martedì
16 ottobre 2018

12:03

Chi accoglie Gesù vive l’invito alla missione

 A cura di don Ivano Maddalena

(Marco 6,7-13) 7Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. 8E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; 9ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. 10E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. 11Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». 12Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, 13scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Contesto

I capitoli da 6 a 8 del Vangelo di Marco formano un’unica sezione definita “sezione dei pani”. La sezione che si apre con la visita di Gesù a Nazaret (6,1-6) e si prolunga fino alla guarigione del cieco di Betsaida (8,22-26) è molto importante perché matura l’adesione o meno all’insegnamento di Gesù e quindi il fatto di credere o non credere.

La sezione può essere suddivisa in tre grandi parti:

1) Gesù rifiutato a Nazaret invia i suoi discepoli (6,1-34);

2) Prima moltiplicazione dei pani e aggiunte (6,35:7,37);

3) Seconda moltiplicazione dei pani e ulteriori aggiunte (8,1-26).

La prima di queste tre parti (6,1-34) ha come tema l’espandersi dell’annunzio del regno di Dio, mediante l’opera dei dodici discepoli, nella Galilea e, in prospettiva, al di fuori di Israele e in tutto il mondo.

Il Vangelo di oggi ci parla proprio di Gesù che alla chiusura dei suoi compaesani risponde inviando i suoi discepoli in missione (6,7-13).

Missione a 360 gradi

Il Vangelo di questa domenica continua quanto abbiamo letto nel vangelo di domenica scorsa. Gesù rifiutato dalla propria gente (Mc 6,1-5) apre la missione a 360 gradi. Gesù cominciò ad andare per i villaggi della Galilea per annunciare la Buona Novella (6,6) e mandare i dodici in missione.

L’obiettivo della missione

Gesù decide di lasciare Nazaret ed inizia a percorrere i villaggi nelle vicinanze allargando la missione ed intensifica l’annuncio della Buona Novella chiamando altre persone per coinvolgerle nella missione. “Chiamò i dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi”. L’obiettivo della missione è semplice e profondo: La partecipazione dei discepoli alla missione di Gesù.

Gesù pone come condizione l’andare insieme e non da soli per meglio predicare e aiutarsi a vicenda. Gesù assicura ai missionari il potere sugli spiriti immondi, cioè devono essere di sollievo agli altri nella sofferenza e, attraverso la purificazione, devono aprire all’incontro con Dio.

Lo stile della missione

Indicazioni semplici, impegnative e fondamentali diede Gesù agli inviati: “E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: “Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro”.

La missione ha inizio, ora non solo Gesù, bensì tutto il gruppo, annuncia la Buona Novella di Dio alla gente. Se la predicazione di Gesù causava conflitto, molto più ora, con la predicazione di tutto il gruppo.

Il risultato della missione

“E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano”. L’annuncio della Buona Novella, produce conversione o cambiamento nelle persone, è sollievo nel dolore, cura le infermità e scaccia i demoni. La conversione delle persone è il frutto della missione.

Ancora oggi si sente l’urgenza della missione che ha come contenuto il Regno di Dio, come fondamento l’esempio di Gesù, come scopo la conversione e la salvezza per ogni uomo come dono d’amore.

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