venerdì
22 marzo 2019

11:20

Lo stare con Gesù: riposare in e con Lui

A cura di don Ivano Maddalena

(Marco 6,30-34) 30Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 32Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. 33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. 34Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Contesto

I capitoli da 6 a 8 del Vangelo di Marco formano un’unica sezione definita “sezione dei pani”. La sezione che si apre con la visita di Gesù a Nazaret (6,1-6) e si prolunga fino alla guarigione del cieco di Betsaida (8,22-26) è molto importante perché matura l’adesione o meno all’insegnamento di Gesù e quindi il fatto di credere o non credere.

La sezione può essere suddivisa in tre grandi parti:

1) Gesù rifiutato a Nazaret invia i suoi discepoli (6,1-34);

2) Prima moltiplicazione dei pani e aggiunte (6,35:7,37);

3) Seconda moltiplicazione dei pani e ulteriori aggiunte (8,1-26).

La prima di queste tre parti (6,1-34) ha come tema l’espandersi dell’annunzio del regno di Dio, mediante l’opera dei dodici discepoli, nella Galilea e, in prospettiva, al di fuori di Israele e in tutto il mondo.

Il Vangelo di oggi ci parla del ritorno dalla missione dei discepoli di Gesù e l’invito ad essi rivolto di riposare in e con Lui )6,30-34).

Il ritorno dei Dodici

La missione ha i suoi tempi e anche le sue pause per rigenerarsi. Ecco che i Dodici ritornano da Gesù e gli riferiscono tutto quello che avevano fatto e insegnato (v. 30). Per la prima volta questi uomini inviati vengono definiti “apostoli”, cioè inviati, che il l’evangelista Marco utilizzerà solo un’altra volta in 3,14. I Dodici vengono così presentati come modello dei futuri predicatori cristiani.

Vero è che il ritornare a Gesù è un chiaro insegnamento che l’evangelista Marco ci offre: la missione deve fare continuamente riferimento a Gesù, il quale ne è l’iniziatore e il modello. Solo in stretto collegamento con lui i discepoli possono portare a termine la loro missione nel modo più gradito al piano di Dio corrispondendo pienamente alla sua chiamata.

I discepoli riferiscono a Gesù ciò che “avevano fatto e insegnato”: in questa espressione affiora l’orientamento dell’evangelista, per il quale le opere hanno un primato rispetto alle parole.

Ciò ci dice che la missione consiste nel “fare”, cioè nel compiere i segni che attestano la venuta e la presenza del regno di Dio. Le opere fanno pienamente parte dell’annuncio del Vangelo e ne sono l’aspetto più significativo. Parole e opere, opere e parole. Fatti e concretezza accompagnano il missionario in uno stile che attesta ciò che dice e in un’opera che è traduzione pratica della parola.

L’invito di Gesù

Dopo avere accolto e ascoltato il racconto degli apostoli Gesù li invita a stare con lui in un “luogo solitario” perché la folla era talmente numerosa da impedire loro persino di mangiare (v. 31).

Queste sottolineature servono da collegamento con il seguito della sezione, caratterizzato dalle due moltiplicazioni dei pani. Le folle infatti seguivano Gesù e il suo gruppo e li precedono la dove stavano per recarsi e Gesù ne prova grande compassione perché erano come pecore senza pastore e immediatamente si mette a insegnare loro molte cose (v. 34).

Lo stare con Gesù: riposare in e con Lui

Siamo nel bel mezzo dell’estate, tempo di vacanze e di riposo, occasione favorevole per ritemprare il corpo e curare lo spirito, per stare in compagnia delle persone care e per riscoprire anche la compagnia di Gesù. Lo stare con Gesù: riposare in e con Lui non è tempo perso. Ognuno di noi sa come e perché. Vacanze: tempo di riposo certo, ma anche con lo sguardo in avanti per ritrovare nuove energie e vivere con impegno, con lucidità e intelligenza.

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