venerdì
18 gennaio 2019

09:34

Tempo di attesa e vigilanza

A cura di don Ivano Maddalena

(Mc 13,24-32) 24In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, 25le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

26Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. 27Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

28Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. 29Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.

30In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. 31Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

32Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.

Contesto

Gesù con i suoi apostoli esce dal Tempio di Gerusalemme e si reca al vicino monte degli Ulivi. Si siede e si rivolge verso il Tempio e la città stessa e pronuncia un discorso assai difficile da comprendere ma che contiene in sintesi il suo insegnamento.

Si tratta di un discorso escatologico.

Con questo discorso Gesù vuole aiutare i suoi uditori a porsi in cammino verso il Regno.

Vi è un chiaro invito alla perseveranza e alla diffidenza nei confronti dei falsi profeti.

Un richiamo a fare attenzione ma anche a non preoccuparsi troppo.

Fondamentale è saper attendere e vigilare.

Annuncio della passione e della gloria

Siamo alla fine: apocalisse, o meglio alla realizzazione del fine: escatologia.

Gesù ha rivelato il progetto di Dio e ora sta per compiersi la realizzazione.

Il tempo finirà ma non è dato a noi saperlo, nonostante tutte le profezie.

Gesù sta per dare la vita e sarà rinnegato, osteggiato, tradito, ucciso eppure vuole continuare ad essere segno di speranza per i suoi discepoli, lui la pietra angolare scartata sarà glorificato.

Ciò che Gesù dunque annuncia non è la fine del mondo ma è la sua morte, e la sua risurrezione: la Pasqua di Gesù.

Dopo la tribolazione e la paura, per i segni che accompagnano la morte di Gesù, dopo la passione si vedrà la gloria del risorto.

Gli angeli sono gli apostoli chiamati a radunare il popolo dei credenti e ad aiutarli a superare le tribolazioni e la crisi che avviene di fronte alla passione e morte di Gesù.

Gesù è risorto e con lui anche noi un giorno risorgeremo.

Quando? Solo il Padre sa l’ora della gloria.

Vigilanza e attenzione

Saper cogliere i segni della presenza del Regno di Dio.

Gesù dice: come sapete leggere che l’estate è vicina così sappiate leggere i segni che anticipano la venuta del Figlio dell’uomo.

Vigiliamo perché Gesù viene nella nostra vita in ogni istante.

Ed ecco l’esempio preso dalla natura: il fico.

Vi accorgete del cambio delle stagioni, chiede Gesù…

Allora siate furbi, intelligenti, rendetevi conto di chi è presente in mezzo a voi,

della sua opera, della sua parola, attaccatevi a Lui.

Il giorno della fine, del ritorno a casa, arriverà, per tutti.

Quale giorno e quale ora?

Sono quel giorno e l’ora in cui ci decidiamo per lui, è ora di portare frutto. Non perdiamo tempo a voler capire quando sarà.

Questo è il tempo della vigilanza e dell’attesa operosa della venuta di Gesù. Il tempo della nostra salvezza è questo che viviamo in attesa della pienezza.

Il centro del Vangelo è però l’affermazione chiara di Gesù: “Il cielo e la terra passeranno le mie parole non passeranno”

Seguire Gesù

Chi segue Gesù e gli resta fedele anche nella Pasqua, anticipa e prepara positivamente l’incontro  con lui, che avverrà alla fine dei tempi.

All’appuntamento occorre prepararsi imparando a leggere i segni dei tempi e della sua presenza nella storia, lasciandoci guidare dalla sua parola e vivendo vigilanti nella speranza di un gioioso incontro finale con il Signore.

L’invito è alla speranza e non alla disperazione.

L’annuncio della risurrezione non è un’idea, una invenzione degli apostoli, ma è una testimonianza credibile di uomini e donne che hanno aderito alla persona del Cristo.


Dipinto di copertina: Michelangelo, Le sette trombe – Il Giudizio Universale, Cappella Sistina (dett. zona sottostante al centro)

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