domenica
16 dicembre 2018

12:16

Il nuovo piano socio sanitario veneto: cittadini e territori protagonisti?

Il nuovo piano socio sanitario veneto: cittadini e territori protagonisti?

E’ stato questo il filo conduttore dell’incontro organizzato dalla Uil Funzione Pubblica, Uil Pensionati e dalla associazione per i diritti degli anziani ADA, tenutosi il 23 novembre scorso presso la sala conferenze del museo Civico di Chioggia.

E’ stata  una occasione  per riflettere sul ruolo che la parte sud dell’area metropolitana veneziana deve avere anche in ambito socio sanitario , quali servizi, investimenti  è lecito attendersi quando saranno rese pubbliche le nuove schede ospedaliere e che ricadute queste potranno avere per un territorio così fragile in termini di infrastrutture viarie e logistiche, caratterizzate anche da una forte presenza di cittadini over 65 che chiedono certezze .

A tali quesiti hanno cercato di dare una risposta, coordinati da Fabio Osti segretario della Uil pensionati Delta Po Chioggia Cavarzere,  il segretario provinciale della Uil Funzione Pubblica Francesco Menegazzi , Claudio Pilerci direttore della Programmazione Sanitaria della Regione Veneto, Luciano Frizziero Assessore alle Politiche Sociali di Chioggia e Lorenza Cervellin della segreteria regionale della Uil del Veneto.

I relatori, nei loro interventi, si sono soffermati sul fatto che sono passati solo due anni da quando è stato drasticamente ridotto il numero delle Usl .

Le attuali 9 rispondono alle crescenti domande di servizi socio sanitari che emergono dai territori?

Francesco Menegazzi ha sottolineato che da sempre la Uil in Veneto ha portato avanti una richiesta di diminuzioni delle Asl per garantire così maggiore efficienza, costi minori e un riorganizzazione del sistema sanitario che mettesse al centro dell’attenzione la persona e i suoi bisogni.

Questo concetto è stato ripreso anche da Claudio Pilerci che nel suo ruolo di Direttore della Programmazione Sanitaria  ha evidenziato il nuovo ruolo che assumerà la cosidetta “Azienda Zero” vero centro della “governance” regionale in ambito sanitario, .

Il nuovo Piano Sanitario non mette in dubbio l’impostazione precedente ma definisce meglio gli ambiti prioritari di intervento partendo anche da un attento studio dei dati demografici, epistemiologici e strutturali.

L’impegno che la Regione si prende con i cittadini veneti, ha detto Pilerci, è quello di farsi carico per intero delle esigenze socio sanitarie delle singole persone per garantire servizi migliori, più rapidi e personalizzati.

Ma se il sistema sanitario veneto deve essere coerente ai nuovo modelli organizzativi , questo non deve significare venir meno agli impegni presi con questo territorio, ha voluto puntualizzare l’assessore alle politiche sociali del Comune di Chioggia Luciano Frizziero, che nel suo intervento ha rimarcato il fatto che nelle schede ospedaliere Chioggia si aspetta di vedere riconfermate la realizzazione dell’Hospice e dell’Ospedale di Comunità.

E da questo punto di vista l’assessore si è impegnato a fare in modo che Chioggia faccia fino in fondo la sua parte anche facendosene in  parte carico dal punto di vista finanziario e logistico

Lorenza Cervellin ha voluto evidenziare l’impostazione propositiva dell’iniziativa. “Non vogliamo polemizzare o fare facili strumentalizzazioni, noi vogliamo vedere realizzati gli impegni presi con questa realtà territoriale e cioè mantenimento e consolidamento dei servizi sanitari esistenti con dotazioni organiche adeguate, il potenziamento dei servizi territoriali afferenti all’area sanitaria, il completamento dei lavori di ammodernamento e ristrutturazione dell’Ospedale di Chioggia quale ospedale di rete, il potenziamento dei servizi territoriali  ed ospedalieri, il potenziamento delle Case di Riposo di Chioggia e Cavarzere e di tutte le attività dei servizi socio sanitari del Distretto n. 4 Chioggia-Cavarzere-Cona, con particolare attenzione ai servizi della Cittadella della Sanità cavarzerana.

Concludendo i lavori Fabio Osti, nel ringraziare  i rappresentati delle varie associazioni operanti nel settore socio sanitario presenti ha voluto rimarcare la necessità che ogni realtà associativa faccia la sua parte per difendere la sanità pubblica   favorendo così standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi coerenti al modello organizzativo che il nuovo Piano Socio Sanitario veneto intende darsi.

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