sabato
20 ottobre 2018

06:13

Costa di Rovigo: Quando l’organo e la fisarmonica incantano

Successo a Costa per il secondo appuntamento di Antichi Organi del Polesine

Erano in molti domenica scorsa, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, a gremire la navata della chiesa parrocchiale di San Rocco a Costa di Rovigo, per ascoltare il concerto proposto nell’ambito della XV edizione della rassegna “Antichi Organi del Polesine” che, anche quest’anno, sta offrendo al pubblico esibizioni di grande livello artistico.

La manifestazione, organizzata da Asolo Musica e inserita nel circuito regionale “Cantantibus Organis”, è stata realizzata grazie al finanziamento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Veneto e dei Comuni di Rovigo, Porto Tolle, Costa di Rovigo e Lendinara, con il patrocinio della Provincia di Rovigo e il sostegno di RovigoBanca.

Ad aprire la serata l’assessore alla cultura, Moira Ferrari, che, nel suo intervento in rappresentanza dell’amministrazione comunale, ha voluto ricordare gli sforzi profusi dal Comune per valorizzare un bene prezioso, sul piano artistico e culturale, come l’antico organo Callido op. 189 custodito nella chiesa di “Costiola”. «Un impegno – ha sottolineato l’assessore Ferrari – che ci ha convinti anche quest’anno a rinnovare il sostegno a una rassegna concertistica che, nel dare voce al nostro prestigioso organo, che nel corso dell’anno ha poche occasioni per essere suonato e ascoltato, consente di inserire Costa di Rovigo in un circuito di concerti di grande levatura artistica». È bene ricordare, infatti, che il pregiato strumento custodito in questa chiesa, costruito nel 1782, ricco di effetti coloristici propri della cultura organistica sette/ottocentesca, grazie al pregevole restauro effettuato qualche anno fa, possiede tutte le caratteristiche foniche tipiche di Gaetano Callido, rinomate per la loro trasparenza ed espressività.

A portare il saluto anche il consigliere di RovigoBanca, Ferdinando Pezzuolo, il quale ha ribadito l’interesse dell’istituto di credito cooperativo per la rassegna “Antichi Organi del Polesine” che, «oltre a valorizzare gli storici organi a canne custoditi nelle chiese del nostro territorio, consente a grandi talenti di esibirsi proponendo dell’ottima musica».

È toccato alla fisarmonica di introdurre il concerto presentando l’anima più classica dello strumento. “Asturias”, di Isaac Albéniz, ha ripercorso i ritmi del flamenco alternati a quadri di un’espressione struggente. A seguire “L’Adagio per Glassharmonika” di Mozart, una perla dedicata a questo particolare strumento dall’animo etereo. La parte per fisarmonica sola si è conclusa con un brano dello stesso Piovesan, omaggio al compositore Astor Piazzolla, a partire dal tema dell’Inverno con il quale il celebre compositore argentino chiude il suo ciclo di stagioni di Buenos Aires.

La parte centrale del concerto ha visto protagonista l’organo in veste di solista. Il M° Toffolo ha aperto il suo intervento con la “Toccata II”, tratta dal 2° libro di Toccate di Girolamo Frescobaldi. Una pagina articolata al suo interno in vari episodi, ciascuno dei quali caratterizzato da brillante inventiva, vivacità ritmica, raffinate ricercatezze contrappuntistiche ed elegante condotta delle parti. Subito dopo si è assistito all’esecuzione di una composizione organistica di raro ascolto: la “Suite pastorale” di Fortunato Chelleri, costituita da una raccolta di pezzettini in stile spiccatamente melodico (di sapore vagamente cembalistico), dove l’aggettivo pastorale si riferisce tanto allo spirito natalizio (palese nella Musette finale il riferimento alle zampogne) quanto alla dimensione agreste dedotta dagli accenti genuinamente popolareschi disseminati qua e là.

A conclusione della parte centrale della serata è stata eseguita la nota “Sonata per organo” del famoso compositore Vincenzo Bellini. Una solenne introduzione ad accordi lenti e gravi ha portato allo sviluppo di una melodia cantabile di stampo prettamente operistico, in cui i tratti vocali tipici della produzione teatrale belliniana sono stati felicemente trasposti sulla tastiera dell’organo; travolgente è risultato il finale che è stato proposto a mo’ di orchestra con tanto di crescendo ed incalzando finale.

La terza e ultima parte del concerto ha visto i due strumenti unirsi nel “Duo di Mantici”, il cui nome trae spunto dal comune meccanismo che in entrambi genera il flusso d’aria che va ad alimentare i rispettivi somieri. Sono state eseguite la “Sonata in Fa” di Gaetano Piazza, brillante pezzo di maniera dal tono vivace e festoso; nel “Concerto in Sib” di Giovanni Battista Zucchinetti è risultata più marcata la ricerca del dialogo tra i due strumenti; nell’aria “Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit” tratta dalla Cantata BWV 106 di J. S. Bach, meglio conosciuta come “Actus tragicus”, la fisarmonica ha cantato con intenso pathos e lirica drammaticità sopra un accompagnamento formato da accordi ribattuti che sembravano voler sottolineare l’inesorabile trascorrere del tempo umano. Il programma della serata si è concluso con l’esecuzione del “Concerto del Sign. Meck”, in un arrangiamento dell’originale trascrizione di Johann Gottfried Walther (contemporaneo di Bach) di un Concerto orchestrale di Antonio Vivaldi. Nei due tempi estremi (contrassegnati dall’indicazione Allegro) l’originaria contrapposizione del piccolo gruppo di strumenti con l’orchestra al gran completo è stata ottimamente resa dall’accostamento delle sonorità individuali della fisarmonica rispetto al suono più pieno dell’organo. Nell’Adagio centrale l’organo ha proposto il basso continuo su cui lo strumento solista ha elevato la propria melodia come fosse un’accorata preghiera, alla stessa stregua di un violino solista.

Luca Piovesan e Daniele Toffolo hanno dato vita a una splendida esibizione. L’organo storico di Costa non ha tradito le aspettative e ha anzi ribadito la versatilità del mantice anche nel difficile confronto con la fisarmonica, risultando capace di offrire una straordinaria qualità ed ampiezza di suoni, dalle più ardite suggestioni contemporanee all’assoluto rigore della tradizione colta.

Un bis eccellente ha concluso l’indimenticabile esibizione, tra gli applausi calorosissimi del pubblico presente.

A chiusura della bella serata, il sindaco Antonio Bombonato ha voluto complimentarsi con gli artisti donando loro alcune pubblicazioni di storia locale. Soddisfatto anche il parroco don Daniele Bragante, il quale, in vista del Natale, ha voluto esprimere il suo augurio di pace e prosperità all’intera comunità, auspicando che il “dialogo di mantici” – quello tra il suono dell’organo e quello della fisarmonica (strumenti musicali apparentemente diversi ma tra loro molto affini) – protagonista dell’evento musicale della serata, possa essere d’esempio nella vita di tutti i giorni e nelle relazioni tra gli esseri umani. «L’uomo ha bisogno di pace – ha concluso il parroco – e la pace nasce dal dialogo. Buon Natale!».


Foto: Da sx Ferdinando Pezzuolo, Moira Ferrari, Antonio Bombonato, Luca Piovesan, Daniele Toffolo, Don Daniele Bragante

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami