sabato
16 marzo 2019

22:54

Giovanni Battista: Voce dell’Eterno

A cura di don Ivano Maddalena

(Luca 3,1-6) 1Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, 2sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. 3Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, 4com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto:

Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
5Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
6Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

 Contesto

Dopo i primi due capitoli denominati “Vangelo dell’infanzia”, l’evangelista Luca riserva all’inizio del terzo capitolo una sezione dedicata a Giovanni Battista ultimo dei grandi profeti dell’Antico Testamento che ha il dono di vedere realizzate le promesse antiche nella persona di Gesù il Cristo.

Giovanni il Battista si manifesta e possiamo dire che con lui tutto l’annuncio del passato trova la realizzazione ed è l’unico personaggio dell’Antico Testamento ad annunciare ciò che vede presente. Persona dunque che lega l’Antico al nuovo.

Il Vangelo di questa seconda domenica di Avvento ci parla della vocazione profetica di Giovanni il Battista che si situa nella storia civile e religiosa del suo tempo.

Giovanni il Battista è chiamato ad annunciare la salvezza, nel deserto, Gesù stesso presente nel mondo.

Una voce non qualunque nel deserto

Voce di uno che annuncia il Redentore.

Una voce nella storia, quella di Giovanni il Battista.

Voce che invita alla speranza e alla fiducia, si compiono le promesse antiche ma non senza l’uomo.

Dio parla all’uomo, attraverso l’uomo: Giovanni.

Voce che è strumento. L’iniziativa parte da Dio, ma non senza l’uomo.

La Parola di Dio venne su Giovanni e Giovanni diventa profeta di Dio.

Predicatore, urlatore che invita alla conversione dando testimonianza con la vita. Una vita spesa per annunciare la salvezza imminente.

Tornare a Dio con sincerità di cuore

Il Battista proclama con forza ai suoi uditori di fare spazio nel loro cuore, di renderlo caldo e accogliente.

La liberazione è vicina, ma occorre fare spazio, liberare il cuore da ogni falsità, da ogni falsa attesa, dalla superbia, dall’orgoglio, dalle pesantezze che ci impedisce di vedere il Signore nella nostra vita, nella storia, nei fratelli e nelle sorelle.

La parola di Giovanni è chiara; è la Parola stessa: discesa sopra di lui con potenza grande.

Risuona forte l’invito ad aprire il cuore per accogliere il Redentore.

Ma quale Redentore? Quale salvezza?

Il popolo d’Israele dominato dal potere romano, potere politico, schiavizzante, violento.

Si liberazione da coloro che distruggeranno il tempio di pietra, ma non quello spirituale: “temete chi uccide l’anima, non il corpo”.

Quale Redentore stiamo attendendo?

Giovanni è il precursore, lo strumento che indica l’Agnello Redentore.

La Parola di Dio scende su Giovanni e lo fa parlare per preparare a una Salvezza diversa.

Quale salvezza?

La salvezza che Gesù porta è radicalmente diversa da quella attesa dal popolo.

Gesù manifesta il volto di Dio Amore.

Il Redentore che viene non soddisfa i bisogni dell’uomo, il Redentore che viene ci chiede un cammino di verità dentro al nostro cuore, dentro di noi.

Quanti di noi hanno dentro burroni da riempire, montagne da appianare?

Dentro di noi c’è qualcosa di storto da raddrizzare?

Bello scoprire come il Redentore che viene corrisponde alle nostre attese più profonde e riempie, appiana e raddrizza la nostra interiorità, se lo permettiamo.

Nel frattempo la voce di chi annuncia il Redentore ci indica la via, il cammino forte  e deciso da intraprendere.

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