sabato
25 maggio 2019

17:09

Papa Francesco: “La burocrazia non faccia ulteriormente soffrire le popolazioni del Centro Italia”. Il parroco di Castrignano: “Non si può morire per una turbina”

“Vorrei rinnovare la mia vicinanza alle popolazioni dell’Italia Centrale che ancora soffrono le conseguenze del terremoto e delle difficili condizioni atmosferiche. Non manchi a questi nostri fratelli e sorelle il costante sostegno delle istituzioni e la comune solidarietà. E per favore, che qualsiasi tipo di burocrazia non li faccia aspettare e ulteriormente soffrire”, queste le parole di Papa Francesco durante l’Angelus, in cui ha invitato le istituzioni ad accorciare i tempi burocratici per aiutare le popolazioni del Centro Italia, che anche nella giornata di domenica è stato colpito da alcune scosse di terremoto. “Non bisogna appesantirsi nell’opacità della consumazione vorace del ‘più ho più voglio’. Questo uccide l’anima: l’uomo e la donna che fanno questo non sono felice e non arriveranno alla felicità. La felicità dei poveri in spirito ha una duplice dimensione: nei confronti dei beni e nei confronti di Dio. Riguardo ai beni materiali essa è sobrietà: non necessariamente rinuncia, ma capacità di gustare l’essenziale, di condivisione; capacità di rinnovare ogni giorno lo stupore per la bontà delle cose. Se nelle nostre comunità ci fossero più poveri in spirito, ci sarebbero meno divisioni, contrasti e polemiche. L’umiltà, come la carità, è una virtù essenziale per la convivenza nelle comunità cristiane. Il povero in spirito è colui che ha assunto i sentimenti e l’atteggiamento di quei poveri che nella loro condizione non si ribellano, ma sanno essere umili, docili, disponibili alla grazia di Dio”, ha concluso Papa Francesco.
Riguardo al discorso della burocrazia e della mancanza delle attrezzature necessarie per far fronte alle calamità naturali, sabato durante l’omelia per le esequie di due delle 29 vittime della tragedia dell’Hotel Rigopiano, il parroco della Chiesa di Sant’Egidio Tiziano Napoletani ha lanciato un accorato appello: “Non si può morire di turbina, la nostra parrocchia di Castignano ce l’ha e non stiamo ai piedi del Gran Sasso. Chiedo con tutto il cuore a chi di dovere: questi soldi, ma subito, spendiamoli per le cose che servono, non sciupateli, non ve li magnate. Veramente questi giorni avevo una rabbia impressionante e mi sto contenendo perché so che la rabbia non è un sentimento cristiano, ci vuole la misericordia… Però che siano gli ultimi. Basta! Siamo stanchi, tante famiglie sono stanche di vedere i propri figli morti per niente. Sono figli! Chiedo a questo padre che ci governa, non lo so.., a Dio, lui fa tutto, ma ‘aiutati che dio ti aiuta’ si dice. Allora aiutiamoci per favore, ve lo chiedo in ginocchio, spendiamo questi soldi. L’altro giorno ho sentito che c’è un parco macchine dove ci sono non si sa quanti mezzi della protezione civile fermi per la burocrazia. Facciamo schifo! Oltre ad una parola di speranza che vi chiedo, perché il Vangelo ce lo dice, una parola di conforto perché il Signore ci sta sempre vicino ma ‘aiutati che dio ti aiuta’, aiutateci, questo vi chiedo, aiutateci”. 

 

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