lunedì
22 aprile 2019

06:14

Zanoni (PD): In rete insulti e minacce ai partecipanti alla manifestazione antirazzista, ho presentato una denuncia contro ignoti

“Il clima di odio in cui viviamo fa spavento. È inaccettabile che ai partecipanti a una manifestazione antirazzista venga augurata ‘una pallottola in testa’, di essere ‘bruciati vivi’ o gettati ‘nell’inceneritore più vicino’ . Occorre respingere fermamente certe intimidazioni di memoria nazista e andare avanti, senza però far finta di niente. Per questo oggi ho presentato una formale querela contro ignoti”. A dirlo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, che sabato scorso ha partecipato alla catena umana per dire no a intolleranza e razzismo davanti alla sede del Comune di Treviso. Una manifestazione che si è ripetuta in circa 300 piazze italiane, nell’ambito dell’iniziativa nazionale ‘L’Italia che resiste’ per protestare contro le politiche migratorie del Governo. “È stata una bella giornata, circa 300 persone nonostante la pioggia battente, con una catena umana per ricordare i valori fondamentali per una convivenza civile, per aiutare i più deboli, i disperati. Vogliamo difendere i valori della nostra Costituzione, non siamo d’accordo con la volontà di Lega e Cinque Stelle di scatenare una guerra tra poveri, scaricando le conseguenze delle loro politiche economiche e sociali sbagliate sui più deboli”.

“I commenti apparsi in rete – prosegue – sono ripugnanti esprimo solidarietà a tutti i partecipanti, cittadini comuni, famiglie anche con bambini nel passeggino, tanti nonni, persone impegnate nel sociale, agli organizzatori, ai rappresentanti delle associazioni e dei partiti. È una deriva barbarica che va fermata, non si possono accettare passivamente insulti e minacce; libertà non è dire o scrivere qualsiasi cosa passi per la testa. C’è però chi continua a seminare odio per specularci politicamente, anziché lavorare per la crescita sociale e culturale del Paese. Preoccupano i toni di violenza verbale dell’attuale classe politica al governo, con tanto di liste di proscrizione di chi contesta le scelte dell’esecutivo, in particolare in tema di immigrazione: possono innescare reazioni pericolose che non si limitano alle parole, per quanto gravi. La violenza verbale non va infatti sottovalutata, perché in persone instabili può degenerare in violenza materiale, penso per esempio al ‘giustiziere razzista’ di Macerata, anche se le aggressioni xenofobe sono in realtà in aumento in tutta Italia. E persone del genere sono pericolose non solo per gli immigrati, ma per tutta la società e sarebbe bene che i nostri governanti si ricordassero l’antica citazione biblica ‘Chi semina vento raccoglie tempesta”.

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