venerdì
14 dicembre 2018

16:57

La fine è l’inizio

A cura di don Ivano Maddalena

(Luca 21,25-28.34-36) 25Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 27Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. 28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». 34State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; 35come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Avvento

La Chiesa già nel IV secolo aveva fissato il tempo quaresimale e pasquale vicina all’attuale modo di viverlo, non era sentito il bisogno di un tempo di preparazione alle feste della manifestazione del Signore. L’origine del tempo di Avvento è più tardiva, infatti viene individuata tra il IV e il VI secolo. La prima celebrazione del Natale a Roma è del 336, ed è proprio verso la fine del IV secolo che si riscontra in Gallia e in Spagna un periodo di preparazione alla festa del Natale.

Un tempo di preparazione si vive solo a partire dal VI secolo. In origine l’Avvento si configurava in modo simile alla quaresima. La celebrazione del Natale fin dalle origini venne concepita come la celebrazione della risurrezione di Cristo nel giorno in cui si fa memoria della sua nascita. Nel 380 il concilio di Saragozza impose la partecipazione continua dei fedeli agli incontri comunitari compresi tra il 17 dicembre e il 6 gennaio.

In seguito verranno dedicate sei settimane di preparazione alle celebrazioni natalizie. In questo periodo, come in quaresima, alcuni giorni vengono caratterizzati dal digiuno. Tale arco di tempo fu chiamato “quaresima di s. Martino”, poiché il digiuno iniziava l’11 novembre. Di ciò è testimone s. Gregorio di Tours, intorno al VI secolo.

Ora l’Avvento dura il tempo di quattro domeniche, la prima è oggi 2 dicembre.

Significato teologico

La teologia dell’Avvento ruota attorno a due prospettive principali. Da una parte con il termine “adventus” (= venuta, arrivo) si è inteso indicare l’anniversario della prima venuta del Signore; d’altra parte designa la seconda venuta alla fine dei tempi.

Il Tempo di Avvento ha quindi una doppia caratteristica: è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini, e contemporaneamente è il tempo in cui, attraverso tale ricordo, lo spirito viene guidato all’attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi.

Profezia e speranza

Ancora una profezia di Gesù, non per spaventare l’uomo, ma aiutarlo a predisporsi già qui ora ad attendere al senso ultimo della vita.

Attendere non come di chi pensa di aspettare passivamente ma nel senso di chi sa fare spazio per accogliere il dono della Sua presenza: il Figlio del’uomo è venuto, viene e verrà.

Segni nel cielo, potenze sconvolte, distruzioni e sconvolgimenti, “Abbiate la forza e fede” di comprendere il senso ultimo della vita.

Vegliate e pregate, fuggite il male, adoperatevi per il bene, amate il senso della vita.

Tempo di attesa

Ed ecco l’Avvento, tempo di attesa, tempo per preparaci ad accogliere e ad essere accolti nella gioia, nella speranza, nell’amore.

Siamo in cammino, verso dove?

Il fine è già presente qui e ora, dare senso a ciò che pensiamo, viviamo, ciò che scegliamo, facciamo e speriamo.

Attendere, fare spazio nell’interiorità,  per accogliere Dio e il prossimo.

Cuore aperto e mente libera, così si attende.

Solo così l’Ospite atteso e aspettato giunge e dimora in noi e con noi.

L’Ospite è Gesù, il Dio che si fa prossimo presente nella storia.

Egli ci invita ad accoglierlo nel fratello e nella sorella liberi dalla tentazione di appesantire la nostra vita liberi dagli affanni della vita.

Avvento: attendere, liberando spazio, fare silenzio perché Lui parli.

Possiamo avere tutto dalla vita, aspettarci tutto, ma non trovare il senso ultimo della vita a cui occorre attendere (avere cura).

Quindi alzate il vostro capo, vegliate e pregate per avere forza!

Forza che è dono e compito per affrontare la vita con le sue gioie e le sue fatiche.

Il Signore Gesù ci invita a non temere, a non avere paura, ma ad avere la viva speranza che l’attesa non è vana.

Egli è venuto, viene e verrà sempre nella nostra vita.

Buon Avvento a tutti.

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