venerdì
18 gennaio 2019

07:34

La regalità nel segno della Verità

A cura di don Ivano Maddalena

Raffigurazione di Cristo Re nel polittico dell'Agnello Mistico di Jan van Eyck

Raffigurazione di Cristo Re nel polittico dell’Agnello Mistico di Jan van Eyck

(Giovanni 18,33b – 37) In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».  Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Contesto

Siamo agli ultimi giorni della vita terrena di Gesù e solo ora accetta di essere proclamato re. Gesù è nel Pretorio e i Giudei non vogliono entrare. Sarà Pilato a fare da tramite tra Gesù e i giudei.

Gesù è re, ma in che modo dobbiamo concepire la sua regalità?

Pilato è interessato alla carriera e non si fa scrupoli nel togliere di mezzo coloro che lo intralciano.

Gesù è l’accusato, il re creduto tale ma privo dei segni della regalità.

Egli vive un’ingiusta condanna e subisce un processo davanti a Pilato di cui l’evangelista Giovanni ci offre una lettura della regalità di Gesù.

La regalità di Gesù

Gesù è giudicato dagli uomini e l’evangelista ne sottolinea l’impotenza con l’espressione:“agnello condotto al macello” da un lato, ma anche la sua consapevolezza di essere re:“tu lo dici, io lo sono, sono re”.

Gesù è veramente re.

Un re che ama la verità e smaschera le vere intenzioni e ipocrisia dei suoi accusatori: da un lato i giudei, che preferiscono i propri interessi alla verità, e dall’altro Pilato, che ha una ragione di stato da difendere più importante della verità e della giustizia, che comunque vorrebbe servire.

I giudei rappresentano la fatica di comprendere la regalità di Gesù.

Il mio regno non è di questo mondo

Gesù per tre volte lo afferma e per due volte si preoccupa di chiarire che il suo regno è completamente al di fuori dagli schemi del mondo.

Ciò che Gesù testimonia è che Egli rifiuta di utilizzare la propria potenza per salvare se stesso (v.36) e non ha alcuna ragione di stato più importante della verità (v.37).

I Giudei non comprendono la regalità di Gesù 

I veri responsabili della morte di Gesù sono i Giudei che non comprendono la regalità di Gesù.

Pilato afferma di non trovare motivo di condanna, vorrebbe liberarlo ma è ricattato dai giudei, ma il suo coraggio e l’amore per la giustizia non sono tali da portarlo a decidere di liberare Gesù.

La non comprensione e il non amore per la verità e la giustizia segnano una serie di consegne e rimpalli che condurranno Gesù a morire in croce.

Re innalzato da terra 

Gesù viene crocifisso e innalzato da terra sulla Croce, e questo è un segno, Gesù non è solo disceso dal cielo fino agli inferi ma è anche innalzato da questo mondo verso il Padre.

La regalità di Gesù dunque si manifesta nel dono di se, nell’amore, e seppure tentato risponde facendo la volontà del Padre.

Il cristiano è chiamato a comprendere la regalità di Gesù davanti al crocifisso prima, alla Croce vuota poi perché l’azione salvifica si completa nella resurrezione.

Il dono della salvezza sta tutta qui, credere che Gesù è risorto e ha vinto la morte e con essa il peccato.

La Verità

Gesù è via, vita e verità. Più volte lo ha testimoniato con le sue opere e parole. Per Gesù fare la verità è essere sottomessi alla Verità.

Gesù per amore della Verità dona tutto di se.

Comprendono la regalità di Gesù coloro che sono nella verità, cioè coloro che hanno scelto la verità ponendola al di sopra di ogni altro aspetto.

Nel contesto di un falso processo davanti a Pilato Gesù  manifesta la sua vera regalità e fa la verità.

In Gesù si manifesta la Verità, cioè il mistero di Dio.

Questo è lo scopo della sua venuta nel mondo di Gesù il Figlio di Dio.

Fa parte del suo regno chi aderisce pienamente e liberamente alla chiamata di Dio ricevuta per mezzo di Gesù stesso.

Infine Gesù ci indica il criterio per partecipare al suo regno e quindi al mistero della verità di Dio: ascoltare la sua voce.

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