giovedì
20 settembre 2018

15:08

Ha fatto bene ogni cosa

A cura di don Ivano Maddalena

(Marco 7,31-37) 31Di nuovo, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 32Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. 33Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; 34guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». 35E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano 37e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Contesto

Il brano odierno si colloca al’interno della “sezione dei pani», che occupa la seconda parte della grande raccolta che va dalla visita di Gesù a Nazareth (6,1-6) fino alla guarigione del cieco di Betsaida (8,22-26).

Le due moltiplicazioni dei pani simboleggiano rispettivamente il dono della salvezza ai giudei e ai gentili. Tra l’una e l’altra moltiplicazione l’evangelsita Marco colloca una serie di brani, l’ultimo dei quali riguarda la guarigione di un sordomuto.

Il miracolo raccontato da Marco si colloca subito dopo la guarigione della figlia di una donna siro-fenicia (7,24-30), nella quale l’evangelista ha visto un’anticipazione del dono della salvezza ai gentili, e prima della moltiplicazione dei pani per una folla nuovamente di gentili (8,1-8).

Gesù in cammino

“Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano” (vv. 31-32).

L’evangelista Marco ci dice che Gesù è stato davvero un gran camminatore, anche al di fuori della Palestina, in Libano.

Gesù lascia dunque la zona di Tiro, città della Fenicia, dove aveva guarito la figlia della sirofenicia, passa per Sidone e si dirige verso il mare di Galilea, ma invece di fermarsi in questa regione, si reca nella zona orientale (Decapoli) abitata anch’essa da popolazioni non giudaiche.

Anche il sordomuto, come la donna siro-fenicia è un gentile.

Gesù impone le mani, come del resto aveva già fatto altre volte, come gesto consueto con cui si invocava la benedizione divina su una persona.

Compassione silenziosa che si apre al bene

Il sentimento che Gesù vive nei confronti del sordomuto è di grande compassione. Una compassione silenziosa o quasi, ma arricchita da gesti che parlano e dicono che cosa sta per accadere e che cosa si sta per vivere.

“E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: Effatà cioè: Apriti!”

Gesù non rimane indifferente a quanto gli viene chiesto e non si sottrae alla richiesta di coloro che accompagnano l’uomo e non pone obiezioni, come aveva appena fatto con la donna siro-fenicia.

Tuttavia il miracolo avviene in disparte e se da un lato i gesti compiuti sono riconducibili alla prassi dei guaritori dell’epoca e altrettanto vero che lo sguardo al cielo dice che la guarigione è attribuita a Dio. 

La guarigione e la richiesta di fare silenzio

“E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno”.

La compassione e il bene portano a sperimentare la salvezza.

La guarigione è motivo di grande gioia e chi vive una simile esperienza la vuole condividere ma…

Ecco il comando di Gesù, al sordomuto viene chiesto di non dire nulla.

Proprio a lui viene chiesto di tacere.

Siamo di fronte al segreto messianico.

Gesù si trovava solo con l’interessato, ma esprime la volontà che nessuno venga a saperlo la folla.

I più non erano pronti a comprendere la portata del gesto.

I gentili, i quali ancora più dei giudei rischiano di fraintenderne il significato.  

Un silenzio che parla, non si può tacere

Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano”.

Un silenzio che parla, parlare vuol dire annunciare: verbo tipico della missione cristiana, che indica il primo annunzio del Vangelo.

Mentre Gesù, essendo fuori del territorio giudaico, tace e vorrebbe tenere nascosto il miracolo, i gentili diventano gli annunciatori di quella salvezza che egli implicitamente ha portato anche a loro.

Gesù ha fatto bene ogni cosa

Il sordomuto deve aver disobbedito o qualcuno deve aver assistito. Gesù stesso aveva raccomandato il silenzio, ma: “pieni di stupore oltre ogni misura”, alcuni commentano l’accaduto con queste parole: “Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti”.

Gesù è la bontà fatta persona, la bontà di Dio che offre nuova vita, nuova creazione.

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