giovedì
21 marzo 2019

01:05

Il Decreto “dignità” lascia a casa venticinque persone da Bottega Spa

Sandro Bottega e Monica Lisetto

Sandro Bottega e Monica Lisetto

Ha preso carta e penna e ha scritto ai giornali. Sandro Bottega, titolare di Bottega spa, una delle più grandi e conosciute aziende vinicole, con quattro sedi produttive, a Godega di Sant’Urbano, nel coneglianese, a Fontanafredda nel pordenonese, a Pescatina nel veronese e a Montalcino nel senese, vuole far sapere a tutti che, al 31 dicembre dello scorso anno, si è trovato costretto a lasciare a casa ben 25 persone a causa del decreto di dignità. 25 persone che avrebbe potuto assumere per altri 6 mesi, forse più. “Alcune di esse, con noi da anni per il periodo stagionale”, dice Sandro Bottega.

“Avevano imparato il mestiere, fosse esso distillare o pigiare uva o vendemmiare, ma non potremo mai più riassumerle e non è stato facile far comprendere il perché. Gettati al vento per l’incapacità della politica di capire le esigenze del lavoro. Avremmo potuto assumerle a tempo indeterminato ma le vendemmie, la distillazione, le confezioni natalizie, il picco di vendite di spumante, ci sono solo una volta l’anno e in ogni caso nessuno dei nostri clienti ci garantisce che acquisterà il prossimo anno o quanto acquisterà. Spero che la politica comprenda le esigenze del lavoro e ci pensi un attimo prima di penalizzare tante persone e noi aziende”.

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