lunedì
25 marzo 2019

15:21

Intervista con il cantautore Trankida che ci presenta il nuovo disco “Com’è”

di Francesca Monti

Il 9 giugno è uscito “Com’è”, il nuovo disco di Trankida, nome d’arte del cantautore Gabriele Tranchida. L’album è stato registrato all’Alby studio di Modena, è stato prodotto artisticamente da Alex Bagnoli per Palart Records e parla prevalentemente d’amore, di storie che iniziano, finiscono o che vorrebbero iniziare, con sonorità pop che strizzano l’occhio al sound americano.

Originario di Formigine, classe 1986, Trankida a partire dal 2004, con diverse compagnie amatoriali, porta in scena diversi musical tra cui Notre dame de Paris, Romeo e Giulietta, Moulin Rouge, Fame e altri classici del panorama internazionale. E’ il 2007 l’anno in cui inizia a percorrere la strada del piano bar proponendo brani di grandi artisti come Michael Jackson, George Benson, Stevie Wonder, Luther Vandross, in alcuni locali modenesi. Nello stesso anno diventa parte integrante di un coro gospel.

Nel 2009 Trankida inizia a produrre cantati per sigle e spot radio/tv, continuando in parallelo a scrivere tante nuove canzoni ispirate dalle sue esperienze.

Ecco cosa ci ha raccontato Trankida riguardo il nuovo disco “Com’è”.

Gabriele, è uscito il tuo nuovo disco “Com’è”, ci racconti come è nato questo progetto?

“E’ nato dall’incontro con l’arrangiatore Alex Bagnoli (Alby Studio) e con il suo amico e produttore del disco Arturo Palumbo (Palart Records)”.

Le tracce del disco hanno come filo conduttore l’amore, storie che iniziano o che finiscono. A cosa ti sei ispirato per scrivere i brani?

“Per scrivere i testi mi sono ispirato semplicemente alle mie esperienze personali”.

“Com’è” è un album pop con influenze sonore che guardano oltreoceano. Come hai lavorato sul sound?

“Per quanto riguarda il sound, devo ringraziare Alex Bagnoli e la sua passione comune per gli stili d’Oltreoceano, così non ho dovuto dire niente, ha capito sin da subito che piega avrebbe dovuto prendere l’album”.

In “Favole” dici “Non è umano, voglio le favole”. Ci racconti qualcosa in più riguardo questo pezzo?

“Questo pezzo parla essenzialmente del rifiuto di vivere una vita “normale” su questo mondo. Parla della voglia e del bisogno di vivere qualcosa di speciale che non c’è o non c’è più. Il desiderio di avere qualcuno vicino che pretenda le stesse cose… Vivere un sogno, una favola, come nelle favole”.

Com’è nata la tua passione per la musica?

“Sin da bambino, ogni volta che ascoltavo una canzone, sentivo il bisogno di doverla cantare e così è stato, fino ad oggi”.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

“Sono tanti, per citarne solo alcuni Stevie Wonder, Luther Vandross, Ray Charles”.

Presenterai il disco con dei live quest’estate?

“Sicuramente sì, per essere aggiornati ci si può collegare al mio sito WWW.TRANKIDA.IT oppure alla mia pagina Facebook scrivendo “Trankida””.

 

 

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami