domenica
24 febbraio 2019

02:05

Sanremo 2019: Intervista con Simone Cristicchi

di Francesca Monti

Simone Cristicchi è in gara al Festival di Sanremo 2019 con “Abbi cura di me”, scritto dall’artista con Nicola Brunialti e Gabriele Ortenzi con la produzione artistica di Francesco Musacco ed esecutiva di Francesco Migliacci.

In occasione della serata dedicata ai duetti, Simone Cristicchi interpreterà il brano con Ermal Meta.

“Abbi cura di me” è anche il titolo del nuovo disco dell’artista in uscita l’8 febbraio, la prima raccolta dei suoi più grandi successi arricchita da due inediti.

Inoltre, è stato presentato in anteprima un estratto di “Happy Next – alla ricerca della felicità”, il nuovo documentario di Simone Cristicchi per la regia di Andrea Cocchi. In questo suo nuovo lavoro, il cantautore cerca di rispondere in maniera personale e originale alla domanda che tutti si sono chiesti almeno una volta nella vita: “che cosa è veramente la felicità?”, attraverso i racconti di diversi personaggi dello spettacolo e della cultura italiani, ma anche di gente comune: da Pippo Baudo a Gianluca Nicoletti, passando per Flavio Insinna, Mogol, fino ad arrivare a suore, filosofi, scienziati.

Simone Cristicchi ha inoltre chiesto ai suoi fan di partecipare attivamente alla realizzazione del documentario, invitandoli ad inviare un breve video in cui raccontano la propria idea della felicità e cosa dovrebbe fare una persona per essere felice. I video saranno pubblicati sui social di Simone ed andranno a formare un grande social-movie sulla felicità, parte del progetto di “Happy Next – alla ricerca della felicità”.

Simone, sei in gara al Festival di Sanremo 2019 con “Abbi cura di me”. Cosa ci racconti riguardo questa canzone?

“Credo che la canzone sia fuori dal tempo, la feci ascoltare a Morgan, mi disse è una canzone moderna ma ha un’atmosfera musicale che richiama Morricone e il cinema. Anche l’arrangiamento è in crescendo, parte pianoforte e voce e si conclude con l’orchestra che suona i corni, uno strumento che si sente molto raramente e ricalca l’emozione di qualcosa che cresce e arriva ad esplodere nel finale”.

Com’è nata la collaborazione con lo scrittore Nicola Brunialti?

“Io e lui siamo sensibili alle grandi tematiche, ci siamo interrogati, arricchiti, abbiamo parlato di spiritualità, di fede, di dolore, dei momenti bui della nostra vita, questo ci ha portato a sentirci molto vicini come artisti, finchè una mattina Nicola mi ha mandato un tweet con scritto Abbi cura di me e io ho pensato che fosse il titolo giusto per una canzone. La lavorazione è stata lunga, dodici mesi, ma dentro questo pezzo c’è il distillato di quello che è il mio pensiero sul senso della vita e quella sensazione di essere scollegati, ma anche questo desiderio di ricongiungimento con qualcosa che ci manca. Quindi è un brano che diventa di significato universale e a cui ognuno può dare la propria interpretazione. Una suora di clausura, mia amica, mi ha detto che è una preghiera di Dio all’uomo e se la leggi così è impressionante. Lei diceva che Dio ha bisogno dell’opera degli esseri umani, ovviamente questo vale per chi crede, io sono ancora in ricerca di risposte”.

Questa è la tua quinta partecipazione al Festival di Sanremo…

“Trovo che ci sia sempre la stessa ricetta a Sanremo, c’è tutto in questo Festival come c’era allora. Vincere con un brano con testo impegnato è una casualità e non so spiegarmi come sia potuto succedere che ho vinto con Ti regalerò una rosa, ma trovo che ora ci sia piu’ spazio per i giovani e per artisti ancora poco nazional popolari come Motta, The Zen Circus”.

Abbi cura di me è anche il titolo del tuo nuovo disco…

“Ho scelto questo titolo perché dentro queste 21 tracce c’è la mia anima, il percorso di questi ultimi 15 anni. L’album infatti si apre con Vorrei cantare come Biagio e finisce con Abbi cura di me, in mezzo c’è un mondo che non tutti conoscono. L’obiettivo è far conoscere quelle tracce che rappresentano il mio modo di raccontare in musica le storie, come Insegnami, che ho scritto per mio figlio, sono chicche rimaste nell’ombra dei miei dischi e che questa raccolta mi dà la possibilità di far conoscere”.

Simone, nella serata dei duetti canterai con Ermal Meta. Come si è sviluppata questa collaborazione?

“Ho mandato il pezzo a Ermal su Whatsapp per farglielo ascoltare, sentivo che era nelle sue corde, mi ha risposto che era un capolavoro. Lui ha sempre dichiarato di avere una grande stima nei miei confronti, sapere di essere un suo riferimento mi lusinga”.

Cosa ci racconti invece riguardo il documentario “Happy Next – alla ricerca della felicità”?

“Vorrei che il prossimo ad essere felice potessi essere tu, lei o contribuire alla felicità degli altri, mi piacerebbe che si allargasse in rete questo concetto e che ognuno potesse esprimere la propria idea di felicità. Invito gli utenti a filmarsi e a raccontare la propria felicità. Oggi abbiamo bisogno di parlare di priorità, la sfida è parlare di cose importanti. Ho raccolto delle testimonianze meravigliose e sono contento di portarle a Sanremo e di far riflettere. E’ bellissimo vederle tutte insieme”.


Foto di copertina di Ambra Vernuccio.

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