lunedì
27 maggio 2019

10:02

Le Voci nel Fiume

Tante le video-interviste raccolte. La discesa del fiume in canoa da Dueville a Venezia rinviata al 18 maggio per le criticità meteo dei giorni scorsi.

Vicenza – È rinviata a sabato 18 maggio la partenza di “LE VOCI NEL FIUME”, la performance dello scultore e artista vicentino Alberto Salvetti che percorrerà i 180 km del corso del Bacchiglione e poi del Brenta fino alla laguna di VeneziaCinque giorni in canoa attraverso tre province – Vicenza, Padova e Venezia – per abitare il fiume e, lungo il percorso, realizzare video-interviste ad una serie di ospiti – naturalisti, scienziati, amministratori locali, operatori del territorio – per affrontare insieme il tema della salute dei fiumi. Un’azione artistico-ecologica realizzata in collaborazione con Movimento di Arte Etica / ARTantide.com Gallery e Ca’ Foscari Sostenibile, nata per portare l’attenzione su un elemento che per millenni è stato centrale nello sviluppo delle società e degli insediamenti umani e che oggi è invece troppo spesso dimenticato e maltrattato. Oltre alla delegazione di esperti, ad accompagnare Salvetti anche la troupe di video-maker di Milagro Film che realizzerà un documentario della performance che troverà diffusione a livello nazionale ed internazionale.

Le voci nel fiume - prima del rilascio ph. Corrado Ceron

Le voci nel fiume – prima del rilascio ph. Corrado Ceron

La partenza, inizialmente prevista per lo scorso sabato 4 maggio, è slittata a causa delle condizioni meteo avverse e degli avvisi emanati dalla Regione Veneto e dalla Protezione Civile relativi alla criticità idraulica e idrogeologica. Nel frattempo, però, la performance ha già visto realizzarsi il suo primo atto, con il rilascio, effettuato sabato alle 17di un gruppo di anguille (circa 50 kg totali) nelle acque del Bacchiglione, all’altezza del Ponte di Debba e in particolare della scala di risalita per la fauna ittica realizzata in quel punto da Idroelettriche Riunite. Un’azione pensata per sottolineare l’importanza di una pratica – quella del rilascio dei pesci – poco nota, ma fondamentale per la salvaguardia degli ecosistemi acquatici, che gli addetti delle Istituzioni Provinciali compiono quotidianamente allo scopo di ripopolare i nostri fiumi. Il rilascio è stato effettuato in collaborazione con FIPSAS Venezia e con l’Ufficio Pesca della Provincia di Vicenza. Oltre ai responsabili delle due istituzioni – rispettivamente Paolo Gentilomo e Francesco Zanotto – e a un gruppo di testimoni e appassionati, presente all’evento anche una serie di esperti, ricercatori, imprenditori impegnati nella sostenibilità ambientale e volontari, che nell’occasione hanno rilasciato di fronte alla telecamera di Corrado Ceron le prime vide-interviste che andranno a comporre il documentario: Gianfilippo Dal Toso, responsabile tecnico di Idroelettriche RiuniteFrancesco Nassi, responsabile del Settore ittico e pesca della Polizia provinciale di VicenzaStefano Salviati, biologo di AquaprogramMarco Milardi, ricercatore in ecologia acquatica dell’Università di FerraraSilvano Foladore, presidente del Bacino di pesca – zona bAnna Maria Ronchin della Lega Nazionale Italiana – sezione di VicenzaDavid Simonetti e Nadia Sandri di Oltre le Mura, Nicola Sandri di Oromel.

“Oltre ai commerci che hanno legato Vicenza e Venezia fin dai tempi della Repubblica Serenissima – ha spiegato Paolo Gentilomo della FIPSAS – c’è un altro elemento che da sempre unisce questi due territori: è l’anguilla, un piccolo animale dalla vita molto avventurosa che nell’arco della sua esistenza, circa 20 anni, percorre migliaia di chilometri. Nasce nel Mar dei Sargassi, nell’Oceano Atlantico, e non avendo all’inizio moto proprio si fa trasportare dalla Corrente del Golfo fino ad arrivare, anche a distanza di 2 anni, sulle nostre coste. Dal Mare Adriatico entra in laguna attraverso i canali della Litoranea Veneta, risale il Brenta e poi il Bacchiglione, fino ad arrivare qui dove ci troviamo ora. Verso i 14, 15 o 16 anni l’istinto riproduttivo la riporta verso valle, fino a tornare nel Mar dei Sargassi dove dopo essersi riprodotta porta a compimento il proprio ciclo vitale. L’anguilla è sempre vissuta in questo ambiente e fino a poco tempo fa veniva anche abbondantemente pescata. Oggi purtroppo è in rarefazione, per cui la FIPSAS interviene con i ripopolamenti: ma l’anguilla è uno dei pochi animali acquatici che non riusciamo a riprodurre in cattività, quindi viene prelevata da ambienti dove è più presente e immessa in quelli più carenti”. 

Alberto Salvetti - Rilascio ph. Federico Corato

Alberto Salvetti – Rilascio ph. Federico Corato

Questo impianto – ha raccontato – Gianfilippo Dal Toso di Idroelettriche Riunite – è nato nell’Ottocento per la produzione di energia meccanica per il cotonificio. Nel 1908 è stato recuperato per la produzione di energia elettrica e nel 1986 è stato acquisito da Idroelettriche Riunite che da allora lo gestisce. L’impianto produce oggi 2 milioni di kWh l’anno, pari a circa 200 utenze private, che vendiamo a Enel distribuzione: energia pulita, da fonti rinnovabili, che non produce inquinamento ma che anzi contribuisce a combattere un eventuale inquinamento chimico attraverso la movimentazione e l’ossigenazione dell’acqua. Sei mesi fa abbiamo concluso la costruzione di questa scala di risalita per pesci che permette il passaggio delle diverse specie ittiche da valle a monte. Una soluzione efficace per preservare sia la produzione di energia che il ciclo vitale dei pesci”.

“Seguo il progetto di Alberto Salvetti sui fiumi fin dalla realizzazione, lo scorso settembre, dei due cassonetti-acquario che hanno ospitato per 4 giorni alcune specie autoctone e alloctone – ha commentato Francesco Zanotto della Polizia Provinciale -. Quando mi ha detto che i cassonetti sarebbero stati esposti a Venezia, abbiamo pensato di ripercorrere la strada dell’anguilla, che vive qui fin dal II secolo a.C. Da qui le anguille nuotano fino in laguna, ed è dalla laguna che i piccoli ripassano per risalire il fiume e tornare nelle nostre zone. Per questa, come per altre specie migratrici che hanno la necessità di raggiungere i siti riproduttivi – come lo storione, che purtroppo è scomparso dalle nostre acque – è importantissima la presenza di passaggi come questo, che consentono ai pesci di superare ostacoli spesso insormontabili che riducono la loro area di spostamento mettendone a rischio la sopravvivenza, come accade appunto per l’anguilla che è a rischio di estinzione”.

“In provincia di Vicenza – ha spiegato Francesco Nassi, collega di Zanotto – i pescatori sportivi costituiscono una rete di vigilanza ittica volontaria molto presente ed efficacie: un supporto fondamentale per la Polizia provinciale, i cui organici si sono ridotti in modo consistente. Un presidio che è in prima linea nella lotta sia all’inquinamento che al bracconaggio, un fenomeno che a Vicenza, proprio grazie a questa rete territoriale rimane fortunatamente limitato, ma che è purtroppo molto fiorente in altre province e regioni anche confinanti, con vere e proprie forme di associazione a delinquere con interessi economici anche di alcuni milioni di euro. Questi predoni dei fiumi devastano l’ecosistema prelevando carpe – che sono una specie protetta – e siluri (anche da zone dove vigono ordinanze di divieto di consumo del pesce) che arrivano poi, senza un’adeguata tracciabilità, nei nostri mercati e ipermercati. Negli ultimi anni la mentalità e l’etica del pescatore sportivo si sono profondamente trasformate: sempre più spesso va a pesca esclusivamente per spirito sportivo e, adottando sistemi di pesca non invasivi per i pesci, ed è così in grado di raggiungere percentuali quasi totali di rilascio del pescato, che torna in acqua vivo e vegeto. D’altra parte, coloro che ancora pescano per scopi alimentari devono prestare molta attenzione perché le analisi hanno evidenziato la presenza di sostanze altamente nocive, provenienti soprattutto dall’Altovicentino, che hanno portato infatti a diverse ordinane di divieto di consumo”.

Le voci nel fiume - Video-interviste ph. Corrado Ceron

Le voci nel fiume – Video-interviste ph. Corrado Ceron

“Da 16 anni noi del Bacino pesca effettuiamo rilasci – ha commentato Silvano Foladore del Bacino di Pesca – in parte istituzionali, provenienti dalla Provincia, in parte provenienti dalle economie private dei nostri soci. Le anguille sono a rischio estinzione in tutta Europa e molto dipende dalle briglie che ostruiscono il loro passaggio in risalita dal mare verso la montagna. Solo tra Debba e Padova ce ne sono 12 o 13. Noi pescatori abbiamo a cuore la salute del fiume e se nelle nostre acque esistono ancora lucci, tinche e carpe è proprio grazie ai rilasci a cui contribuiamo. Lo facciamo sotto la supervisione dei biologi, che ci insegnano cosa e quanto immettere. Ma il pesce deve ricominciare a riprodursi da sé, altrimenti è una battaglia infinita. Per questo non può più accadere che si trovino, come purtroppo è accaduto 22 giorni fa, a 154 metri a monte da qui, 75 metri di immondizia”.

“Un altro dei grandi problemi delle nostre acque interne – ha spiegato Marco Milardi dell’Università di Ferrara – sono le specie alloctone la cui presenza incontrollata può causare l’estinzione delle specie native. Sono però molto apprezzate da alcuni pescatori sportivi e sono legate ad una serie di attività economiche, tra cui l’allevamento. È quindi un problema complesso ed è su questo che io e altri ricercatori stiamo lavorando per raccogliere dati e individuare possibili strade percorribili”.

“I fiumi sono importanti ecosistemi – ha spiegato Stefano Salviati di Aquaprogram -, corridoi ecologici in un reticolo molto ampio che è uno scrigno di biodiversità: sia nell’acqua, con circa 45 specie di pesci censite nel vicentino, che sulle rive con presenze di vegetazione e di animali molto differenziate. Oggi tutti i piani urbanistici vedono nei corpi idrici un reticolo fondamentale da preservare, e le reti ecologiche sono normalmente disegnate e rivalorizzate proprio intorno ai corsi d’acqua. L’acqua è anche una forza motrice, per questo la rete è inframezzata da interventi umani, con impianti idroelettrici e opifici tessili e meccanici. Proprio qui abbiamo un bellissimo esempio di architettura del 1500: un impianto per il passaggio delle imbarcazioni che da Vicenza scendevano verso la laguna per trasportare le merci”.

“Il fiume è un luogo vitale – ha commentato Anna Maria Ronchin della Lega Navale – che scorre attraverso il pianeta vivente Gaia come le vene nel nostro corpo. La rivoluzione industriale ci ha portato a sviluppare una mentalità predatoria che vede il fiume come una risorsa da sfruttare, causandone la crisi. Attraverso la performance di Alberto Salvetti abbiamo l’opportunità di trasformare nuovamente il fiume in soggetto”.

“Circa un mese fa – ha raccontato David Simonetti di Oltre le Mura – in laguna a Codevigo abbiamo raccolto circa 140 sacchi di immondizia, soprattutto batteria di automobili e rifiuti plastici. La prossima giornata ecologicacon i nostri ragazzi disabili sarà proprio qui a Debba. Come abbiamo cura della nostra casa, così dobbiamo avere cura dell’ambiente in cui viviamo. Lavorare insieme per un bene comune crea un’energia immensa, che cambia il modo di vedere il mondo e l’ambiente”.

“Dobbiamo usare più l’intelligenza e meno la chimica – ha commentato Nicola Sandri di Oromel -. Le api sono le prime sentinelle dell’ambiente, noi abbiamo portato le nostre api sui colli di Creazzo, Costabissara e Monte Berico perché in pianura le monocolture hanno decimato la presenza di fiori. Nel 2013 l’Europa ha vietato i neonicotinoidi in agricoltura, ma le sostanze chimiche utilizzate sono ancora tante. È necessario trovare soluzioni alternative per le esigenze dell’agricoltura, come ad esempio l’acqua ionizzata. Serve intelligenza, serve ricerca”.

Una performance artistica, dunque, e insieme un’azione di sensibilizzazione e un progetto di indagine sullo stato dei fiumi e sulle possibili strategie per la loro rigenerazione e salvaguardia.  Gli esperti che stanno incrociando il percorso di Alberto Salvetti sono stati infatti invitati per dare alla performance un solido contributo scientifico e dare voce agli imprenditori locali che gestiscono la propria attività in maniera etica, responsabile e sostenibile. Uno strumento importante per discutere di buone pratiche per il ripristino e la salvaguardia della salute dei fiumi e per divulgare, soprattutto tra le nuove generazioni, esempi concreti di nuove forme di buisness condotte nel rispetto dell’ambiente.

“Proprio in questi giorni – ha commentato Alberto Salvetti – si tiene a Debba la storica Festa dea Bisata e dee Rane. Qui l’anguilla è un animale quasi totemico, che ha permesso nei secoli la sopravvivenza e che costituisce oggi un patrimonio importantissimo di biodiversità da tutelare. Oltre alle Istituzioni che operano per la tutela del fiume, ho invitato in questa avventura alcune realtà imprenditoriali locali che hanno scelto di essere a impatto zero sull’ambiente. Penso che sia importante promuoverle perchè ci indicano la direzione verso un futuro sostenibile, in termini sia di sfruttamento delle risorse naturali che di turismo. In questo senso abbiamo un grandissimo potere, perchè possiamo influenzare il mercato e lo sviluppo di beni e servizi a basso impatto attraverso quella che è la nostra domanda. Ad esempio, chiedendo alle aziende di elettrodomestici di produrre filtri per lavatrici in grando di impedire l’immissione nella rete idrica delle micro-plastiche che vengono rilasciate dagli indumenti sintetici durante il lavaggio e che costituiscono l’80% della plastica che, attraverso i fiumi, arriva al mare. Uno dei principali obiettivi della performance è diffondere, soprattutto tra le nuove generazioni, la consapevolezza che è possibile coniugare l’attività umana con il rispetto per l’ambiente”.

È possibile sostenere la realizzazione della performance attraverso una donazione acquistando un’opera della serie sui pesci dei fiumi – lastre e piastrelle – realizzata da Salvetti per l’occasione. Atutti i sostenitori sarà dedicata una menzione nel documentario video e nel libro che verranno realizzati per raccontare la performance e promuoverne i contenuti ad un vasto pubblico.

Il progetto è sostenuto da Viacqua, Vaghe Stelle / Associazione EquiStiamo, Askoll Holding, AIM Vicenza, Ferrodesign di David Simonetti, Servizio Pesca Provincia di Vicenza, Servizi veterinari ASL 6, Paper Fish Biology, AF Sport, Packrafting Revolution, Ca’ Foscari, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, Milagro Film, Etifor, Legambiente Vicenza, Aquaprogram, Blow-up Management, EBLand, Traverso-Vighy Architetti, Viaggi e Miraggi, Ceramics.it, Verdevero detersivi ecologici naturali, Sea Shepherd, Sea Defence Solutions, Ivan Team, Canottieri Padova, CFI antibracconaggio, Gruppo Oltre le Mura, Azienda Agricola Valerio, Radio Bue, Cisat, Terrachiama, Amissi del Piovego, Associazione Bioma Venezia, Life risorgive, FIPSAS, CRAS Centro Recupero Animali Selvatici, Associazione Difesa Natura 2000 Colli Berici, SOS anfibi Vicenza, Esac Centro di Formazione Confcommercio Vicenza.

Link: www.albertosalvetti.com


Foto di copertina di Federico Corato

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