lunedì
20 agosto 2018

02:56

Il popolo basco non dimentica

di Gianni Sartori

Il popolo basco non dimentica. L’ 11 maggio Alberto Garcia Marmol (Ruso) e Jesus Maria Arrazola (Txiki)* (esponenti dei Komando Bereziak legati a ETA pm che successivamente si riunirono a ETA m) sono stati ricordati da una cinquantina di militanti abertzale e  concittadini nel cimitero di Durango. Due giorni prima sempre a Durango si era tenuta una conferenza con lo storico e scrittore (edizioni Txalaparta) Inaki Egana, profondo conoscitore della Storia del popolo basco e dei movimenti di liberazione.

Dal suo intervento, riporto un breve riepilogo.

Nel 1974 si consumava una scissione interna e l’organizzazione armata si divise tra Eta-pm (politico-militare) e Eta-m (militare).

Le due organizzazioni esprimeranno posizioni contrastanti sia sul modo di praticare la lotta armata, sia sul ruolo del KAS (“Koordinadora Abertzale Sozialista”), strumento di coordinamento fra le varie organizzazioni della sinistra basca indipendentista.

Mentre per Eta-pm la koordinadora doveva servire a far nascere un partito rivoluzionario, per Eta-m doveva rappresentare l’intera area abertzale, restando un organismo dove le decisioni strategiche e politiche andavano prese congiuntamente.

In seguito Eta-pm perse parte del suo prestigio. Il partito EIA (Euskadi Iraultzako Alderdia) da “rivoluzionario” divenne eurocomunista (Euskadiko Ezkerra, EE) per poi confluire nel PSOE.

Ma alcuni settori di Eta-pm – come appunto i commando Bareziak – rientrarono invece in Eta m.

Oggi Ruso e Txiki avrebbero rispettivamente 60 e 61 anni. Avrebbero, se quaranta anni fa non fossero stati uccisi in un agguato teso dalla Guardia Civil nella località di Gernika-Lumo.

La deposizione di corone e fiori (garofani) era iniziata verso le ore 12.00.  Alla cerimonia non hanno partecipato – almeno non ufficialmente – esponenti di partiti politici e dell’Amministrazione locale. Un segno – forse – dell’incertezza che attualmente sembra aver contagiato parte della sinistra indipendentista basca.

Nel cimitero in onore dei due caduti è stata eseguita da Garazi Sarrionandia una danza tradizionale (aurresku), accompagnata dai suoni del musicista (txistulari) Juanan Aroma.

Purtroppo, poco lontano dal loculo dove vennero sepolti i due etarra, resta ancora in piedi una cappella franchista. Quanto mai inopportuna visto che nel 1937 Durango venne mitragliata e bombardata – da aerei italiani alleati di Franco – alcuni giorni prima di Gernika.

Versi improvvisati – com’è usanza nella tradizione basca – in euskara sono stati poi cantati dal cantastorie (bertsolari) Areitio dedicandoli a Ruso e Txiki. E infine i presenti – alzando il pugno chiuso – hanno intonato l’Eusko Gudariak, inno dei gudaris (combattenti antifranchisti baschi).

Ancora garofani sono stati collocati sulla tomba di un altro caduto di ETA m:  Goio Olabarria Bengoa.


*nota 1: Da non confondere, ovviamente, con il Txiki fucilato nel settembre 1975 dal franchismo già agonizzante.

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