lunedì
22 ottobre 2018

03:12

Amore e accoglienza nel segno della verità

A cura di don Ivano Maddalena

(Marco 10,2-16) 2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». 4Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». 5Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». 13Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

Antoon van Dijck, Lasciate che i bambini vengano a me, ca. 1618-1620, National Gallery, Ottawa, Canada

Antoon van Dijck, Lasciate che i bambini vengano a me, ca. 1618-1620, National Gallery, Ottawa, Canada

Contesto

Gesù si trova in cammino verso la Giudea ed ha ormai lasciato il territorio della Galilea.

Il brano odierno si colloca tra il secondo e il terzo annuncio della passione.

La folla si accosta continuamente a lui e viene ammaestrata.

In tale contesto i Farisei si avvicinano e interrogano Gesù per tentarlo, indurlo in errore.

Così Gesù approfondisce e amplia i temi trattati nei passi precedenti: da un lato la disputa accesa sui motivi validi per il ripudio e dall’altro il tema dell’accoglienza del regno.

I due temi sono unita dall’impegno ad amare e ad accogliere quanto Gewsù testimonia e insegna nel segno della verità. 

Il matrimonio nella visione di Gesù

I Farisei interrogano Gesù per trarlo in inganno sul tema della possibilità del ripudio della moglie da parte del marito e pensato da Mosè.

Gesù non risponde è giusto o meno ma porta i farisei a riflettere sul vero significato della norma data da Mosè, a causa della durezza del loro cuore, Mosè ha così disposto.

Ma Dio cosa pensava nel creare l’uomo e la donna a questo?

Gesù vuole portare l’uomo a una maggiore profondità e consapevolezza del disegno originario di Dio, dove furono creati maschio e femmina, Gesù vuole indicare la reciprocità tra maschio e femmina decisiva per la propria realizzazione: “per questo l’uomo lascerà suo padre…”.

Gesù vuole non tanto dare una soluzione legale alla questione ma invitare l’uomo a considerare il matrimonio più su un piano spirituale e morale più impegnativo e personale; per questo Gesù fa appello alla coscienza del singolo credente.

Sotto la legge possiamo dire tutto e fare di tutto, ma alla luce della coscienza no, essa non accetta nessun compromesso.

Gesù ribadisce la bontà del matrimonio e dell’unione coniugale perché cosi è nel progetto di Dio fin dal principio.

Mattia Preti, Sinite parvulos (1633 circa), Pinacoteca di Brera, Milano

Mattia Preti, Sinite parvulos (1633 circa), Pinacoteca di Brera, Milano

La missione di Gesù e l’accoglienza del regno

L’episodio dice tutta la fatica da parte dei discepoli di comprendere la missione di Gesù  e quali siano i destinatari.

I discepoli sembrano aver deciso che sono loro a stabilire chi si può avvicinare a Gesù e chi no.

Le persone semplici: “Gli portavano i bambini perché li toccasse”, nulla di strano, al tempo di Gesù era usanza benedire i bambini, ma i discepoli: “Sgridavano” coloro che portavano a Gesù i bambini.

Sembra che solo gli adulti possono avvicinare Gesù.

Ecco che Gesù capovolge tutto e dice la sua indignazione all’operato dei discepoli.  “Si sdegnò”.

Werner van den valckert, lasciate che i bambini vengano a me, 1620

Werner van den Valckert, lasciate che i bambini vengano a me, 1620

Il Regno di Dio appartiene a chi si lascia amare

Gesù coglie l’occasione per dare un ulteriore insegnamento e invita tutti a essere come i bambini per accedere al regno: “Lasciate che i bambini vengano a me di chi è come loro è il Regno di Dio”.

Ai bambini e a chi è come loro appartiene il regno di Dio, perché con disponibilità e semplicità essi accolgono la volontà di Dio.

Diventare bambini significa lasciarsi plasmare da Dio. Significa lasciarsi amare in modo libero e totale da parte di un Dio che educa i suoi figli con un gesto semplice ma di grande portata: “Abbracciandoli li benediceva.”  Gesù stringe a se coloro che più facilmente lo accolgono e li benedice, non li sgrida,  impone le mani su di loro, cioè trasmette loro ciò che ha dentro: lo Spirito che è l’amore di Dio Padre riversato nel cuore dell’uomo.


Dipinto di copertina: Carl Heinrich Bloch, “Suffer the Children” (primo decennio del XIX sec.), Hillerød, Danimarca

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