sabato
15 dicembre 2018

15:46

Conosci il tuo vicino: la festa

Dal profugo che che vuole fare politica alla giovane promessa della pasticceria. Sono loro e altri 13 migranti ospitati dalla cooperativa Progetto Now, una delle 13 cooperative del Consorzio Veneto Insieme, ad avere invitato la popolazione locale di Tribano, Bagnoli e Conselve alla festa di integrazione e ringraziamento “Conosci il tuo vicino” in scena mercoledì 12 settembre alla casa dei Canossiani di Conselve

“Da grande Voglio fare il politico” racconta Roberts, 25 anni giovane nigeriano arrivato in Italia da meno di 2 anni perché in pericolo di vita nel suo paese .

Lui, che nel suo paese faceva il muratore e studiava scienze politiche, ci spiega di “voler aiutare gli altri proprio attraverso la politica. “Ho fiducia nell’Italia – continua Roberts – e mi piace vivere qua. Seguo la politica, su Facebook anche Salvini. Mi pare che non capisca tanto come ci sentiamo e quello che abbiamo passato, ma leggo sempre i suoi post”.

Roberts è solo uno dei 15 ragazzi accolti e ospitati dalla cooperativa Progetto Now, una delle 13 cooperative del Consorzio Veneto Insieme che si occupa di accoglienza diffusa nel territorio tra Conselve, Tribano e Bagnoli .

Qui mercoledì 12 settembre la cooperativa ha organizzato una festa -incontro intitolata “Conosci il tuo vicino” nella Casa dei Canossiani a Conselve, dove vivono i giovani rifugiati.

Nel tardo pomeriggio i migranti accolti dalla cooperativa hanno voluto incontrare la popolazione locale e offrire loro cibo e musica etnica per ringraziarla ufficialmente per l’aiuto ricevuto, così come racconta la coordinatrice del servizio richiedenti asilo Monica Ruffato. “I nostri ragazzi hanno fatto addirittura i volontari alla sagra del paese e hanno aiutato gli animatori del grest organizzato dalla parrocchia. E hanno voluto e organizzato con il nostro aiuto questa festa allargata. ”

Una bellissima torta realizzata da Endurance, ragazza nigeriana 24 anni, 8 mesi in Italia, con la passione per la pasticceria non è passata inosservata. “Sono felice perché posso andare a scuola – ci racconta – , oggi abbiamo passato il test per iniziare le lezioni di terza media. Sono stata aiutata tutti i giorni ed ho studiato tanto. In Nigeria facevo la parrucchiera ma qua voglio studiare per la mia passione, la pasticceria”.

La cooperativa Progetto Now nasce nel 1997 ma con la specializzazione in gestione di strutture e servizi educativi e socio sanitari. 216 dipendenti, di cui 190 a tempo indeterminato. Solo da pochi anni ha allargato i propri servizi all’ambito dell’accoglienza e integrazione degli immigrati.

Importantissimi, soprattutto in questo settore sono anche i volontari, come Nicolò Curzio, che a due mesi dalla laurea ha cominciato a fare volontariato al patronato di Tribano con le ragazze di Olmo. “È uno scambio reciproco – ci racconta – loro hanno imparato l’italiano ed io ho imparato ad essere paziente e a capire meglio il valore della vita”.

Gabriella Carraro, assistente sociale e insegnante di italiano per la cooperativa progetto Now ricorda che l’aiuto reciproco è fondamentale, crea comunità e integrazione. Lo conferma la signora Wanda di Conselve che, da volontaria, ha aiutato i ragazzi con le lezioni di italiano e matematica.

All’evento è intervenuta tutta la società civile, tanti volontari, tanti cittadini che hanno conosciuto questa realtà da vicino, i volontari della sagra che hanno accolto i ragazzi come assistenti, le tre parrocchie di Bagnoli, Tribano e Conselve e altre cooperative del territorio.

Il progetto NOW, il cui nome deriva da un progetto europeo per dare maggiori opportunità alle donne, ha iniziato la sua attività di accoglienza dei migranti a dicembre 2015 con la struttura a Conselve dove sono ospitati 9 ragazzi e si è ampliata nel maggio 2017 con la struttura a Olmo di Tribano dove ci sono ad oggi 6 ragazze.

“È partita come una sfida”, racconta il presidente Luca Galante, “l’accoglienza diffusa si aggiunge ai nostri servizi che vengono divisi nelle aree di prima infanzia, come asili nido, delle attività socio sanitarie, come le medicine di gruppo integrato e dei servizi socio-educativi.”

Una scommessa vinta sia da parte dei numeri che da parte della comunità, che partecipa attivamente.

“Il nostro servizio – ci racconta Barbara Franzoso, vice presidente progetto NOW e responsabile delle risorse educative per i richiedenti protezione internazionale – è quello di far vivere ai ragazzi un periodo storico sufficientemente buono e produttivo in attesa del colloquio con la commissione per ottenere il permesso di soggiorno. I richiedenti asilo vivono infatti in una sorta di limbo quando arrivano qui dopo un percorso migratorio che continua anche attraverso le attese burocratiche e l’integrazione nel paese che li accoglie ”.

“Un percorso creativo e umano” conclude Monica Ruffato “hanno tutti affrontato un viaggio difficile e stanno dando il meglio di sé per approfittare di questa occasione per imparare l’italiano e ricominciare a vivere.”

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