martedì
16 ottobre 2018

06:33

Chi crede ha la vita eterna

A cura di don Ivano Maddalena

(Giovanni 6,41-51) 41Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». 42E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».  43Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. 44Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. 48Io sono il pane della vita. 49I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Contesto

Siamo all’interno del discorso del pane di vita che l’evangelista Giovanni riporta al capitolo 6 dal versetto 22 al versetto 69.

Il discorso di Gesù si era aperto con un brano nel quale si afferma che il Padre dà il vero pane dal cielo per mezzo del Figlio dell’uomo, cioè Cristo (vv.25-35).

Subito dopo si sottolinea come questo pane si identifichi con la persona stessa di Gesù (vv.37-40).

Il brano odierno (vv. 41-51) abbiamo nella prima parte l’istruzione che Dio opera (vv.41-47). Gesù afferma nuovamente che il Padre attira a lui coloro che sono destinati alla salvezza.

Subito dopo si ritorna al tema centrale del discorso, tutto incentrato su Gesù pane di vita (vv. 48-51).

I Giudei non comprendono Gesù

I giudei di fronte alla pretesa avanzata da Gesù di essere il pane disceso dal cielo reagiscono scandalizzati e mormorano. Gesù, il figlio del falegname non può essere il Messia, il Salvatore.

Mormorare. La mormorazione consiste nel mettere in discussione la parola di Dio fatta carne: Gesù stesso.

Gesù non è ritenuto capace di attuare ciò che Dio aveva promesso.

I giudei invece ritengono che la pretesa di Gesù di essere il pane disceso da cielo sia eccessiva.

Per i Giudei, Gesù, non può dire di essere disceso dal cielo dal momento che è uno di cui conoscono molto bene i legami famigliari.

Come può Gesù affermare di essere il pane disceso dal cielo? Non può, non lo è. Gesù rimane non compreso e quindi non accolto.

No alla mormorazione

“Non mormorate tra di voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

La mormorazione non porta a nulla, non serve a niente.

Che porta a credere i Gesù è opera stessa del Padre.

Gesù si limita a far risorgere nell’ultimo giorno coloro che, per opera del Padre, aderiscono al suo insegnamento, ascoltano la sua parola e la mettono non pratica.

Per vivere questo è necessario avere un cuore aperto e disponibile al lasciarsi ammaestrare da Dio stesso.

La mormorazione non ha fondamento: essa deriva non della fedeltà alle Scritture, ma dal rifiuto deciso alla testimonianza interiore di Dio che accompagna la missione di Gesù.

L’iniziativa del Padre

“Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui viene a me”: l’azione di Dio e la sua parola aiutano l’uomo ad aderire a Gesù, a comprenderlo e a credergli.

Il Padre poi si manifesta in colui che egli ha mandato: “Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.”

La salvezza è dono e non è frutto dell’operare umano.

La salvezza è possibile nella misura in cui non ci si oppone alla trasformazione interiore che Dio Padre opera per mezzo del Figlio Gesù Cristo.

Gesù il pane di vita

“Io sono il pane della vita” dice Gesù e aggiunge: “I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.”

A motivo della loro incredulità e infedeltà il popolo uscito dalla schiavitù d’Egitto non poté entrare nella terra promessa. Solo Gesù vince il peccato ed egli è il vero pane di Dio che dona la vita in pienezza.

La missione di Gesù

Gesù ha ricevuto dal Padre la missione di unire a sé tutta l’umanità per ricondurla alla piena comunione con lui. Gesù attuerà tale compito mediante il dono di sé sulla croce.

Così egli diviene il vero pane dal cielo, quello che Dio ha promesso di dare a tutta l’umanità come segno dell’alleanza e del suo desiderio che ogni uomo sia salvo.

Oggi il pane di vita non è solo la persona di Gesù, ma si identifica con il segno sacramentale della sua presenza nella comunità.

Fare la Comunione significa quindi entrare in un rapporto personale con lui, lasciandosi coinvolgere nel suo progetto.

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