venerdì
18 gennaio 2019

01:04

L’esortazione forte del Battista

A cura di don Ivano Maddalena

(Luca 3,10-18) Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Contesto

Le folle accorrono al Giordano e Giovanni Battista insegna loro come convenga prepararsi alla venu­ta del salvatore: è necessario un vero cambiamento di vita, nel senso di una giustizia più grande e di una carità più efficace.

Inoltre il Battista prende occasione per dire in modo chiaro e inequivocabile che non è lui il Messia: l’atteso.

Viene uno, dopo di lui, che è più forte di lui e battezzerà in Spirito Santo e fuoco: è Gesù.

Convertirsi e gioire per il dono della salvezza

La vera conversione presuppone il cambiamento di tutto l’essere, non solo della mentalità ma anche del modo di vive­re: i buoni desideri non sarebbero che illusione se non fossero se­guiti dalle opere.

Giovanni Battista offre a ciascuno i consigli più adatti al suo stato. Sono avverti­menti sensati e pratici, che devono essere presi sul serio e praticati senza ritardo.

Sono avvertimenti che riguardano personalmente anche noi e dei quali dobbiamo tener conto, se vogliamo entrare nello spirito dell’avvento.

Il Battista invita tutti ad aprire i cuori alla gioia che viene da Dio.

Il Battista invita i suoi interlocutori a compiere il bene e a farlo bene.

Questo è fonte di gioia già qui e ora e sarà piena in Dio.

La gioia che viene da Dio è sicura, al riparo da traumi e da deterioramenti, perché sta nella comunione e nell’incontro personale con lui.

Essa non elimina le nostre umili gioie umane, ma le purifica, le santifica e le eleva per farne un omaggio di riconoscenza e di amore a Dio.

Domenica della gioia e dell’esultanza

Gioite ed esultate: viene il Signore.

Egli viene ogni giorno e come ha cambiato la sorte d’Israele così, se noi lo vogliamo, abita la nostra vita, e la cambia in bene. Tanto bene.

All’incontro ci si prepara e lo si attende.

Come? Cosa fare?

A Giovanni Battista, che predica nel deserto, si avvicinano in tanti, oppressi e oppressori, giusti o presunti tali e peccatori, potenti e umili.

Ciò ci dice che la Salvezza è per tutti: universale, è dono per tutti e non spetta a noi decidere per chi lo è e chi ne è fuori.

La Salvezza è alla portata di tutti. Basta convertirsi.

Tutti sono chiamati alla conversione.

Tutti necessitano di essere salvati.

Non ci si salva da soli.

Motivo di gioia è che la Salvezza è aperta a chiunque lo voglia, ogni uomo ha visto, vede e vedrà la Salvezza del Signore.

A Giovanni chiedono che cosa fare.

Giovanni e la Parola, avevano toccato il cuore di questi uomini e donne, folla anonima per indicare ognuno di noi.

Soldati e pubblicani due categorie “odiate” perché violenti e ladri, vengono menzionati insieme alla folla in modo tale da far comprendere che la conversione è affare di tutti e per tutti è possibile cambiare vita.

Aprire il cuore e orientarsi al bene

Il primo passo appunto: lasciarsi toccare nell’intimo.

Il motivo di grande gioia è che Dio, nel suo grande amore, non si stanca mai di toccare il nostro cuore di chiamarci a riconoscerlo invitandoci a convertire il nostro quotidiano non tanto a cambiare vita.

Occorre orientarsi al bene, amare e lasciarci amare, far crescere la verità che è già dentro di noi, e tutto ciò nel vivere bene il quotidiano fino in fondo.

All’incontro con il Signore, ci si prepara operando il bene.

Ecco cosa possiamo fare.

Puntare a gioire nel quotidiano, per la gioia del bene fatto e ricevuto.

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Avvisami