mercoledì
20 marzo 2019

00:33

“Cinemania”, uno spazio dedicato ai veri appassionati della settima arte

di Manuela Bellato

“Cinemania” è uno spazio dedicato ai veri appassionati della settima arte, coloro per cui un film non è solo intrattenimento ma soprattutto espressione artistica, magia e passione. In particolare è rivolto a chi vuole scoprire l’ “altro cinema”, quello indipendente, lontano anni luce dalle pellicole stereotipate e commerciali hollywoodiane; ai nostalgici del cinema di genere italiano, purtroppo soppiantato dalle innumerevoli fiction televisive e dalle trashate (eufemismo!) vanziniane, mucciniane e mocciane; a chi cerca invano di digerire i cinepanettoni che ogni santo Natale ci propinano e sente la mancanza delle sana commedia all’italiana ormai tramontata; a chi non si capacita che al posto della Magnani e Greta Garbo dominino oggi il panorama cinematografico svariate dive dalle dubbie capacità recitative, quali Bellucci e Jolie. Se cercate qualche consiglio originale su titoli da visionare o regalare, dai grandi classici italiani ed internazionali agli imperdibili cult, dal cinema d’essai ai b-movies, dal genere horror alla satira politica e sociale, dal cinema muto ai capolavori del presente che  passano inosservati perché non mainstream, probabilmente questo è il posto giusto per voi. Ogni articolo pubblicato settimanalmente sarà incentrato su un particolare tema, regista o attore  ed includerà la raccomandazione di un titolo, accompagnato dalla scheda tecnica del film, un commento personale, link utili per l’approfondimento, curiosità e ulteriori suggerimenti. Ringrazio chiunque voglia contribuire con commenti e opinioni.

“La Grande Guerra” di Mario Monicelli

Da grande ammiratrice di Monicelli, sia come regista che come uomo, non potevo intraprendere questo viaggio nel cinema senza dedicare la prima tappa al più rappresentativo maestro della commedia all’italiana, la cui recente scomparsa ha sin da subito lasciato un enorme vuoto nel mondo cinematografico e culturale. Non solo mancheranno il suo straordinario talento e la sua abilità nel dipingere con amara ironia vizi e difetti dell’Italia, ma anche l’invidiabile intelligenza e il sottile acume, il suo cinismo, le provocazioni e il pungente sarcasmo, così come la sua voglia di libertà e il coraggio di dire sempre ciò che pensava, davanti o dietro la telecamera. A consolarci resteranno tuttavia i suoi numerosi capolavori e la vasta filmografia.

Titolo originale:   La grande guerra

anno:   1959

nazionalità:   Italia | Francia

regia:   Mario Monicelli

cast:   Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano, Folco Lulli, Bernard Blier, Romolo Valli

genere:   Drammatico | Commedia | Guerra

durata: 137’

Trama: “Il romano Oreste Jacovacci e il milanese Giovanni Busacca si incontrano durante la chiamata alle armi della prima guerra mondiale. Seppure di carattere completamente diverso sono uniti dalla mancanza di qualsiasi ideale e dalla volontà di evitare ogni pericolo e uscire indenni dalla guerra. Attraversate numerose peripezie durante l’addestramento, i combattimenti e i rari momenti di congedo (insieme ad un gruppo variegato di commilitoni e popolazione civile fra cui la prostituta Ernesta), in seguito alla ritirata dopo Caporetto vengono comandati come staffette portaordini, mansione molto pericolosa, che viene loro affidata perché considerati come i “meno efficienti” a causa del loro limitato valor militare…” (fonte: Wikipedia.it) Riusciranno i nostri “eroi” a salvare la propria pelle?

Opinione personale: Per la qualità artistica, la rilevanza storica e i contenuti antimilitaristi, La grande guerra può essere considerato la risposta italiana a Orizzonti di gloria di Kubrick. Entrambi i capolavori  trasportano lo spettatore in profondità nella tragedia della prima guerra mondiale e, nel caso della pellicola di Monicelli, nell’inferno delle trincee sul fronte italiano. Con semplicità e toni tragicomici, la vicenda segue le avventure e disavventure di una simpatica coppia di codardi, che tentano con ogni mezzo di sopravvivere alla battaglia, per poi trasformarsi (loro malgrado) in improbabili eroi. Ma sia chiaro, La grande guerra non è una storia di eroismo e coraggio, né tanto meno vuole deriderne la mancanza. In una combinazione vincente di dramma, orrore e intelligente ironia, il film ha lo scopo di mostrare, e vi riesce con successo, i veri sentimenti e le paure di uomini “normali” di fronte alle assurdità e contraddizioni della guerra. Realismo e accuratezza storica, obiettività e assenza di accenti retorici aggiungono valore alla bellezza di quest’opera unica e perfetta in ogni aspetto

Scena o frase memorabile:  Oreste (Sordi) e Giovanni (Gassman) arrivano di notte al campo italiano e la sentinella spara: – Oreste: “Ma che fai aoh, prima spari e poi dici chi va là?” – Sentinella: “È sempre mejo ‘n amico morto che ‘n nemico vivo! Chi siete?” – Oreste: “Semo l’anima de li mortacci tua!” – Sentinella: “E allora passate!”.

Note o curiosità: La sceneggiatura  è influenzata dal racconto Due amici di Guy de Maupassant. Le scene sono state quasi interamente girate in Friuli, a Venzone, Sella Sant’Agnese, Palmanova e Nespoledo di Lestizza. Nel 2004, a 45 anni di distanza, il regista ritorna sui luoghi delle riprese per essere protagonista di un documentario dal titolo I sentieri della gloria, diretto da Gloria De Antoni e prodotto dalla Cineteca del Friuli, con il contributo della Regione.

Link utili per info e approfondimenti:

http://it.wikipedia.org/wiki/La_grande_guerra (Wikipedia)

www.railibro.rai.it/interviste.asp?id=242 (Intervista a Monicelli sul film)

www.mariomonicelli.it  (Sito ufficiale dedicato al regista)

www.cinetecadelfriuli.org/cdf/produzioni_tv/sentieri_gloria.html (Articolo di Carlo Gaberscek sul documentario I sentieri della gloria)

Mario Monicelli —> 3 film da non perdere: I soliti Ignoti (Commedia – 1958); Amici miei (Commedia – 1975); Un borghese piccolo piccolo (Drammatico – 1977)

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