domenica
26 maggio 2019

08:50

Militanti antispecisti alla sbarra in Francia

di Gianni Sartori

Nel febbraio di quest’anno la polizia francese aveva condotto una vasta operazione di perquisizioni a Lille (Pas-de-Calais) e Niort (Deux-Sèvres) nelle abitazioni di militanti antispecisti e vegani. Fermate cinque persone, un’altra si era consegnata spontaneamente al commissariato. L’inchiesta, iniziata ancora nel dicembre 2018, riguardava i danneggiamenti (un quindicina di episodi) inferti ad alcuni ristoranti e macellerie. In particolare, l’incendio del ristorante La Boucherie a Marcq-en-Baroeul.

Tre dei fermati avevano ammesso gli addebiti. Quattro erano comparsi davanti al giudice due giorni dopo richiedendo il rinvio del processo, in modo da poter preparare la propria difesa. A due imputati veniva imposto di rimanere in carcere in attesa del giudizio e uno era entrato in sciopero della fame per protesta contro le condizioni della detenzione. Ad altri due, cui era stato concesso di attendere il processo in libertà, si proibiva di risiedere nel Nord-Pas-de-Calais e di entrare in contatto con gli altri imputati.

Il processo si è concluso a Lille il 14 aprile con la condanna – rispettivamente – a 18 e 15 mesi di prigione per due imputati e a sei mesi (per complicità) per altri due. E’ stata però concessa la sospensione della pena e quindi per ora nessuno di loro dovrebbe rimanere o entrare in carcere.

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