domenica
26 maggio 2019

02:25

Intervista con Nek

Nek racconta il nuovo disco “Il mio gioco preferito-parte prima”: “Il bello della musica è parlare lo stesso linguaggio”

di Francesca Monti

Il 10 maggio esce “Il mio gioco preferito – parte prima”, il nuovo disco di Nek, distribuito da Warner Music Italy, prodotto e arrangiato dallo stesso artista insieme a Luca Chiaravalli e Gianluigi Fazio, e anticipato dal singolo “La storia del mondo”.

L’album contiene sette tracce nate nel corso degli ultimi due anni e rappresenta il primo tempo di un progetto musicale che verrà completato con una seconda parte in arrivo in autunno.

“Il mio gioco preferito – prima parte” è il quattordicesimo disco della tua carriera. Come hai lavorato a questo progetto?

“Credo che due uscite siano meglio di una, soprattutto in un momento in cui la musica viene consumata velocemente penso possa essere una possibilità in più per ascoltarla ma anche un modo per venire incontro alla gente. Quando ad ottobre uscirà la seconda parte dell’album con altri sette brani si completerà il progetto. Ho sempre cantato la varietà della storia quotidiana mia e di chi mi circonda, sono un osservatore, quello che vedo e prendo dal mondo poi lo canto e lo restituisco alle persone. Ho cercato di mettere insieme diverse storie in un concept, infatti ho scelto questo titolo e ho messo un cubo di Rubik in versione incompleta sulla cover, non la mia faccia”.

E’ un disco più suonato e meno elettronico rispetto al precedente…

“Sono andato per esclusione, in corso d’opera mi sono accorto che volevo togliere anziché aggiungere, sono tornato un po’ alle origini, lasciando da parte l’elettronica per utilizzare un suono human, con la batteria suonata, basso, diverse chitarre”.

“Musica sotto le bombe” è un brano carico di speranza e di voglia di vivere. Pensi che anche oggi la musica possa avere un valore sociale e contribuire a cambiare in meglio il mondo?

“Penso che la musica da sempre abbia questa funzione. Mi viene in mente ad esempio Live Aid  che ha riunito in Europa e in America molti cantanti per tornare a parlare di fame nel mondo, di Paesi tenuti apposta nel dimenticatoio perché se ne potessero sviluppare degli altri, per cui la musica esorcizza certe paure. Ascoltando una canzone di quattro minuti ti fai il tuo film e ti allontani dalla realtà un po’ anche per proteggerti. Ci sono stati grandi artisti che hanno fotografato socialmente, con canzoni di protesta, dei momenti storici o sono riusciti in un momento difficile a far dimenticare un dolore. E’  come se la musica ti aiutasse a vivere meglio. Noi che suoniamo, che comunichiamo attraverso le canzoni abbiamo questo compito. La musica ha sempre unito e mai diviso, non ha potuto cambiare il mondo perché servono le istituzioni, la volontà, le singole azioni delle persone. Non si parla solo di politici ma di tutti quanti noi”.

Il disco si chiude con “Mi farò trovare pronto (Di fronte a te)” con Neri Marcorè, che avete presentato al Festival di Sanremo 2019 nella serata dei duetti. Com’è nata questa collaborazione?

“Diversi anni fa Neri mi chiese di partecipare a Risorgimarche ma purtroppo ero in tournée e non sono riuscito ad accontentarlo. Da lì è nata un’amicizia e ho chiesto la sua presenza per la serata dei duetti al Festival di Sanremo. Visto che è stato un bellissimo esperimento ho voluto chiudere il disco con questo pezzo”.

Cosa ci racconti riguardo il singolo attualmente in radio, “La storia del mondo”?

“La storia del mondo riguarda tutti, è l’insieme dei gesti quotidiani di ognuno di noi che costituiscono la storia del mondo. Se ascolti o leggi il testo del brano ti rivedi in un’immagine, il bello della musica è parlare lo stesso linguaggio”.

Come riesci a conciliare lavoro e famiglia?

“Cerco di scindere vita privata e carriera, quando sto con la mia famiglia e con mia figlia Beatrice stacco il cervello e non penso a niente se non a farla felice. Lei ascolta le mie canzoni e di questo disco le piace in particolare Musica sotto le bombe. Mia figlia vorrebbe che cantassi con J-Ax e con Chiara Grispo, per cui ha una predilezione”.

Il 22 settembre sarai protagonista di un live speciale all’Arena di Verona mentre a novembre partirà il tour europeo…

“Non vedo l’ora. Ho sempre tenuto una connessione con l’Europa da “Laura non c’è” in poi. Lo stesso discorso vale anche per il Sud America. E’ un pubblico non tanto diverso da quello italiano e mi auguro di potermi divertire. Uscirà anche una versione spagnola del disco. L’Arena di Verona è uno scenario bellissimo in cui cantare, ci torno sempre volentieri”.

Lo scorso anno sei stato protagonista di un tour di successo con Max Pezzali e Francesco Renga. Cosa ti ha lasciato questa avventura?

“E’ stato un tour bellissimo, era un grande karaoke con due ore e quarantacinque minuti  di concerto, è stato divertente e allo stesso tempo impegnativo dal punto di vista delle energie, ma entusiasmante per la partecipazione delle persone”.

Questa la tracklist di “IL MIO GIOCO PREFERITO – parte prima”: “La storia del mondo”, “Mi farò trovare pronto”, “Alza la radio”, “Cosa ci ha fatto l’amore”, “Il mio gioco preferito”, “Musica sotto le bombe”, “Mi farò trovare pronto (Di fronte a te)” con Neri Marcorè.

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