mercoledì
20 marzo 2019

00:34

La strada da seguire

 A cura di don Ivano Maddalena

(Marco 10,46-52) 46E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 48Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». 50Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». 52E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Codex sinopensis (VI sec.) Biblioteca Nazionale di Francia, Parigi

Codex sinopensis (VI sec.) Biblioteca Nazionale di Francia, Parigi

Contesto

Il testo odierno rappresenta la conclusione della quinta sezione del Vangelo di Marco.

Ancora una volta si sottolinea come Gesù sia in viaggio verso Gerusalemme,.

Lungo la strada Gesù manifesta la sua vera identità mediante tre annunzi della sua passione, morte e risurrezione (8,27–10,52).

Il racconto ha una connotazione fortemente simbolica e ha come tema la guarigione di un cieco.

Può essere così suddiviso:

  1. un’introduzione (v. 46)
  2. richiesta di guarigione da parte del cieco (vv. 47-48)
  3. intervento di Gesù (vv. 49-52a)
  4. una breve conclusione (v. 52b).
Lucas van Leyden, “Cristo guarisce il cieco” (1531), Hermitage, San Pietroburgo

Lucas van Leyden, “Cristo guarisce il cieco” (1531), Hermitage, San Pietroburgo

Bartimeo grida

Gesù giunge a Gerico.

Siamo all’ultima tappa del cammino verso Gerusalemme.

Per salire a Gerusalemme occorre alzare gli occhi ma Gesù ancora una volta posa il suo sguardo sull’umanità ferita, un cieco, Bartimeo, figlio di Timeo

grida e lo sgridano:

“Figlio di Davide, abbi pietà di me!”

“Taci.” Così viene sgridato, intimato.

La cecità che lo ha colpito è certamente segno del divino castigo erp chissà quale peccato suo o dei suoi avi.

Ma il cieco insite, non vede la ragione per cui deve fare silenzio, oppure la sua disperazione/preghiera lo spinge a gridare tutto il suo bisogno: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”.

Nicolas Poussin, “Gesù guarisce il cieco di Gerico” (1650), Museo del Louvre, Parigi

Nicolas Poussin, “Gesù guarisce il cieco di Gerico” (1650), Museo del Louvre, Parigi

 

La fede di Bartimeo

Il cieco Bartimeo ha fede e non demorde.

Gesù non rimani indifferente e ordina: “Chiamatelo”.

Gesù lo vede e ne ha compassione, Bartimeo sente Gesù che proferisce una domanda: “Che cosa vuoi che ti faccia?”

La stessa domanda fatta a Giacomo e a Giovanni domenica scorsa.

Gesù a Giacomo e Giovanni ha parlato di calice amaro e di battesimo.

Sacrificio e dono di sé per la liberazione e la vita dell’uomo.

La domanda di Bartimeo

La domanda di Bartimeo è carica di speranza: “Rabbunì che io veda!”

Gesù pone un segno per chi vede (i presenti) e per chi non vede (Bartimeo) che dice la sua identità.

Se Gesù ha il potere di guarire i ciechi, vuol dire che è il Messia.

Uno dei segni che attestano la divinità secondo le promesse antiche è proprio ridare la vista ai ciechi.

Guarendo il cieco Gesù indica la strada da seguire:

“…e si mise a seguirlo per la via”.

Donaci di vedere Signore, la Via!

Anche oggi molti sono ciechi, indifferenti, non gridano più il tuo nome Signore, non considerano più la Tua presenza.

Tu passi Signore, per le strade della nostra vita,

posi il Tuo sguardo su di noi

e ancora ci chiedi che cosa vogliamo.

Signore, donaci di vedere la tua strada,

di incontrare te sulla nostra strada.

Donaci di tornare a vivere

di essere nella luce

e rifuggire le tenebre.

Aiutaci a vedere la bellezza della vita.

Donaci di seguirti,

decisamente.


Dipinto di copertina: Ricci Sebastiano, sec. XVII/ XVIII, Cristo ridona la vista al cieco nato.

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