venerdì
18 gennaio 2019

19:26

Intervista con il cantautore Ultimo: “Ovunque tu sia è una richiesta di aiuto per evadere dalla quotidianità”

di Francesca Monti

“Ovunque tu sia” è il nuovo singolo del giovane e talentuoso cantautore Ultimo (vero nome Niccolò Moriconi), prodotto da Honiro Label. Il brano è una richiesta d’aiuto per evadere dalla quotidianità e andrà a far parte di un disco, la cui uscita è prevista per il prossimo inverno. Il 26 maggio Ultimo ha aperto il concerto di Fabrizio Moro al Palalottomatica di Roma.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Ultimo per scoprire qualcosa in più su di lui e sul suo nuovo singolo.

Niccolò, è uscito il tuo nuovo singolo “Ovunque tu sia”, una sorta di richiesta di aiuto. Ci racconti com’è nato questo pezzo?  

“E’ una richiesta d’aiuto che faccio a una persona, a cui chiedo di aiutarmi ad evadere da questo posto perché ho scritto questo pezzo in un momento in cui era diventato tutto troppo monotono, anche le piccole cose, come prendere un caffè o guardarsi allo specchio. A un certo punto è nato il bisogno di chiedere a questa persona di portarmi via, la cosa assurda ma allo stesso tempo normale per un artista un po’ strano come me è che non conosco il destinatario di questa richiesta d’aiuto, non è nessuno in particolare, è una persona ipotetica”.

Questa necessità di cambiare, di spezzare la monotonia emerge forte quando canti “Portami via dove il mondo è un’idea”…

“Quando una persona si tuffa troppo nella quotidianità e ne rimane intrappolato c’è questa necessità di andare via, di cambiare. Non bisogna per forza vivere una vita brutta, spesso anche quando si ha tutto si sente comunque che manca qualcosa per stare bene, questa canzone è dedicata proprio a quelle persone che non riescono più a trovare un senso nelle cose che fanno e hanno bisogno di qualcosa in più, per vincere un’angoscia di fondo che sentono”.

Il singolo sarà contenuto in un disco?

“Sì, stiamo lavorando al disco e credo uscirà questo inverno”.

Il 26 maggio hai aperto il concerto di Fabrizio Moro al Palalottomatica di Roma. Che esperienza è stata?

“E’ stato bellissimo, Fabrizio Moro è uno dei cantautori della scena italiana che mi ha influenzato di più, quindi aprire un suo concerto è stato come andare a cena a casa del tuo idolo a mangiare una pizza insieme. Fantastico e incredibile. Cantare davanti a così tante persone mi ha regalato una strana sensazione, non sai dove guardare e così guardi te stesso. E’ stato tutto molto figo”.

Come mai hai scelto Ultimo come nome d’arte?

“Da sempre mi schiero dalla parte di chi non può parlare, di chi vive ai margini, così ho scelto il nome Ultimo. Io vivo a Roma, sono cresciuto non nei quartieri lussuosi dove le persone sfoggiano auto costose, ma con gente semplice che non ha pretese, che crede nei valori veri. Ecco, è un bisogno che ho, far capire da subito chi sono a coloro che mi ascoltano, far vedere che sono una persona vera”.

Come ti sei avvicinato alla musica? Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

“Mi sono avvicinato alla musica fin da piccolo, mia madre è fan sfegatata di Renato Zero e mi faceva sempre ascoltare le sue canzoni…Poi a 8 anni ho iniziato a suonare il pianoforte e sono andato al Conservatorio e ho continuato a studiare fino a 19 anni. Nel frattempo ho cominciato a scrivere canzoni, poi crescendo in una famiglia che ha sempre ascoltato musica mi sono appassionato a Vasco, Cremonini, Moro, Venditti, a tutto il cantautorato italiano, ma ascolto anche la scena hip hop”.

Quest’estate farai dei live?

“Ci stiamo lavorando, comunicherò tutte le date dei live sulle mie pagine social Instagram (mi trovate come Il vero ultimo), Facebook e Twitter”.

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