sabato
25 maggio 2019

17:10

“Acqua di colonia”, all’Astra Frosini e Timpano dissacrano i 60 anni dimenticati del colonialismo italiano

Sabato 2 febbraio lo spettacolo finalista ai Premi Ubi 2017 come miglior novità drammaturgica, della compagnia indipendente romana per la prima volta sul palco vicentino. Realizzato con la consulenza della scrittrice somala Igiaba Scego, lo spettacolo racconta con ironia tagliente l’Italia fascista e colonialista e ne riporta a galla le radici che affondano nel secolo precedente.

Vicenza – Nell’immaginario comune si riduce ai cinque anni durante il regime fascista; in realtà, è una storia che inizia già nell’Ottocento e che dura 60 anni: una storia rimossa e negata, che la compagnia indipendente romana Frosini / Timpano, esponente di spicco della nuova drammaturgia nazionale, ha scelto di portare in scena nel suo spettacolo “Acqua di colonia”. L’appuntamento è per sabato 2 febbraio (ore 21) al Teatro Astra all’interno di “Terrestri 2018/19”, la stagione del contemporaneo curata da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali e Regione Veneto.

Finalista ai Premio UBU 2017 – gli Oscar del teatro italiano – come migliore novità drammaturgica, “Acqua di colonia” è uno spettacolo che con l’arma di un’ironia tagliente dissacra l’Italia fascista e colonialista. Scritto, diretto e interpretato da Elvira Frosini e Daniele Timpano, che con questo lavoro salgono sulla prima volta sul palco dell’Astra e scrivono la nuova tappa di un percorso artistico che ha visto la realizzazione di “Dux in scatola”, “Aldo Morto” – Tragedia”, “Risorgimento pop”, “Zombitudine”, “Acqua di colonia” è stato realizzato con la consulenza della scrittrice italiana di origine somala Igiaba Scego e ha richiesto due anni di studio storiografico, accompagnato dall’immersione in romanzi, film e canzoni dell’epoca. Completano i credits Sandro Lombardi (voce del bambino Unicef), Francesca Blancato (aiuto regista e drammaturgia), Alessandra Muschella e Daniela De Blasio (scene e costumi) e Omar Scala) disegno luci.

“Quella dell’impero coloniale italiano è una storia negata – affermano Frosini e Timpano -. Cose sporche sotto il tappetino: tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c’entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall’Italia, l’Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell’Ottocento. Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non Paesi reali, e comunque ‘noi’ con ‘loro’ non c’entriamo niente. Gli africani stessi sono tutti uguali, come i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull’autobus, per strada. Sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, che ci piomba addosso come un macigno”.

Un lavoro che accolto con favore da pubblico e critica: tra i tanti, vale la pena citare Giuseppe Rizzo di Internazionale che ha scritto “L’intero spettacolo è una trappola feroce preparata ad arte da Frosini e Timpano […], un falò che i due autori allestiscono sul palco per due ore e in cui bruciano la vanità miserabile degli italiani brava gente”, e Andrea Porcheddu che sulle pagine de L’Espresso ha commentato: “In questi tempi bui la civiltà si difende a teatro. Dà voce ai migranti. Denuncia il razzismo. Propone uno sguardo diverso sull’Altro. La comunità più combattiva si dà appuntamento sui palcoscenici d’Italia […]. In controtendenza rispetto alla narrazione governativa, la comunità teatrale si apre all’incontro e al confronto con chi arriva dal mare”.

“Parlando della storia passata nel nostro Paese vogliamo parlare di oggi – aggiungono Frosini e Timpano -. Siamo, oggi più che mai, alle prese con il nostro smarrimento, le nostre paure e i nostri sensi di colpa di fronte alle migrazioni. Non c’è una relazione deterministica di causa-effetto tra colonialismo storico, flussi migratori e terrorismo odierni […] ma c’è senz’altro una relazione complessa, sia con la nostra breve storia coloniale che con quella dei grandi imperi europei. Nel lavoro mettiamo in evidenza il fatto che esiste una relazione intercorsa nel passato fra noi e loro, una relazione fra le nostre storie. I migranti che arrivano hanno alle spalle delle relazioni storiche dei loro Paesi di provenienza con i Paesi in cui cercano di migrare. Senza voler generalizzare, nel caso dell’Italia la relazione passata fra gli italiani e i migranti provenienti da ex colonie italiane, ad esempio, è ignorata dagli italiani: si tratta di un vuoto storico, una rimozione storica e culturale. Si tratta dunque di un rapporto sbilanciato”.


Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro, ridotto gruppi 10 euro (minimo 10 persone), ridotto speciale 8,50 euro per i corsisti delle scuole di teatro e danza della città.

Sono in vendita i carnet e le card tre ingressi a sostegno di ArteSella (carnet 5 spettacoli € 65, card 3 ingressi utilizzabili anche per lo stesso spettacolo € 45). Per ogni carnet o card acquistata, La Piccionaia devolve 5 euro a sostegno di ArteSella, duramente colpita dai recenti eventi calamitosi.

Ancora in vendita i carnet a 5 spettacoli (intero 65 euro, ridotto 55 euro). Per gli studenti delle scuole superiori è disponibile l’Astra Card per 5 ingressi, utilizzabile anche da più persone per lo stesso spettacolo, al costo di 25 euro.

Informazioni, prenotazioni e prevendite: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 – Vicenza; telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it.

A disposizione del pubblico il parcheggio del Circolo Tennis Palladio 98. Il parcheggio ha capienza limitata: si consiglia di arrivare in anticipo. Per altri parcheggi limitrofi, consultare il sito www.aimmobilita.it/it/mobilita/auto. Prima e dopo lo spettacolo sarà attivo l’angolo Equobar con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami