domenica
26 maggio 2019

08:30

Gilets Jaunes in galera in attesa del processo

di Gianni Sartori

Nel mondo il rosso è diventato giallo” cantava alla fine degli anni sessanta del secolo scorso Ivan della Mea.

Preveggenza? Chissà. All’epoca i “gilets” francesi non erano ancora stati inventati e in realtà il compianto cantautore si riferiva alla rivoluzione culturale cinese (prendendo tra l’altro – lui comunista libertario – una sonora cantonata, ma questo si sarebbe compreso solo dopo). Oggi come oggi, almeno da un certo punto di vista (e comunque “con riserva”) sembrerebbe che i rivoltosi dell’Esagono svolgano funzioni di supplenza verso quella sinistra antagonista che langue. Sostanzialmente e senza voler infierire.

Una possibile conferma viene da un recente episodio.

Il 10 aprile due Gilets Jaunes di Clermont- Ferrand venivano fermati e messi in “garde à vue” per aver partecipato alla manifestazione del 23 febbraio. Dopo 48 ore, avendo i due militanti rifiutato il giudizio immediato, in attesa del processo previsto per il 13 maggio, sono stati incarcerati. Tre giorni dopo, il 15 aprile, alcune associazioni di sinistra (CARA, Jeunes Révolutionnaires de Clermont…) scendevano in piazza per solidarietàe per protestare contro la “justice d’abattage”.

Alla fine dei marzo si registravano oltre duemila condanne già emesse contro i manifestanti. Di cui (stando alle cifre fornite dl Ministero) un 40% comportano la detenzione.

Con il rimanente 60% equamente diviso tra multe, lavori socialmente utili e rinvii o pene momentaneamente sospese (sotto cauzione).

Si calcola che al momento siano state incarcerate circa 400 persone, mentre sono un centinaio quelle poi rilasciate.

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