lunedì
22 aprile 2019

05:46

“Io sono Mia”

Il 12 febbraio in prima serata su Rai1 “Io sono Mia”, interpretato da Serena Rossi: “Ho provato a dedicare a Mia Martini un pezzo del mio cuore”

di Francesca Monti

La forza e la fragilità di Mimì, gli inizi difficili, il rapporto complicato con il padre, i momenti spensierati con la sorella Loredana e l’amica Alba, l’assurda etichetta di porta sfortuna, un periodo di crisi e poi la rinascita: tutto questo viene raccontato nel film “Io sono Mia”, in onda il 12 febbraio in prima serata su Rai 1. Prodotto da Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction, Io sono Mia, diretto da Riccardo Donna, scritto da Monica Rametta, è interpretato da una straordinaria Serena Rossi, capace di entrare, con sensibilità, bravura e intensità nei panni di Mia Martini, rendendo al meglio non solo la sua voce unica ma soprattutto le sfumature della sua anima.

Nel cast troviamo anche Maurizio Lastrico, Lucia Mascino, Dajana Roncione, Antonio Gerardi, Nina Torresi, Daniele Mariani, Francesca Turrini, Fabrizio Coniglio, Gioia Spaziani, Duccio Camerini, Simone Gandolfo, Corrado Invernizzi e Edoardo Pesce.

Io sono Mia si apre a Sanremo, nel 1989, quando un’esile figura femminile percorre i corridoi che portano al palco del teatro Ariston. È Mia Martini al suo rientro sulle scene dopo anni di abbandono: “Sai la gente è strana prima si odia poi si ama” è la prima strofa della sua nuova canzone, della sua nuova vita. Mimì, in una serrata intervista con Sandra (Lucia Mascino), una giornalista che in realtà a Sanremo vorrebbe incontrare Ray Charles e che considera Mia Martini solo un ripiego, ripercorre la sua vita: gli inizi difficili da bohémienne; il rapporto complesso col padre che, pur amandola, la ostacola fino a farle male; una storia d’amore contrastata che la travolge segnando il suo destino sentimentale; il marchio infamante che le si attacca addosso come la peste condizionando la sua carriera con alti e bassi vertiginosi; il buio, fino alla nuova dimensione di vita più pacificata. Io sono Mia è la storia di un’artista unica dalla voce inimitabile; la storia di una donna appassionata che ha amato fino in fondo con ogni fibra del suo essere.

“Volevo che questo film fosse credibile, ho detto a Serena di essere se stessa, di non cercare di imitare Mia e lei c’è riuscita benissimo. Ho cercato di ricostruire questi venti anni, facendo in modo che Sanremo fosse davvero Sanremo, che gli studi televisivi fossero reali. Gli scenografi, la costumista, i truccatori hanno fatto un lavoro eccezionale e anche a livello musicale grazie a Serena abbiamo potuto far ricantare e risuonare le canzoni con gli strumenti dell’epoca“, ha detto il regista Riccardo Donna.

La sceneggiatura è firmata da Monica Rametta: “Quando mi è stato proposto questo progetto mi sono sentita fortunata per aver avuto questa opportunità. Questo film ha avuto una lunga gestazione, ho parlato tanto con Loredana Bertè e con Alba Caria, una carissima amica di Mimì e mi hanno delineato un preciso quadro di Mia. Da lì sono partita a scrivere cercando di raccontare l’artista e la donna, restituendole l’autenticità“.

L’idea del film su Mia Martini e la scelta di Serena Rossi come interprete è nata da Luca Barbareschi: “Oggi viviamo in un’epoca dove le maldicenze sono purtroppo all’ordine del giorno. Cadere in basso è la cosa più facile, si tende sempre a parlare male degli altri. Questo film racconta la storia di una donna distrutta dal pregiudizio ed è importante parlarne. Ho subito pensato a Serena Rossi come protagonista quando ci siamo conosciuti a Tale e Quale Show e l’ho visto interpretare una canzone di Mia Martini“.

Serena Rossi ha raccontato come si è preparata per entrare nel personaggio: “Mia Martini mi ha lasciato un esempio di dignità e di integrità, perché non si è mai piegata a compromessi. Non ho voluto imitarla, non sarebbe stato possibile né giusto, ho provato a dedicarle un pezzo del mio cuore. A un certo punto del film dice: meglio reclusa che umiliata. Ha sempre seguito il suo istinto e ha pagato le sue scelte, difendendosi col silenzio, lasciando parlare la musica“.

A interpretare Loredana Bertè nel film è Dajana Roncione: “Anche io mi sento davvero fortunata di far parte di questo progetto bellissimo che racconta un’artista meravigliosa, e parla di musica, di donne, di onestà“.

Entusiasta del risultato Loredana Bertè: “Mimì sarebbe molto fiera di questo film. Ringrazio chi ha voluto realizzare Io sono Mia e Serena che è riuscita a far rivivere i movimenti, gli scatti, la malinconia e il dolore che Mimì non mostrava spesso. Quando l’ho vista nei panni di Mimì è stato un colpo al cuore. Ha studiato molto, in certe scene mi è sembrato di rivederla. Ho visto l’anima di Mimì, quella piu’ bambina e mi ha regalato questa emozione che mi ha preso il cuore fin dalla prima scena. Tutti pensavano che delle due quella pazza fossi io, invece era Mimì, attaccava chiunque con grande coraggio e lottava contro le maldicenze, finché non ce l’ha più fatta e ha deciso di smettere di cantare. Per dieci anni è andata in Calabria con i pescatori a cucire le reti e pescare fino alla mattina. Grazie a questo film Mimì rivive, anche se dentro di me e dentro il cuore dei suoi fan non è mai morta e mai lo sarà. Sono contenta che mi abbiano chiesto di collaborare alla sceneggiatura. Alcuni particolari potevamo saperli solo io e Alba“, ha dichiarato la Bertè ricordando quanto sia stato infamante il pregiudizio nei confronti di Mia Martini e quanto abbia rovinato la sua carriera e la sua vita: “Ricordo con tristezza molti registi famosi di trasmissioni tv che non volevano assolutamente Mimì. Quando si faceva il suo nome iniziavano gli scongiuri. Uno degli ultimi fonici, un imbecille, diceva: “Speriamo che non cada il teatro”. Tutti avevano il terrore quando arrivava lei, immaginate come poteva sentirsi Mimì. La sua voglia di fare musica era immensa ma per 15 anni glielo hanno impedito. Chissà quanta altra musica e canzoni avrebbe potuto darci. Con questi signori purtroppo ho ancora a che fare, ma quando ci incontriamo abbassano lo sguardo. E io non vado mai nelle loro trasmissioni, continuo a rifiutarle. Anche quando Mimì doveva tornare nel 1989 a Sanremo c’era chi non la voleva. Dicevano che sarebbe caduto il teatro. E’ stato necessario che una persona facesse da garante e si sedesse in prima fila, affinché accettassero la partecipazione di Mimì“.

Un film che emoziona e fa rivivere un’artista e una donna straordinaria quale è stata Mia Martini.

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