venerdì
18 gennaio 2019

19:24

Sequela nel segno della libertà e dell’amore

 A cura di don Ivano Maddalena

(Marco 10,17-30) 17Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. 23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio». 28Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

Contesto

Il brano si trova al centro del decimo capitolo del vangelo di Marco in cui Gesù cerca di chiarire il concetto di sequela.

Seguire Gesù significa andare incontro alla Croce, portare la Croce, abbracciare la Croce.

Il tema del brano è quello della ricchezza, che rischia di frenare la sequela: “Più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel Regno di Dio”.

Il brano può essere diviso in tre parti:

  1. 17-22 racconto della chiamata del ricco e del suo rifiuto;
  2. 23-27 esortazione a restare in guardia di fronte al pericolo delle ricchezze;
  3. 28-31 un dialogo con i discepoli sulla ricompensa per la loro rinuncia.

Dio: vita donata per amore

Gesù è in viaggio (accade spesso in Marco) si da tutto per l’uomo, si da via.

Gesù infatti va verso la Croce, va verso la verità che andava annunciando. Mi dono a voi per la vostra salvezza, ecco la novità del Vangelo.

Dio: vita donata per amore. Gesù si da tutto per noi, non esaudisce tutti i nostri desideri ma mantiene le sue promesse. Ci salva. Tutti indistintamente se lo vogliamo ed ecco l’insegnamento per ognuno di noi.

Il “tale” sono io, siamo noi

“Un tale” gli si fa incontro. Questo tale è ciascuno di noi.

Corre e s’inginocchia, è il segno della totale disponibilità verso Gesù che è chiamato “Maestro buono”. Il buono è Dio Padre di cui Gesù il Figlio è manifestazione.

Quest’uomo è pronto ad ascoltare e ad imparare.

In realtà la lezione di Gesù è esigente e alla fine non sarà disponibile come sembrava a seguire Gesù.

L’amore che chiama a lasciare tutto

Per Gesù non ci sono tante cose da fare in più rispetto al fatto di seguire i comandamenti, l’unica cosa che rimane da fare è lasciare tutto e seguire il bene più grande.

Questo tale è giusto, ma non basta solo osservare i comandamenti, bisogna scegliere in modo definitivo Qualcuno, non si tratta di fare un qualcosa di più.

Bella e carica di significato l’espressione “Gesù fissatolo lo amò”, non si tratta di semplice amicizia, è un amore assoluto e disinteressato.

Lo sguardo di Gesù (che è lo sguardo di Dio sull’uomo) quel tale se lo porta ancora dentro. L’amore di Gesù chiama continuamente ma lascia anche liberi di scegliere.

Questo tale è un cristiano mancato.

Mi vien da pensare che questo cristiano mancato forse non è meno pericoloso di noi cristiani a metà. Quante volte abbiamo il coraggio di lasciare tutto (a parole) ma poi per altre vie recuperiamo tutto, giustificandoci? Dobbiamo chiederci: viene prima la rinuncia o la scoperta?

L’uomo incapace di rinuncia non è capace di fare spazio a Qualcuno che chiede di entrare e quindi di scoprire, di incontrare.

Chi è pieno di se non sa fare spazio all’altro.

La rinuncia è come la potatura che serve per portare più frutto.

Con Gesù non ci perdiamo, perché la risposta alla nostra rinuncia è la sua presenza, il suo amore e la comunione con lui. Non è poco!

Certamente Gesù non si lascia vincere in generosità, ha dato tutto. Non è il possedere beni o il moltiplicare cose/opere da fare la via per seguire Gesù ma incontrare lui. Oggi Gesù non direbbe più “ti manca una cosa sola” ma “ti manca una persona solo” cioè me l’unico Salvatore.

“Vieni e seguimi”

Seguire Gesù significa lasciare tutto e questo distacco è per la fraternità con lui: “Vieni e seguimi”. Si tratta di un comando per tutti e non di una vocazione speciale.

Non siamo di fronte a un prete mancato ma a un cristiano mancato.

La lieta notizia che Gesù è venuto a portare è per questo tale cattiva notizia che porta amarezza.

Una lezione per i discepoli

Dopo aver lasciato andare il “tale”, Gesù si rivolge ai discepoli per dare loro un insegnamento in quanto hanno assistito alla scena.

Le ricchezze sembrano essere un serio ostacolo alla sequela, all’essere cristiani.

Gesù afferma che è difficile per tutti entrare nel Regno di Dio. Bisogna abbassarsi restare umili. Gli apostoli capiscono la gravità della proposta (il peso).  E la domanda che Gesù pone loro è giusta, è impossibile salvarsi, è possibile solo farsi salvare.

C’è anche il tema della ricompensa. Pietro sembra tirare un sospiro di sollievo. Ma c’è una promessa per tutti coloro che hanno seguito Gesù.

Il centuplo quaggiù e sta ad indicare l’accoglienza fraterna nella comunione, tutto ciò è vero ma non solo così.

C’è qualcosa che vale di più, la comunione con la persona di Gesù.

E fra le ricompense c’è la persecuzione perché la ricompensa non è pura consolazione, lo stare con Gesù è una ricchezza sempre minacciata.

Ci si espone allo sprezzo. Facciamo attenzione.


Dipinto di copertina: Heinrich Hofmann, “Cristo e il giovane ricco” (1889), Riverside Church, New York

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