mercoledì
20 marzo 2019

16:51

XVI edizione “Antichi Organi del Polesine”: Un patrimonio da scoprire, ascoltare e salvare

Valorizzare il territorio attraverso le sue chiese, custodi di macchine sonore che destano meraviglia.

Rovigo – La provincia di Rovigo è ricca di organi storici prestigiosi, voluti fortemente in passato, dalle comunità locali per accompagnare le funzioni liturgiche. Le particolari caratteristiche di costruzione di questi antichi strumenti, presenti nel nostro territorio così come nel resto del Veneto, li rendono distinguibili dagli organi presenti in altre regioni italiane ed europee. In questa cornice, s’inserisce la rassegna “Antichi Organi del Polesine, giunta quest’anno alla sedicesima edizione.

Si tratta di un itinerario di concerti d’organo nato nel 1999 all’interno del territorio della provincia di Rovigo, nelle Chiese delle Diocesi di Adria/Rovigo e di Chioggia, l’organizzazione di tale evento e stata affidata a Chiara Paparella e la direzione artistica a Nicola Cittadin, polesani doc.

Lo scopo del progetto è quello di valorizzare i preziosi strumenti storici del territorio polesano, sensibilizzando il pubblico e, allo stesso tempo, sollecitando le istituzioni affinché trovino le risorse finanziare necessarie per restaurare e dar voce agli altri preziosi antichi strumenti non ancora restaurati.

L’iniziativa, coordinata da Asolo Musica, è inserita nel circuito organistico regionale “Cantantibus Organis”, è stata realizzata grazie al finanziamento della Regione Veneto, del Ministero dei beni e delle attività culturali, dei comuni, di Costa di Rovigo, Lendinara, Porto Tolle, e Rovigo con il sostegno economico di Rovigo Banca Credito Cooperativo e la collaborazione della Provincia di Rovigo.

Quest’anno, si andrà ad evidenziare quattro preziosi strumenti storici: l’organo più antico del polesine, costruito da Gaetano Callido nel 1767 per la Chiesa detta “La Rotonda” di Rovigo, un altro strumento callidiano, ma meno antico, datato 1782, custodito nella Chiesa dedicata a San Rocco a Costa di Rovigo, lo strumento dell’organaro veneziano Giacomo Bazzani, collocato nella chiesa di Ca’ Venier di Porto Tolle nel 1887 e l’organo post-romantico “Malvestio”, ubicato nel 1926 nella Chiesa di San Biagio in Lendinara,

I concerti prenderanno il via domenica 2 dicembre a Lendinara, presso la Chiesa di San Biagio, protagonisti della serata saranno Marco Vincenzi, docente di Clavicembalo al Conservatorio di Verona, che presenterà per organo solo la frizzante e maestosa Fantasia in sol maggiore BWV 572 dal titolo “Piece d’Orgue”, brano di Johann Sebastian Bach in tre movimenti, dello stesso Bach una trascrizione per strumento a tastiere dell’Adagio dal Concerto in Re minore di Alessandro Marcello, utilizzato come colonna sonora del celebre Film “Anonimo veneziano” e la Sonata ottocentesca in Do Maggiore di Antonio Nardetti; insieme al soprano Alesssandra De Negri affronteranno brani per voce solista con l’accompagnamento organistico, spaziando dalla musica barocca con l’Aria “Let The Bright Seraphim” dall’Opera Sansone di Händel, passando per il classicismo italiano con “Illumina oculus meos” di Giuseppe Giordani e per il classicismo tedesco con il mottetto “Exultate, Jubilate” di W.A. Mozart, allo stile operistico con testo sacro, eseguito durante le funzioni liturgiche nelle chiese italiane nell’ottocento con “Salve Regina” del Padre francescano Davide da Bergamo, per concludere con “l’Ave Maria”, dall’opera “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni, che andò in scena nel 1890.

Il secondo appuntamento, si terrà domenica 9 dicembre nel Tempio della Beata Vergine del Soccorso a Rovigo, dove si potrà apprezzare in veste di organista Giampietro Rosato, docente di clavicembalo e organo al Conservatorio di Udine, che proporrà brani organistici come: la trascrizione per organo solo dall’Overture dall’Opera “Rinanldo”, di G. F. Händel, due Sonate del napoletano Domenico Scarlatti, una sonata del pugliese Paisiello e la poco conosciuta “Pastorale” ottocentesca di Carlo Uboldi; lo stesso Rosato accompagnerà Giovanni Dalla Vecchia, docente di violino al Conservatorio di Cagliari nella Sonata del veneziano Bartolomeo Cordans, nella celebre “Romanza” in fa maggiore di Beethoven trascritta da Rosato per organo e violino per quest’occasione, la Pastorale dell’istriano Giuseppe Tartini (primo violino e capo di concerto della Cappella Musicale della Basilica del Santo a Padova)

Costa di Rovigo, ospiterà domenica 16 dicembre, il terzo appuntamento, con Beppino delle Vedove, organista della Cattedrale di Udine e docente d’organo e composizione organistica del conservatorio udinese, che si cimenterà nella Passacaglia di Händel dalla Suite in sol minore, due brani descrittivi, la “Battaglia imperiale” del compositore spagnolo Juan Cabanilles e “le cannonate” del compositore francese Claude Balbastre, nella parte centrale del programma, eseguirà la Sonata con Variazioni del compositore marchigiano Giovanni Morandi, amico di Gioacchino Rossini, che proprio nelle Marche aveva a disposizione strumenti callidiani, per eseguire le proprie musiche; la violoncellista Francesca Favit, friulana ma rodigina di adozione, visto che iniziò i propri studi al Conservatorio di Rovigo, eseguirà per violoncello solo, tre movimenti dalla prima Suite di J.S. Bach, durante il concerto, verrà accompagnata dall’organo nella quinta Sonata in tre tempi di Antonio Vivaldi, “nell’Arioso” di J. S. Bach dalla Cantata BWV 156 e nella “ninna nanna a Maria” del compositore tedesco Max Reger, per finire con una “fantasia” su temi natalizi per organo e violoncello.

Infine, sabato 22 dicembre, nella Chiesa dedicata a S. Nicolò Vescovo in località Cà Venier nel Comune di Porto Tolle, farà scendere il sipario sulla manifestazione il giovane organista veneto Filippo Turri, che accompagnerà la giovanissima e talentuosa trombettista polesana Gloria Sottovia; Turri proporrà all’organo “il Ballo del Granduca” dell’olandese Sweelinck, “la Pastorale” del Gesuita Zipoli e quella di Johann Sebastian Bach, la “ciaccona” in re minore del tedesco Pachelbel; per organo e tromba verranno eseguiti il celebre “Te Deum” del francese Charpentier, “l’Aria con variazioni” di Händel e il celebre “Largo” dall’Opera Serse, l’Aria bachiana “Se tu sei con me” e i canti tradizionali del Santo Natale “Adeste fideles” e “Joy to the World” composto da G. F. Händel.

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