venerdì
19 ottobre 2018

06:17

Battesimo di Gesù

A cura di don Ivano Maddalena

Annibale Carracci, "Battesimo di Cristo", 1585, Chiesa dei Santi Gregorio e Siro, Bologna

Annibale Carracci, “Battesimo di Cristo”, 1585, Chiesa dei Santi Gregorio e Siro, Bologna

(Marco 1,7 – 11) 7Giovanni Battista proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Contesto

L’evangelista Marco colloca la narrazione del battesimo di Gesù nella sezione introduttiva del suo Vangelo (1,1-13).

Dopo aver descritto la persona e l’opera del Battista con alcune notizie, entra in scena Gesù già adulto.

Il racconto di Marco descrive la scena in modo tale da presentare i tratti umani di Gesù e soprattutto la sua identità soprannaturale, sulla quale farà poi scendere il velo del “segreto messianico”.

Il testo liturgico può essere così semplicemente riassunto:

  1. la predicazione di Giovanni (vv. 7-8),
  2. il racconto del battesimo di Gesù (v. 9)
  3. la visione che egli ha avuto all’uscire dalle acque (vv. 10-11).

Giovanni Battista profeta

Battistello Caracciolo, Battesimo di Cristo, 1610 circa. Quadreria dei Girolamini, Napoli

Battistello Caracciolo, Battesimo di Cristo, 1610 circa. Quadreria dei Girolamini, Napoli

La predicazione del Battista è presentata nei suoi tratti essenziali tralasciando tra l’altro ogni riferimento penitenziale.

Marco si limita a riportare il suo annunzio messianico, di fronte al quale tutto il resto scompare.

Emerge in modo molto chiaro il grande rispetto e sottomissione del Battista nei confronti di colui che viene dopo di lui ed è più forte di lui ritenendosi addirittura indegno di sciogliere i legacci dei suoi sandali: questo gesto esprime l’umile servizio degli schiavi, considerato così degradante che il padrone non poteva esigerlo da schiavi ebrei.

Il Battista delinea la missione del Messia che battezzerà in Spirito Santo

Gesù riceve il battesimo di Giovanni 

Giovanni Bellini, Battesimo di Cristo, 1500-1502, Chiesa di Santa Corona, Vicenza

Giovanni Bellini, Battesimo di Cristo, 1500-1502, Chiesa di Santa Corona, Vicenza

Gesù viene dalla Galilea, da Nazareth e riceve il battesimo di Giovanni il Battista. Anche lui si sottopone a questo segno, ma non perché ne avesse necessità.

Colui che era senza peccato si mette alla stregua di chi ha bisogno di perdono e riconciliazione e per questo Gesù viene.

Questo gesto ci dice perché Gesù è venuto nel mondo e quale sia la sua missione.

Al Giordano Gesù esprime la sua profonda solidarietà con i peccatori perché coloro che andavano a ricevere il battesimo di Giovanni lo chiedevano per purificarsi e proprio in quel contesto si connota l’impegno che Gesù porterà  poi avanti coerentemente fino alla morte, di raccogliere per Dio un popolo rinnovato e purificato, disposto ad accettare su di sé la sua regalità.

Un Dio dunque che si fa solidale con il popolo e lo salva con la prospettiva futura di un battesimo futuro in Spirito Santo.

Gesù riceve la conferma della sua missione

La voce attesta chi è Gesù, la sua identità. Due possono essere le linee interpretative della voce:

a) Potrebbe trattarsi di una !scena di vocazione.

Se così fosse si può pensare che nel battesimo Gesù abbia preso coscienza della sua missione e abbia poi comunicato questa profonda esperienza personale ai suoi discepoli.

b) Potrebbe trattarsi di un modo per confermare la messianicità di Gesù. Nella misura in cui si comprende Gesù si comprende chi è il cristiano

Il Figlio prediletto nel quale anche noi siamo figli

Mantegna, Battesimo di Cristo, 1506, Basilica di Sant'Andrea, Mantova

Mantegna, Battesimo di Cristo, 1506, Basilica di Sant’Andrea, Mantova

Prediletto, nel senso di “unico”.

Già nella storia d’Israele c’era stato un figlio “uncio2 che stava per essere sacrificato, Isacco, figlio di Abramo.

Gesù è “unico” in quanto la sua fedeltà a Dio lo porterà a donarsi fino alla morte, dalla quale, diversamente da Isacco, non sarà esonerato. Dio Padre  non ha risparmiato il Figlio Gesù ma lo ha consegnato alla morte per la salvezza di tutti gli uomini.

Gesù è unico come unici siamo noi nel nostro vivere e nell’esistere.

Gesù come il Servo di JHWH (cfr. 42,1), anch’egli predestinato a una morte violenta per ricondurre a Dio il suo popolo peccatore.

Il Padre si è compiaciuto del Figlio e gli ridonala vita con lui in piena comunione.

Così nella memoria del nostro battesimo ricordiamo che siamo resi salvi per dono e per grazia. Morti al peccato, risorti a vita nuova, per sempre.


Dipinto di copertina: Joachim Patinir, “The Baptism of Christ”, 1515, Kunsthistorisches Museum, Vienna

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