. Ci presenta Marthe, mamma del Camerun, accolta e assunta dalla Cooperativa Fai come badante.

Marthe Ngosom ha 35 anni e viene dal Camerun. È arrivata in Italia il 4 marzo 2016, incinta. Suo figlio Eddy è nato 1 anno e mezzo fa nell’ospedale di Padova. La vita di Marthe in Camerun non è stata affatto semplice. Per 5 anni ha lavorato nel reparto produzione di un birrificio, ma per problemi familiari ha dovuto lasciare il suo paese di origine e tentare la fortuna in Italia.

Marthe è solo una delle 41 donne che la Cooperativa Fai di Padova ospita nelle 5 case di accoglienza nella zona Arcella, assieme ad una decina di bambini. Il più grande è proprio quello di Marthe, il, più piccolo ha una settimana di vita . La cooperativa Fai di Padova è una delle 13 cooperative associate al Consorzio Veneto Insieme. Fai è l’acronimo di “Famiglie-Anziani- Infanzia”

“Il viaggio è durato 1 mese – racconta Marthe – ma per 2 mesi sono stata prigioniera in Libia”.

Marthe racconta il suo viaggio con le lacrime agli occhi. “Il viaggio in barcone dalla Libia in Italia è durato 2 giorni, giorni che ho trascorso accanto al motore a gasolio. Eravamo tutti sporchi quando siamo scesi ”.

Arrivata in Italia e a Padova, per le prime due settimane ha vissuto nella sede di Battaglia Terme di Ecofficina, poi è stata presa in carico dalla Cooperativa FAI che l’ha accolta in un appartamento all’Arcella dove ora vive con il figlio Eddy, la sorella Vicky e un’altra ragazza nigeriana.

Marthe ora è felice. Ha studiato per ottenere il diploma di terza media, ha frequentato per 6 mesi una scuola per badanti e da 5 mesi è assistente socio-sanitaria in un centro anziani.

“Lavoro 5 ore al giorno per 5 giorni a settimana. Il mio bambino Eddy viene seguito dalla moglie del Pastore della mia Chiesa mentre io non sono a casa”.

Marthe ora ha un permesso sussidiario di vulnerabilità, della durata di 2 anni, poi spera di ottenere anche il permesso di soggiorno.

“ Vorrei che il mio bambino parlasse italiano e fosse cittadino italiano a tutti gli effetti – conclude Marthe. È molto difficile vivere qui in Italia da sola, ma tutti sono gentili con me e sono molto felice. Devo ringraziare la Cooperativa FAI che mi ha aiutato in questo percorso”.

La Cooperativa Fai Padova lavora nel mondo dell’accoglienza con il Consorzio Veneto Insieme da 2 anni.

Nasce però 35 anni fa come cooperativa che offre servizi socio sanitari.

Ancora oggi la cooperativa Fai gestisce Servizi di Educativa domiciliare a favore di minori, servizi di Assistenza Sociale e segretariato Sociale all’interno di Comuni (una ventina di Comuni nella provincia di Padova e Venezia), servizi di assistenza domiciliare anziani.

Gestisce da circa 20 anni centri diurni per anziani e in questi anni ha gestito anche nuclei di case di riposo.

“Accogliamo profughi per la maggior parte provenienti dalla Nigeria, Camerun, Somalia, Ghana e Mali- spiega Chiara Lari, presidente della Cooperativa FAI PADOVA.

5 case di accoglienza , 41 donne e 10 bambini accolti, un ricongiungimento familiare appena riuscito e un altro in corso d’opera , la cooperativa ha aperto le sue porte da poco anche a 5 uomini , in collaborazione con la cooperativa Solidalia che dà loro lavoro a Vigonza .

Una caratteristica unica la Cooperativa Fai Padova ce l’ha anche rispetto alle altre realtà del Consorzio Veneto Insieme . Oltre alle ospiti, la cooperativa è composta al 99% da donne, socie lavoratrici .Su 60 soci lavoratori, solo 3 sono gli uomini presenti. Le migranti accolte hanno un’età dai 20 e i 39 anni , la maggior parte arriva qui in Italia in stato interessante e senza partner.

“Quando arrivano qui viene data loro una copertura sanitaria a tutti gli effetti – continua Chiara Lari – che prevede tessera sanitaria e di conseguenza il medico di base e il pediatra”.

Per le mamme però la questione è più complicata.

Per questo la Cooperativa FAI tesse relazioni anche con i consultori familiari del territorio padovano, in modo da offrire alle ragazze anche il sostegno alla genitorialità e il supporto di una ostetrica.

Come Marthe, molte donne affrontano il viaggio della speranza da sole senza partner, altre invece arrivano con il compagno o marito ma smistati in diversi centri di accoglienza. Ecco perché il Consorzio si occupa anche di riunire le famiglie lontane. Fino ad oggi, la cooperativa è riuscita a completare un ricongiungimento familiare tra una mamma di Padova con una bambina di 6 mesi e il papà, che era stato accolto a Milano. Ora vivono sotto lo stesso tetto in una casa di accoglienza. Sulla via della conclusione anche un secondo ricongiungimento familiare, il cui padre accolto inizialmente a Pavia, è giunto da poco a Padova ma non vive ancora con la compagna.

Più della metà delle richiedenti asilo attualmente sta lavorando grazie a delle borse lavoro anche all’interno della cooperativa stessa, qualcuna nei calzaturifici di alta moda della Riviera del Brenta, altre ragazze come Vicky (la sorella di Marthe) lavorano come cameriere in ristoranti e alberghi come l’Hotel Hilton di Venezia, altre ancora collaborano con Solidalia nel reparto tessitura di Vigonza, qualcuna si occupa dell’assistenza socio-sanitaria in case per anziani.

Alcune donne infine sono riuscite, dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno, a diventare indipendenti al 100% .
Così dopo il percorso e l’aiuto offerto dalla FAI Padova, hanno trovato un lavoro e un’abitazione , come una ragazza somala che ora è lavapiatti in un pub del centro città.

La Presidente Chiara Lari ci confida che “occuparsi principalmente di sole donne e bambini è molto difficile, ma allo stesso tempo è interessante, perché l’accoglienza femminile richiede sforzi maggiori in termini di assistenza medica e pediatrica, rispetto all’accoglienza maschile”.

Per questo la Cooperativa Fai sta promuovendo all’interno del Consorzio Veneto Insieme il “Tavolo delle donne” ossia un gruppo di lavoro per studiare specificatamente le procedure di accoglienza al femminile che prevede appunto tutta una serie di servizi complementari relativi per esempio alle problematiche sanitarie tipiche delle donne, la maternità e alla gestione e accompagnamento dei minori.


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