venerdì
21 settembre 2018

19:40

Intervista con Syria che presenta il disco “IO+IO”: “Sono un’interprete e mi metto da sempre al servizio della musica”

di Francesca Monti

Venti anni di carriera sono un traguardo importante e Syria ha deciso di festeggiarli con il disco “IO+IO” (Universal Music), uscito il 28 aprile e anticipato dal singolo “Lontana da te”, scritto da Il Cile.

L’album contiene i brani interpretati dall’artista durante il concerto evento “Vent’anni in una notte” tenutosi al Teatro Grande di Brescia, con la presenza di amici e colleghi e di un’orchestra di cinquanta elementi diretta dal maestro Bruno Santori. “IO+IO” è un viaggio musicale che ripercorre le tappe più importanti della carriera di Syria, iniziata nel 1996 con il trionfo a Sanremo Giovani con il brano “Non ci sto”, fino ad arrivare all’elettronica del suo alter ego, Airys, passando per tante altre esperienze fatte dalla poliedrica e versatile cantante.

Il disco contiene tutte le grandi hit del passato come “Sei tu”, “Se t’amo o no”, “L’amore è”, cinque inediti e la cover di un brano di  Ambra, “Io Te Francesca e Davide”, ma anche i duetti con Emma, Noemi, Paola Turci, Francesca Michielin, Ghemon ed Emiliano Pepe, e una emozionante favola scritta dalla Pina.

Abbiamo incontrato Syria a Milano e parlato con lei di “IO+IO” e dei prossimi progetti.

Partiamo dal titolo: IO+IO o 10+10? Com’è nata l’idea di questo disco?        

“Il titolo del disco ha una doppia chiave di lettura: IO+IO ma anche 10+10, mi piaceva infatti l’idea di dividere i due differenti decenni della mia carriera. In questi venti anni non mi sono mai fermata, ho inciso circa 110 canzoni più i vari duetti, mi piace sperimentare e provo sempre a percorrere strade diverse, come ad esempio quella teatrale. Sono un’interprete e mi metto al servizio della musica, così è sempre stato fin dal mio debutto a Sanremo nel 1996 con il brano “Non ci sto”, prodotto da Claudio Mattone. Quindi in occasione dei miei 20 anni di carriera ho pensato ad una raccolta di brani registrati durante il concerto al Teatro Grande di Brescia con la Filarmonica Italiana del Maestro Bruno Santori, composta da 50 elementi. Ci sono i duetti con le mie amiche Paola Turci, Emma, Noemi, Francesca Michielin, con Ghemon ed Emiliano Pepe, che hanno cantato con me in quella serata speciale, e la favola deliziosa scritta da La Pina e dedicata a me e alla mia famiglia con cui si è aperto il concerto di Brescia. Alle canzoni del passato ho aggiunto alcuni inediti che avevo nel cassetto da un po’ di tempo, come quello firmato da Giuliano Sangiorgi”.

Riguardo al concerto di Brescia, quali emozioni hai vissuto in quella serata?

“E’ stata una serata unica, che mi sono regalata, in cui ho avuto la possibilità di suonare con l’orchestra e di festeggiare con tante amiche sul palco. A me piacciono molto i teatri, soprattutto quelli piccoli, di provincia, sono luoghi sacri”.

Tra tutti i brani cantati durante quel concerto ce n’è uno che più ti è rimasto nel cuore?

“Forse “La distanza” con Paola Turci, un brano tratto dal disco Un’altra me, è stato bello cantarlo con lei perchè la sua esperienza e la sua sicurezza sul palco mi hanno centrata. Ma anche i duetti con Emma, Francesca Michielin, Noemi e con Emiliano Pepe in “Tutti i colori del mondo” sono stati bellissimi”.

Hai detto che IO+IO è un disco che racchiude due diversi periodi della tua carriera. Quando è avvenuto il passaggio da un periodo all’altro?

“La svolta è avvenuta con l’esperienza teatrale insieme a Paolo Rossi, nello spettacolo “Chiamatemi Kowalski”, che è stata fondamentale sia sul piano musicale che personale. E’ stato come tornare a scuola, è un’esperienza che mi ha insegnato tante cose, mi ha aperto nuovi orizzonti, nuovi interessi, dopo quelle cento repliche ho capito quanto fosse importante confrontarsi con gli altri, anche con artisti meno conosciuti o della scena indipendente. Da lì è nata la collaborazione con i Perturbazione, poi sono arrivati il progetto elettronico “Vivo, amo, esco” con lo pseudonimo di Airys e i dj set, ma anche il tributo alle band indipendenti, “Un’altra me”, con la collaborazione di Cesare Malfatti dei La Crus. E’ stato un progetto che mi ha dato belle soddisfazioni. Ho capito che voglio stare dentro la musica, perchè mi permette di sognare”.

Com’è nata l’idea di inserire nel disco la cover del brano di Ambra “Io te Francesca e Davide”?

“E’ un pezzo che mi piaceva fin da ragazzina, scritto da Riccardo Sinigallia, così ho decido di inserirlo nel disco. Mi piacerebbe fare il video con Ambra, magari alla regia (sorride)”.

Ci sono tante amiche nei duetti di “IO+IO”, ce n’è una che avresti voluto fosse presente e che invece non ha potuto collaborare con te?

“Manca sicuramente qualche collega che avrei voluto avere nel disco. Mi piacerebbe collaborare con Cristina Donà, non la conosco di persona ma la stimo tantissimo, ma anche con Nada, Arisa e Loredana Bertè, che proprio non ha potuto partecipare al mio progetto. Nell’album, poi, non è stato possibile mettere una parte molto emozionante del concerto di Brescia, quando a luci spente, a metà dello show, ci sono stati i messaggi di amici e colleghi come Jovanotti, Max Pezzali, Gianni Morandi, Claudio Cecchetto, Ron, Laura Pausini, e poi Mina…è stata una bellissima sorpresa, un regalo enorme e mi sono commossa. Mi sento molto fortunata”.

Hai fatto tante esperienze diverse, in futuro ti piacerebbe essere autrice dei tuoi pezzi?

“Assolutamente no (ride). Ho provato a scrivere dei pezzi ma bisogna riconoscere i propri limiti. A me, poi, piace fare l’interprete e cantare i brani scritti da altri autori”.

Un sogno nel cassetto…

“Ho un sogno enorme che è quello di portare in scena uno spettacolo interamente dedicato a Gabriella Ferri, un punto di riferimento per me, un’artista che merita di essere ricordata. Lo immagino come uno spettacolo di teatro canzone, alternando il canto e la lettura dei suoi scritti. Ovviamente affrontando il tutto con la delicatezza necessaria”.

Intanto stai portando in giro da due anni nei teatri italiani, con grande successo, lo spettacolo “Bellissime”…  

“E’ uno spettacolo che vorrei portare in scena per sempre perché non ha scadenza, è un omaggio a grandi artiste come Mina, Nilla Pizzi, Dalida, Gabriella Ferri, proponendo brani che hanno fatto la storia della musica italiana ma anche qualche monologo. Non potrei volere di più!”.

Quale sarà la prossima tappa di “Bellissime”, dopo quella al Teatro Menotti di Milano?

“Lo spettacolo verrà riproposto il 25 maggio in un concerto acustico a cura di Luca De Gennaro nell’ambito del Festival Mare Urbano di Milano che inaugurerò io proprio con “Bellissime””.

E poi ci sarà il tour per presentare IO+IO. Hai già qualche idea riguardo l’allestimento?

“L’idea è quella di presentare il mio repertorio in chiave elettro-acustica, con due-tre musicisti sul palco insieme a me. Se poi alcune amiche vorranno partecipare come ospiti ne sarei felice”.

Prima hai detto che Gabriella Ferri è un tuo punto di riferimento. Cosa ti affascina di più di questa grandissima artista e c’è qualcosa in cui ti senti simile a lei?

“Non ci si può paragonare a lei, però sicuramente il suo approccio intenso e a tratti ironico nell’affrontare le cose mi è sempre piaciuto, mi ha sempre colpito. E poi la sua profondità nel rendere certe canzoni leggere nonostante siano molto importanti per quanto riguarda l’estensione e le parole a cui dare peso. Questa è la cosa che ancora oggi mi sposta un po’”.

Venti anni di carriera, tempo di bilanci. Cosa rifaresti e cosa non rifaresti?

“Nella mia carriera ho fatto tante esperienze diverse, dal teatro, al disco tributo alla musica indipendente. Non rinnego niente. Mi è dispiaciuto di non essere accettata a volte da alcune radio. Rifarei invece il Festival di Sanremo, l’ultima volta all’Ariston è stata nel 2003, ho provato varie volte, anche quest’anno, a proporre dei pezzi, ma non sono stati selezionati”.

Se dovessi riassumere con un’immagine questi ultimi venti anni cosa ti verrebbe in mente?

“La mia famiglia, i miei figli Alice e Romeo. Un’immagine da dipingere olio su tela”.

Invece musicalmente qual è stato il momento più bello?

“Quest’esperienza al Teatro Grande di Brescia, è stata forte e intensa”.

Nel 2016 hai preso parte come giudice al programma di Italia Uno “Top DJ”. Sarai presente anche nella prossima edizione?

“Il prossimo inverno partirà la nuova edizione del programma e parteciperò nuovamente come giudice. E’ stata un’esperienza diversa, forte, sicuramente la mia curiosità nei confronti del mondo dei dj è aumentata”.

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