venerdì
18 gennaio 2019

19:10

Intervista con la cantautrice Manuela Padoan, che ci presenta il nuovo singolo “Metamorfosi e farfalle”

di Francesca Monti

Dopo l’ottima risposta sul web ottenuta con il brano “Viola” contro la violenza sulle donne, Manuela Padoan ha pubblicato il secondo singolo “Metamorfosi e farfalle” contenuto nell’EP “Mille fiori, mille colori” accompagnato da un video girato da Mauro Giordani.

Le farfalle nello stomaco che si dice una persona provi quando è innamorata, probabilmente derivano da una metamorfosi, prima della quale queste farfalle erano bozzoli. Il brano nasce proprio da un periodo in cui l’artista ascoltava spesso il brano “Farfalle“di Domenico Modugno e da questo pensiero, in qualche modo romantico e lieve, è nata “Metamorfosi e farfalle” che la cantautrice definisce “un inno alla vita”.

La passione per il canto, per le parole e per la musica nascono in Manuela Padoan fin da bambina quando inizia a studiare pianoforte all’età di 6 anni e poi canto a 14 anni.

Studia tecnica lirica, improvvisazione jazz e canto moderno. Nell’estate del 2011 è finalista della 54esima edizione Festival di Castrocaro con la cover di Mina “Vorrei che fosse amore”. Nel 2012 si qualifica tra i dieci finalisti al ProVoice festival con il suo brano inedito “Mille fiori…mille colori”. Con l’arrangiatore Edu Hebling, ha realizzato il suo primo ep, “Mille fiori, mille colori”, pubblicato a Luglio 2016. Nelle sue canzoni ricorrono temi come il rispetto di sé e la diversità.

Manuela Padoan è anche Musicoterapeuta e si impegna attivamente nella terapia, nell’educazione e nella cura dell’altro, dall’infanzia all’età adulta.

Manuela, è uscito il tuo nuovo singolo “Metamorfosi e farfalle”, un inno alla vita. Com’è nato questo brano?

“Questo brano è nato dall’unione di due canzoni, “Metamorfosi” scritta da me e “Farfalle” di Domenico Modugno. Nel periodo in cui l’ho composta scrivevo di metamorfosi, pensando ai cambiamenti che attraversiamo giorno per giorno. Poi, cantando “Farfalle”, mi capitava di pensare a quando ci innamoriamo, a quando abbiamo le farfalle allo stomaco, ed è lì che ho pensato a cosa dovesse esserci prima…per forza di cose, sicuramente, “i bruchi allo stomaco”. “Metamorfosi” è nata così, un po’ per gioco, e in modo quasi istantaneo si è unita a “Farfalle”, un po’ come due innamorati che si uniscono, le due metà della mela. Penso a questa canzone come un inno alla vita e all’amore perché è proprio dall’amore che possono avvenire le più grandi nascite e anche ri-nascite. La metamorfosi che muove in noi il nostro cuore affinché possiamo essere sempre noi stessi”.

Il singolo è accompagnato da un video girato a Montecchio Maggiore, in cui viene messa in scena una gioiosa festa…

“Sì, “La Metamorfosi dell’Amore”. È stata una vera e propria festa, tant’è che non so dirti se è stata messa in scena o vissuta veramente. Si sono intrecciate così bene le parti pensate per il girato e le parti improvvisate nei diversi momenti della giornata che è stata proprio realtà, vita vera. Tutti si sono divertiti e nessuno si è preoccupato delle diversità presenti quel giorno. Questo mi ha fatto riflettere su quanto a volte ci preoccupiamo troppo e pensiamo troppo. Se solo scegliessimo di vivere guidati dall’amore per noi stessi e per gli altri…”.

Il brano è estratto dall’Ep Mille fiori e mille colori. Ci racconti com’è nato questo album?

“Questo Ep è stato fortemente voluto. Da anni scrivevo canzoni mie, portandole anche live ad alcuni concerti e sentivo la voglia di concretizzare il progetto con qualcosa di fisico e che restasse fotografato nel tempo. Avevo parecchi inediti a disposizione, assieme ad Edu Hebling, l’arrangiatore con cui collaboro, ne abbiamo scelti alcuni, e altri si sono fatti strada da sé…così ci siamo trovati ad averne 7 a disposizione ma solo 6 sentivamo fossero davvero pronti per questo Ep”.

“Viola”, il precedente singolo, è un brano contro la violenza sulle donne, un problema purtroppo molto attuale…

“Sì, purtroppo ancora molto presente. Come donna e come artista mi sento in dovere di parlare anche di quelle cose scomode che a volte ci fanno girare dalla parte opposta. Per poter sorridere ed essere felici, bisogna anche prendere coraggio e guardare in faccia il dolore. Solo così si possono davvero cambiare le cose”.

Oltre che cantautrice sei anche musicoterapeuta. Cosa ti ha spinta a intraprendere questa professione?

“Mi ha sempre incuriosito come disciplina e come approccio terapeutico. La Musicoterapia, assieme alla Psicofonia, altra disciplina musicoterapeutica in cui mi sto specializzando, la considero l’unione di due mie grandi passioni. La canzone, la musica, il canto e la voce da un lato, l’essere umano, la relazione e la parola dall’altro. Mi permette di fare ciò che amo e anche di aiutare gli altri. Credo di essere molto fortunata e privilegiata per questo”.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

“I miei riferimenti sono vari e di vario genere. Tra questi i Pink Floyd, Phil Collins, Peter Gabriel, Michael Jackson, Janis Joplin, Bob Marley, Donald Fagen, Bjork, Paul Simon, Paolo Conte, De Andrè, De Gregori, Modugno, Mina, Pino Daniele. Altri giovani artisti italiani tra cui, Jovanotti, di cui ammiro la costante ricerca di cambiamento e innovazione, Elisa, Carmen Consoli, Niccolò Fabi, Silvestri, Mannarino, Bersani, Cremonini. Cerco di scoprire sempre, e soprattutto, artisti che non conosco e che mi suggeriscono persone con più esperienza musicale rispetto alla mia. Ascolto sia la musica attuale che la musica passata per capire cosa va oggi e ricordare sempre da dove arriviamo”.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti?

“Al momento sto lavorando all’album, quindi a un progetto un po’ più completo e corposo di un Ep. Sono alla ricerca di nuove sonorità e di nuovi stimoli in modo da crescere rispetto a quanto è già stato proposto in questo lavoro. Vorrei anche più modernità e attualità, restando comunque fedele alla mia modalità di scrittura. Stiamo ripensando il tutto anche in vista di una formazione live diversa da quella proposta finora…ho voglia di suonare anch’io oltre che cantare. Io e tutta la squadra, siamo al lavoro, quindi. Nel frattempo continuo con il lavoro di musicoterapeuta e anche con lo studio…non si finisce mai di crescere e di imparare!”.

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