sabato
25 maggio 2019

17:40

Ballando con le Stelle: Intervista con Milly Carlucci

di Francesca Monti

Sabato 20 aprile in prima serata su Rai 1 andrà in onda il quarto appuntamento con “Ballando con le stelle”, lo show campione di ascolti che vedrà come ballerina per una notte Simona Ventura e l’esibizione speciale della presidentessa di giuria Carolyn Smith.

Al timone del programma, giunto alla quattordicesima edizione, c’è Milly Carlucci, una delle conduttrici più amate dal pubblico per il suo stile ineguagliabile e per la sua professionalità, che ha da poco pubblicato il libro “La vita è un ballo” e che a breve condurrà un nuovo programma sempre sulle reti Rai.

Abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con Milly Carlucci, ecco cosa ci ha raccontato (grazie ad Anna Di Risio).

Dopo quattordici edizioni Ballando con le stelle continua a riscuotere un grande successo da parte del pubblico. Qual è il segreto?

“Se il programma dopo 14 anni continua ad interessare il pubblico vuol dire che ha un cuore, una chiave, una motivazione molto forte che appassiona tutti che è quella del ballo in cui tutti si possono identificare. Le persone che guardano Ballando con le stelle da casa possono parteggiare per i propri eroi, criticare, gioire e poi ci sono le storie dei nostri personaggi che cambiano ad ogni cast. Questo rende le varie edizioni diversissime le une dalle altre e quando mi ritrovo all’inizio di un nuovo anno scolastico viene cancellato il passato e si ricomincia come se fosse l’anno zero, con entusiasmo rinnovato”.

In questi anni “Ballando con le stelle”, attraverso le storie dei concorrenti in gara, ha mandato anche dei messaggi positivi. La televisione quindi può proporre dei modelli di riferimento importanti, in una società in cui l’apparenza sembra prevalere sull’essenza e sui valori…

“La televisione è lo specchio della nostra società, c’è il bello, il buono, il cattivo, il pessimo, c’è un po’ di tutto, dipende da quello che vuoi utilizzare e da come lo utilizzi. Spesso è più facile trovare contenuti estremamente negativi perché sono quelli che danno un pugno immediato nello stomaco, mentre invece altri contenuti sono piu’ difficili da declinare. Per me è importante che vengano passati anche messaggi positivi attraverso le storie dei nostri ballerini”.

C’è un concorrente tra quelli di questa edizione che l’ha sorpresa maggiormente?

“Le prime puntate sono di studio e tutti si stanno impegnando con grande generosità per offrire una performance piacevole per il pubblico a casa. Questo senso dello spettacolo è la cosa più bella che ci sia”.

Qual è stato il momento più bello vissuto a Ballando con le stelle?

“E’ stato forse l’inizio perché dopo la prima puntata della prima edizione nessuno si aspettava il successo che abbiamo avuto, in termini di affetto da parte del pubblico. Sono questi i momenti belli che ti regalano soddisfazione quando lavori in televisione perché scopri che la tua idea ha funzionato con il pubblico a casa”.

Chi le piacerebbe avere come ballerino per una notte?

“Sarebbe bellissimo avere Richard Gere che ha fatto film musicali sul ballo in cui ha incantato tutto il mondo con la sua eleganza e quello charme sottile che ha l’uomo che balla. Mi piacerebbe avere come ballerini per una notte anche George Clooney o Antonio Banderas. Sono però personaggi abbastanza irraggiungibili anche dal punto di vista del cachet”.

Com’è nata l’idea di scrivere il libro “La vita è un ballo”?

“Quando Rai Libri mi ha chiesto di fare un libro su Ballando con le stelle ho risposto che in realtà lo avevo già fatto ma che mi sarebbe piaciuto raccontare le storie di quelli che vivono nel mondo della danza, perché sono persone speciali, sia i grandi campioni, che hanno storie che sembrano dei romanzi, sia la gente comune che balla, che ho incontrato facendo Ballando on the road, girando l’italia per selezionare quei ballerini non famosi che poi entrano nell’edizione serale di Ballando. E ho scoperto storie straordinarie di persone che attraverso il ballo hanno trovato la forza di migliorare la propria vita o di superare dei momenti drammatici. Il ballo è curativo, terapeutico, è fonte di aggregazione e di socializzazione”.

Quali progetti ha in programma?

“Ho un progetto molto interessante che partirà subito dopo Ballando, sempre sulle reti Rai. Sarà un programma veramente insolito, ma non posso dire di più”.

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