venerdì
21 settembre 2018

06:55

Rai: Trotsky, la rivoluzione impossibile

In onda martedì 21 agosto alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia

Intellettuale raffinato, teorico della rivoluzione permanente. Odiato, combattuto, deportato, esiliato e poi inseguito per tutto il mondo fino alla vendetta in Messico per mano di un sicario.

Il suo nome è Lev Davidovic Bronstein, meglio conosciuto con il nome di Trotsky, uno dei grandi padri della Rivoluzione d’ottobre, creatore e guida dell’Armata Rossa.

Un personaggio raccontato dal professor Lucio Villari, ospite di Paolo Mieli a “Passato e presente”, il programma di Rai Cultura in onda martedì 21 agosto alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Dopo la morte di Lenin, quella di Trotsky sarà una parabola discendente, costellata da una progressiva perdita di potere e dal conflitto con Stalin sia sui temi della politica interna che di quella estera: Trotsky è a favore dell’appoggio risoluto a tutti i movimenti rivoluzionari degli altri Paesi, mentre Stalin punta sul consolidamento dello stato e del regime sovietico.

E’ la teoria del socialismo in un solo paese. Ma non si tratta soltanto di un contrasto ideale. I due uomini hanno un temperamento opposto: uno è il tribuno brillante e appassionato, l’intellettuale nutrito del pensiero occidentale, animato da una tensione egualitaria e da una fiducia messianica nella rivoluzione; l’altro è l’uomo di partito che non è mai uscito dai confini della Russia, il realista che diffida dei suoi stessi compagni e che intende innestare il pensiero di Marx sulle tradizioni autoritarie della Russia.

Dopo l’espulsione dall’Urss nel 1929, l’esistenza di Trotsky è quella di un uomo braccato, che nessun paese è disposto ad accogliere. Solo il Messico, dal 1937, gli concede il visto e un luogo sicuro dove continuare la sua lotta contro il potere di Stalin.

Ma è l’ultimo capitolo della sua vita, che si conclude il 21 agosto del 1940, per mano di un sicario, Ramon Mercader, che era riuscito a conquistare la sua fiducia.

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