sabato
25 maggio 2019

18:02

Chiusi i Giochi Paralimpici di Rio2016. L’Italia torna dal Brasile con 39 medaglie

La scorsa notte si sono chiusi i Giochi Paralimpici di Rio2016 con una cerimonia festosa, un tributo alla musica del Brasile, al suo popolo, alle sue bellezze con gli artisti e i figuranti che hanno dato vita ad uno show entusiasmante. Al Maracanà sono quindi entrate le delegazioni e gli atleti, che con le loro imprese hanno reso questi 12 giorni incredibilmente straordinari. La portabandiera dell’Italia è stata Beatrice Vio che alla sua prima partecipazione a cinque cerchi ha conquistato un oro nel fioretto individuale e un bronzo in quello a squadre insieme a Loredana Trigilia e ad Andreea Mogos. Prima dell’inizio della cerimonia è stato tributato un omaggio a Bahman Golbarnezhad, lo sfortunato ciclista iraniano di 48 anni deceduto sabato mattina in seguito a un incidente nella prova su strada, al Pontal.

Il Presidente del Comitato organizzatore di Rio 2016, Carlos Nuzman, ha esteso le sue condoglianze alla famiglia e ai compagni di squadra di Golbarnezhad e c’è stato poi un toccante minuto di silenzio chiesto da sir Philip Craven, presidente dell’Ipc. La quattro volte medaglia d’oro a Rio Tatyana McFadden e l’atleta del gruppo indipendente Ibrahim Al Hussein hanno ricevuto il Premio Whang Youn Dai per aver rappresentato lo spirito e i valori dei Giochi. Quindi c’è stato il passaggio di testimone con Tokyo 2020 che ospiterà la prossima edizione dei Giochi e, in chiusura, l’immancabile spettacolo pirotecnico. L’Italia torna da Rio con ben 39 medaglie, 10 ori, 14 argenti e 15 bronzi e il nono posto nel medagliere, un risultato strepitoso, infatti era da Atlanta 1996 che gli azzurri non vincevano così tanto.

Nonostante tutti i problemi e le contraddizioni della vigilia, il Brasile ha risposto positivamente ed è riuscito a portare a termine con successo entrambi gli eventi a cinque cerchi, mettendo in campo passione, entusiasmo e gioia. Quattro settimane fa le vendite dei biglietti dei Giochi Paralimpici erano ferme al 12%, mentre alla chiusura sono salite al secondo posto nella storia, dietro a Londra, con 2,1 milioni di biglietti venduti. Segno di un interesse crescente verso il mondo dello sport paralimpico.

Guardare i nostri atleti e quelli degli altri paesi gareggiare, buttando il cuore oltre l’ostacolo, è stato bellissimo e soprattutto ha trasmesso un messaggio importante: nulla è impossibile quando ci si crede veramente. Lo sport può realmente aiutare le persone a superare i momenti più difficili e a tornare a sorridere alla vita. In questi dodici giorni abbiamo assistito a gare entusiasmanti, conosciuto le storie di tanti campioni, ci siamo emozionati nel vedere il tricolore elevarsi verso il cielo, abbiamo fatto il tifo davanti alla tv per gli atleti azzurri, proprio come accaduto un mese fa con le Olimpiadi. E’ arrivato sicuramente il momento di considerare Olimpiadi e Paralimpiadi come un unico grande evento e come hanno detto anche alcuni atleti azzurri, togliere il prefisso para, che è ormai l’ultima cosa che differenzia le due manifestazioni. Sì perché non ci sono campioni olimpici e paralimpici ma soltanto Campioni che si allenano duramente ogni giorno per provare ad ottenere importanti risultati. Speriamo che questo possa accadere già a Tokyo 2020 o prima ancora nell’edizione invernale di Pyeongchang 2018.

F.M.

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