venerdì
21 settembre 2018

06:10

Sergio Romano a Padova per Segnavie 2018

Giovedì 15 marzo, alle ore 17.45, all’Auditorium dell’Orto Botanico (ingesso da Prato della Valle, accanto al n°56) di Padova Sergio Romano, intervistato da Paolo Lepri, dà il via all’ottava edizione di “Segnavie”, il fortunato format di incontri e confronti creato e realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. “Democrazie in prognosi riservata” è il tema, decisamente d’attualità, dell’incontro. L’ingresso è libero ma, dato il prevedibile grande afflusso, è necessario prenotarsi preventivamente sul sito www.segnavie.it o telefonando al numero 049 660405.

I regimi rappresentativi sembrano aver smarrito la capacità di imparare dai propri errori. Perdono consenso all’interno e non riescono a creare condivisione sui loro valori nel resto del mondo.

Le difficoltà che oggi attraversano le democrazie sono sotto gli occhi di tutti. Alcuni studiosi e opinionisti ne mettono addirittura in dubbio la sopravvivenza. Per questo Sergio Romano le definisce “democrazie in prognosi riservata”.

“Sapevamo – afferma Romano – che le democrazie sono tutte insidiate da due minacce permanenti: la corruzione e la demagogia (il populismo). Ma era generalmente diffusa la convinzione che uno Stato democratico avesse la capacità di correggere continuamente i propri errori. Vedevamo gli scandali, i brogli elettorali, il ricorso alla spesa pubblica e alle guerre per intorpidire il corpo elettorale e creare consenso. Ma ci consolavamo ripetendo a noi stessi che quello praticato dall’Occidente era nonostante tutto il meno peggio dei sistemi possibili”.

Oggi sembra che il giudizio sulla democrazia stia cambiando e molti commentatori firmano bollettini sanitari alquanto preoccupati, se non addirittura pessimistici. Inoltre, “più di un terzo dell’elettorato occidentale – osserva Romano – non va alle urne perché non crede all’utilità del suo voto e un terzo è composto da persone che detestano, insieme alla loro classe dirigente, politica ed economica, anche coloro che hanno un diverso colore della pelle o un diverso credo religioso. Qui la maggiore minaccia alla democrazia è la pretesa di un voto continuo rabbiosamente gettato, in ogni momento della giornata, nell’urna dei social network. Può darsi che questo clima sia aggravato dalla lunga recessione in cui siamo precipitati dopo il crack del 2007 e che sia destinato a migliorare non appena saremo riusciti a tirare una boccata di ossigeno. Ma è anche possibile che le democrazie soffrano di mali meno facilmente guaribili e che occorra prepararsi a una lunga crisi, dagli esiti difficilmente prevedibili”.

Chi sono i protagonisti?

Sergio Romano
Diplomatico, storico e pubblicista. Studioso di storia e analista politico, ha ricoperto i più prestigiosi incarichi della carriera diplomatica. Nella sua ultima missione – fra il 1985 e il 1989 – è stato ambasciatore a Mosca, esperienza che lo ha reso testimone privilegiato della fine della guerra fredda. Dopo essersi laureato in giurisprudenza alla Statale di Milano e aver lavorato come giornalista a Milano, Parigi, Londra e Vienna, nel 1954 ha intrapreso la carriera diplomatica. Ha ricoperto le cariche di viceconsole a Innsbruck (1955), primo segretario all’ambasciata italiana a Londra (1958-64), primo consigliere e ministro consigliere a Parigi (1968-77), direttore generale per le relazioni culturali presso il Ministero degli Affari Esteri (1977-83), ambasciatore presso la NATO a Bruxelles (1983-85) e infine ambasciatore a Mosca (1985-89). Nel 1990 è stato visiting professor alla University of California a Berkeley e dal 1992 al 1998 ha insegnato relazioni internazionali presso l’Istituto di economia politica dell’Università Bocconi di Milano. Membro del consiglio scientifico delle riviste Limes e Nuova Storia Contemporanea, ha collaborato con vari quotidiani e riviste (Financial TimesLa StampaEpoca); dal 1998 è editorialista del Corriere della Sera e del settimanale Panorama.

Intervistato da Paolo Lepri
Giornalista professionista. Dal 1991 al 2000 è stato quirinalista, inviato diplomatico e vice responsabile delle strutture dall’Estero e per l’Estero dell’agenzia Ansa. Nel 2000 si è trasferito a Milano, chiamato al Corriere della Sera da Ferruccio de Bortoli. Nel quotidiano di Via Solferino è stato capo redattore del Desk Esteri e corrispondente a Berlino dal 2011 al 2015. Rientrato in Italia, è attualmente capo redattore centrale con la responsabilità degli editoriali e dei commenti. I suoi interventi sul Corriere sono dedicati in particolare ai temi dell’attualità internazionale e dell’integrazione europea.  Firma una rubrica settimanale, “Facce nuove”, dedicata a ritratti di personalità emergenti nel mondo della politica e della cultura. 

I prossimi incontri

Michael Braungart
Ingegnere chimico
5 aprile 2018 | Padova (Orto Botanico)
Il mondo non è usa e getta. Dalla culla alla culla: il cerchio della vita

Sandro Spinsanti
Esperto di bioetica
8 maggio 2018 | Padova (Centro Culturale San Gaetano)
Cultura del vivere e del morire. Un buon fine vita: utopia del nostro tempo?

Katrin Kaufer
Esperta d’innovazione – Docente al MassachusettsInstitute of Technology
Giugno 2018 | Padova
Dall’io al noi. Come costruire una società e un’economia più consapevoli e inclusive

Mario Rasetti
Fisico
Ottobre 2018 | Padova
Big data. Si può sapere tutto di tutti: potenzialità o minaccia?

Daniele Novara
Pedagogista
Novembre 2018 | Padova
Cosa sta accadendo ai nostri bambini? Come tornare alla relazione educativa

Martha Nussbaum
Filosofa
Febbraio 2019 | Padova
Di cosa abbiamo bisogno per vivere insieme? Il coraggio del perdono

Informazioni e prenotazioni:
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria
www.segnavie.it
049 660405 (Segreteria organizzativa: P.R. Consulting)

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