martedì
22 gennaio 2019

11:32

Bartelle (IIC) sulle dichiarazioni fatte alla stampa dal direttore Generale dell’Ulss 5 Compostella

“Le dichiarazioni alla stampa del direttore generale dell’ulss 5 Polesana, sul bilancio delle attività svolte nel 2018, mi portano a dedurre che ci sono due Compostella” esordisce ironicamente la consigliera regionale Patrizia Bartelle.

Uno va continuamente sui giornali Polesani per denunciare sempre nuovi problemi, quali la carenza di medici in organico, la penuria di specialisti, la mancanza di infermieri e tecnici sanitari, la chiusura di reparti e la contrazione di servizi socio-sanitari sul territorio. 

L’altro(Compostella) è stato premiato dalla Giunta Zaia con un buon punteggio complessivo sul suo operato e riconfermato per i prossimi cinque anni con tanto di bonus.

Il primo Compostella, che è Direttore Generale dell’Ulss 5 da tempo, dovrebbe dare le dimissioni per le evidenti carenze manageriali dimostrate nel gestire la sanità di un territorio, quello Polesano, che ormai rappresenta il fanalino di coda della regione Veneto.

Fanalino di coda che si traduce nella criticità della diminuzione degli operatori sanitari, dovuta alle mancate nuove assunzioni, che dal 2009 ad oggi, dovevano essere effettuate per mantenere un’efficace pianta organica. La scelta dettata da Zaia ha di fatto provocato nel corso degli anni,un impoverimento dei servizi e quindi un lento e progressivo svuotamento di quelle strutture socio-sanitarie pubbliche , dove i cittadini abitualmente si recavano in tempi ragionevoli per una visita medica, sia in termini di prenotazione che di percorrenza chilometrica, 

Il secondo Compostella, anch’egli Direttore Generale dell’Ulss 5, meriterebbe incarichi più prestigiosi data la spiccata capacità di raggiungere gli obiettivi assegnatigli: indebolire la sanità Polesana e sfasciare il servizio pubblico a favore del privato.

Un’azione che si traduce negli atti emanati da Zaia e dai suoi leghisti, tramite il direttore generale, con i quali hanno decretato di stanziare per gli anni 2017/2018/2019, circa 62milioni di euro annui, liquidabili alle cliniche private Polesane.

“Ora, per risolvere il mistero verrebbe da chiedere l’intervento dell’Assessore Regionale alla Sanità ma non si può perché non c’è, infatti, quello vecchio (Coletto) si è dimesso ancor prima della discussione del PSSR e la nomina del suo sostituto tarda ad arrivare”.

“E per chiudere con una battuta ironica, ci verrebbe da pensare che il già Segretario regionale, dott. Mantoan, avrebbe convinto Zaia di poter fare da assessore in pectore oltre che il coordinatore di Agenas. Uno e trino. Insomma Zaia per adesso ci crede, in attesa che arrivi la Befana”.

A noi invece, non resta che auspicare che i Sindaci Polesani, in nome e per conto dei cittadini che rappresentano, decidano finalmente di aprire una vertenza seria sulla Sanità nella nostra Azienda sanitaria. E in tutta la Regione Veneto.

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