martedì
22 gennaio 2019

21:24

Tolta di mezzo la statua in memoria di Ghassan Kanafani

di Gianni Sartori

Niente da fare. Lo Stato – nella fattispecie quello israeliano, ma esempi simili non mancano in giro per il Pianeta –  non si smentisce. E l’arroganza istituzionalizzata non recede nemmeno di fronte alla statua, piccolina tra l’altro, in memoria di un grande scrittore. Ovviamente non di uno qualsiasi.

Lo scrittore palestinese Ghassan Kanafani – comunista – era nato nel 1936 e con la sua famiglia aveva subito la Nakba, la “Catastrofe” nel 1948.

La sua città natale, Acri, all’epoca era abitata da palestinesi musulmani, cristiani, ebrei e baha’i. Ma al momento della nascita dello Stato di Israele il 75% della popolazione subì una vera e propria deportazione.

Oltre che come maggior teorico ed esponente della “Letteratura della resistenza” (Adab al-Muqawwama) era noto come esponente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Ancora nel 1960, all’epoca di George Habbas, entrò a far parte della redazione di al-Hurriyya e in seguito anche di al-Muharrir, a Beirut.

Proprio nella capitale libanese incontrò l’insegnante danese che sarebbe divenuta sua moglie, Anni Hoover. Risale appunto ai primi anni sessanta il suo libro più conosciuto: Uomini sotto il sole.

Altro romanzo importante, Ritorno ad Haifa scritto dopo l’amara esperienza, per i palestinesi, della Guerra dei sei giorni.

In seguito, dopo un periodo di collaborazione con il giornale al-Anwar, nel 1969 sarà tra i fondatori di al-Hadaf, destinato a diventare la voce del FPLP.

Ma a causa del suo impegno politico, della sua adesione alla lotta di liberazione del popolo palestinese, venne eliminato con un attentato (un’autobomba, presumibilmente opera del Mossad) insieme alla giovane nipote.

Nel suo necrologio venne scritto: “Era un combattente che non aveva mai sparato un colpo, la cui arma era la penna biro e il campo di operazioni le pagine dei giornali”.

Come dicevo, la settimana scorsa, lo Stato di Israele ha fatto togliere una statua eretta – all’interno di un cimitero di Acri – per commemorare lo scrittore scomparso nel 1972.

Già al momento della installazione,  il ministero israeliano dell’Interno aveva intimato al Waqf locale  di farla sparire.

Il ministro dell’Interno Aryeh Deri (esponente del partito Shas, ultraortodosso) l’aveva definita “un memoriale in onore di un terrorista” aggiungendo che non lo avrebbe consentito.

Di diverso parere, ovviamente, i palestinesi. Per Ahmad Odeh,  consigliere comunale della città “Ghassan Kanafani è un simbolo per l’intero popolo palestinese”.

Stando alle dichiarazioni di un familiare dello scrittore palestinese, la statua dovrebbe essere ricollocata nel giardino privato – sempre nella città di Acri – di un altro parente.

A quando i falò dei suoi libri?

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