sabato
25 maggio 2019

09:11

Bob Marley, l’uomo nudo sotto la luna

di Carlo Zannetti

Io tornavo a casa alle quattro di notte; in quel periodo abitavo a Padova. La musica scorreva ossessiva e rimbalzava sui vetri della mia piccola automobile. La canzone era sempre quella, era il 1994. Un duo inglese, “Everything But The Girl” e quella splendida voce femminile  di Tracey Thorn che cantava il brano “Missing”.

Il mercoledì suonavo in un locale nel centro storico, il giovedì in un luogo diverso che si trovava in periferia ed il sabato  in un’altra cittadina vicino a Bassano del Grappa. Lavoravo fino all’una, poi  raccoglievo i cavi e  strumenti,  chiacchieravo con qualcuno fino alle tre  e quindi  ritornavo indietro molto tardi. Ero così costretto a percorrere i larghi ed animati viali che si dipanano dalla stazione ferroviaria patavina e che sembravano strade senza uscita.

Il mio grande amico Luigi diceva sempre : “Di giorno tutti bravi, di notte tutti cattivi”.

Qualcosa girava male e così dal buio spuntavano attori diversi o forse solo le stesse comparse con maschere differenti . Persone che si picchiavano, povere ragazze ai bordi della strada, ragazzi che lanciavano le bottiglie in aria, ubriachi che inveivano contro se stessi o contro qualche monumento distratto. Tante scene di povertà illuminate a giorno da un’infinità di fanali accesi che inquieti si inseguivano facendosi largo in quel lurido buio.

Alla fine dei giochi si trattava solo di individui, che per una serie di circostanze accidentali, si vedevano costretti a gestire la loro vita nel contesto di quell’inferno notturno. Era il classico binomio di  follie e delusioni, due esasperazioni che insieme andavano a braccetto fino al crescere del sole.  Alla fine il sipario si chiudeva , l’alba arrivava puntuale ogni giorno e  chiudeva le porte di quel tragico teatro. Tutti a casa.

Immagini crude, urla affilate, luci confuse, misteri della natura umana e fantasmi in bianco e nero.

L’altra faccia della medaglia di una moneta che continua a roteare sopra la tua testa per sempre. Indelebili disegni dai tratti forti  che spesso riaffiorano nella mente come una mosca morta dentro un bicchiere di latte. Tutte ombre che possono anche nel futuro  rovinare  i momenti più felici della tua vita.

Bob Marley era un duro , non era un uomo che trascorreva intere giornate a fumare “canne”, come alcuni potrebbero pensare vedendo la sua immagine sorridente impressa sulle magliette vendute a buon mercato di fronte al Centre Pompidou di Parigi.

Nella sua vita  dovette lottare con brutte bestie come la solitudine, la povertà, un’infanzia difficile, un problematico impegno politico. Nella sua vita incontrò un po’ di serenità nella musica, nella fede religiosa e nella sua infinita bontà.

Tutto ebbe inizio da un bellissimo nome femminile: Cedella.

Cedella Booker, madre di Bob, cantautrice e scrittrice, nacque in Giamaica nel 1926. Cedella fu al centro di uno scandalo clamoroso quando si sposò a soli 18 anni con un giamaicano bianco di discendenza inglese. La giovane donna ,una volta incinta, venne abbandonata dal marito, che nel 1955, morì all’età di 60 anni.

Cedella Marley , é nata nel 1967 a Kingston, é una cantante e scrittrice che attualmente vive in Florida.

Bob Marley non vedeva l’ora di avere una figlia e di chiamarla con lo stesso nome di sua madre.

Cedella é la primogenita di Bob che di figli ne ebbe almeno otto, oltre a parecchie donne diverse ed altri probabili  cinque figli.

Alpharita Costancia Anderson, detta Rita,  cantante di origine cubana fu l’unica donna che dopo aver sposato Bob nel 1966 lo affiancò fino alla sua morte,  avvenuta nel 1981. Rita é stata la grande donna, vera regista  del film del celeberrimo Bob Marley. Rita  un bel giorno disse: “La nostra musica e la nostra missione erano molto più importanti delle scappatelle di mio marito “.

Robert Nesta “Bob” Marley (1945-1981) era un calciatore, un attivista politico, un grandissimo della musica, un rasta.  Il rastafarianesimo è una fede religiosa nata negli anni trenta del ventesimo secolo, che si presenta come erede del cristianesimo. Il nome deriva da Ras Tafari, l’imperatore che salì al trono d’Etiopia nel 1930 , ovvero Hailé Selassie I . Rasta vuol dire uguaglianza dei diritti e di etnie, pace, astensione da alcolici, una dieta vegetariana, e l’uso della marijuana come erba medicinale considerata meditativa ed  apportatrice di saggezza.

La musica reggae nacque 1968 e dopo pochi anni  cominciò ad essere associata al movimento rastafari.

Bob Marley é il re del reggae, dell’ispirazione e della bontà nei confronti delle persone povere.

L’ispirazione: “Potresti essere amato e amato? Non lasciare che ti ingannino, non provare ad istruirti, oh no, abbiamo una mente nostra. Quindi al diavolo se quello che stai pensando non é giusto. L’amore non ci avrebbe mai lasciato soli, dall’oscurità deve uscire una luce. Potresti essere amato e amato? La strada della vita é rocciosa e puoi inciampare, così mentre punti il dito, qualcun altro ti sta giudicando. Potresti essere amato? Non lasciare che ti cambino, abbiamo una vita nostra da vivere. Rimani vivo. Non importa come lo tratti, l’uomo non sarà mai soddisfatto”. (“Could You Be Loved“ di Bob Marley -1980).

La bontà nei confronti delle persone povere:  il capolavoro “No woman, no cry” scritta da Bob Marley risulta ceduta per quello che riguarda i diritti d’autore a Vincent Ford (1940-2008). Vincent era un amico d’infanzia ed era il proprietario di un povero locale di Trenchtown, il ghetto di Kingston in Giamaica. Il luogo  era un punto di ristoro per la povera gente del luogo, era frequentato dallo stesso Bob ed era sul punto di fallire.

Le entrate provenienti dai diritti di questa canzone hanno assicurato la sopravvivenza e l’efficienza della mensa fino ai giorni nostri.

Bob Marley non temeva la morte perché il rasta non vive e non muore mai. E’ una religione che celebra anche l’integrità del proprio corpo. Fu proprio  per questo motivo che il re del reggae arrivò al punto di morire per un cancro al piede, vedendosi costretto a rifiutare le cure e l’amputazione dell’alluce.

La leggenda  vuole che  Bob Marley completamente nudo  rimanesse spesso sotto la luna pensando al suo passato.

Le ultime parole del grande artista furono rivolte al figlio Ziggy Marley: “Money can’t buy life” ovvero “I soldi non possono comprare la vita”.

Ma il rasta non muore mai.

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