lunedì
24 settembre 2018

20:08

Spinea: Solidarietà ad Afrin, approvata mozione in Consiglio comunale

Spinea – Durante il Consiglio Comunale di oggi è passata all’unanimità una mozione che esprime solidarietà ed il proprio sostegno alla popolazione di Afrin e dell’intero Rojava e chiede al Governo Italiano di condannare quanto accaduto e di fare pressioni sul Governo Turco per la cessazione degli attacchi indiscriminati nei confronti della popolazione del cantone di Afrin e dell’intero Rojava; inoltre chiede al Governo Italiano di impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune – con particolare riferimento all’Unione Europea, al Consiglio di Europa e alla Nato – la ferma condanna di quanto avvenuto e l’attivazione di tutti gli atti politici necessari per tutelare la popolazione del Rojava e il rispetto delle libertà democratiche.

Il consigliere Giovanni Litt ha dichiarato:Vediamo in continuazione immagini sconvolgenti:corpi tra le macerie, bambini senza arti, urla di donne, uomini, bambini in stato di shock in mezzo alle macerie. Ieri la Turchia ha annunciato ufficialmente di aver ucciso 3.149 curdi. Non possiamo continuare a voltare lo sguardo dall’altra parte: noi, l’Europa, le Nazioni Unite, sappiamo e dobbiamo agire per fermare questo massacro. Non è tollerabile che un esercito appartenente alla Nato si macchi di crimini come quelli compiuti dall’esercito Turco in Siria nel silenzio della comunità internazionale. Bisogna fermare il massacro di civili in corso, quella che è ormai una vera e propria catastrofe umanitaria a detta di tutte le ONG operanti sul luogo e dell’Osservatorio sui diritti. Non c’è nessuna motivazione che può giustificare questo silenzio”.


Mozione: sostegno alle popolazioni di Afrin e di Rojava e condanna dell’attacco

PREMESSO CHE
-la Siria a partire dal 2011 è stata teatro di una sanguinosa guerra civile;
-seppur in mancanza di dati certi, si stima che dall’inizio del conflitto siano oltre 500.000 i morti, di cui circa un terzo civili;
-secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari la guerra in Siria ha provocato un esodo di massa di persone in fuga dal conflitto con circa 5 milioni di rifugiati ed oltre 6 milioni di sfollati;
-nel 2014, a seguito dell’avanzata del fondamentalismo islamico, l’ISIS è arrivato ad occupare circa un terzo dell’intero territorio siriano, tra cui il cosiddetto “kurdistan siriano” ed i governatorati di Raqqa e Deir el-Zor;
-nel 2015 la sconfitta nella battaglia della città curda di Kobane ha di fatto segnato l’inizio del “reverse course” e l’arresto dell’avanzata dell’ISIS;
-le unità di difesa popolare degli YPG e YPJ, inquadrate nell’alleanza curdo-araba (SDF) sostenuta dagli Stati Uniti e parte integrante nella coalizione internazionale anti-terrorismo islamico, sono state fondamentali nella resistenza al terrore dello Stato Islamico, contribuendo alla liberazione dal Califfato delle città di Aleppo, Raqqa e dell’intero Nord della Siria;
-a seguito della sconfitta dell’Isis, ad Afrin e negli altri cantoni della regione del Rojava convivono oggi pacificamente curdi, arabi, cristiani ed etnie diverse in un innovativo e moderno sistema di democrazia partecipata, paritaria e di uguaglianza tra i sessi;
-le SDF curdo-arabe non hanno mai minacciato né attaccato i confini turchi;

CONSIDERATO CHE
-l’offensiva militare turca, effettuata mediante attacchi di terra e raid aerei, ha già causato decine di vittime anche tra la popolazione civile, non risparmiando neppure il campo profughi di Rubar, ospitante oltre 20.000 rifugiati provenienti dal resto della Siria;
-il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di voler estendere l’offensiva militare a tutto il territorio abitato dai curdi nel nord della Siria;
-l’aggressione militare della Turchia rappresenta un vero e proprio crimine contro l’umanità e si sta compiendo nel pressoché totale silenzio della Comunità Internazionale e che è a rischio l’incolumità e la sicurezza di decine di migliaia di civili e di rifugiati;
-questa aggressione militare va ad aggiungersi alle distruzioni delle città curde in Turchia, al massacro di centinaia di civili, alla destituzione e all’arresto di numerosi altri Sindaci ed eletti locali in atto a partire dal 2015;
-nonostante la tregua di 30 giorni decisa dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, i bombardamenti non sono cessati.

RICORDATO CHE
-dal 1952 la Turchia è membro effettivo della NATO e dal 2005 sono aperti i negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione Europea;
-l’Italia è uno dei principali partner commerciali della Turchia, con un interscambio commerciale di 16,2 miliardi di dollari nel 2016 e oltre 1300 società ed aziende con partecipazione italiana presenti in Turchia;

TUTTO CIÒ PREMESSO, CONSIDERATO E RICORDATO
-esprime solidarietà ed il proprio sostegno alla popolazione di Afrin e dell’intero Rojava;
-chiede al Governo Italiano di condannare quanto accaduto e di fare pressioni sul Governo Turco per la cessazione degli attacchi indiscriminati nei confronti della popolazione del cantone di Afrin e dell’intero Rojava;
-chiede al Governo Italiano di impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune – con particolare riferimento all’Unione Europea, al Consiglio di Europa e alla Nato – la ferma condanna di quanto avvenuto e l’attivazione di tutti gli atti politici necessari per tutelare la popolazione del Rojava e il rispetto delle libertà democratiche.

Gruppo Consiliare PD – Spinea@ con Silvano Checchin
Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle

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