giovedì
17 gennaio 2019

22:19

Sussulto ed esultanza

A cura di don Ivano Maddalena

Mariotto Albertinelli, “Visitazione” (1503), Uffizi, Firenze

Mariotto Albertinelli, “Visitazione” (1503), Uffizi, Firenze

(Luca 1,39-48) In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

L’Avvento volge al termine. Rapido come un lampo giunge il Natale ma prima della nascita del Salvatore ecco risuonare in questa quarta domenica di Avvento un messaggio decisivo: non c’è Avvento di Dio senza servizio agli uomini e alle donne.

Gesù è già venuto e ci ha dato esempio in merito al dono di sé, alla carità, all’amore verso il prossimo, al servizio ai più deboli e ai più poveri.

La vita nel grembo di due donne

La vita è un dono grande ed emoziona sempre stare alla presenza di una donna che porta in grembo un figlio.

Maria ed Elisabetta “attendono” al concepimento nel grembo di un figlio nel segno dell’accoglienza e dell’amore.

Dio si rende presente in un’esperienza forte che sa di mistero e di trepidazione.

Maria ed Elisabetta, due donne che accolgono l’amore di Dio.

Uteri accoglienti della misericordia e della tenerezza di Dio.

Elisabetta e Maria ci mostrano come accogliere la Parola e le conseguenze… belle!

Sussulto del Battista, conferme per Maria

Raffaello Sanzio e aiuti, “Visitazione” (1517 circa), Museo del Prado, Madrid

Raffaello Sanzio e aiuti, “Visitazione” (1517 circa), Museo del Prado, Madrid

Sussulto del Battista nel grembo di Elisabetta, esultanza di Maria nel trovare conferma di ciò che si stava compiendo in lei per opera di Dio.

Si faranno compagnia per tre mesi e si racconteranno ciò che vivono.

“In quei giorni…” il viaggio di Maria in carovana ma anche nella solitudine per una maternità, dono meraviglioso, ma da vivere in silenzio.

Viaggio verso Elisabetta, la sterile in attesa, data a Maria come segno: l’impossibile possibile solo a Dio.

Solo Elisabetta può comprendere a che cosa Maria  ha acconsentito, e cominciare ad annunciare la presenza del Salvatore nel mondo.

La gioia dell’incontro

Ed ecco l’incontro. Elisabetta e Maria, Giovanni e Gesù.

Due donne credenti, si confermeranno nella fede in Dio.

Due donne abitate dallo Spirito, anticipo della Pentecoste.

Due donne in attesa, e l’incontro di due figli ancora in grembo: la Voce e l’Agnello di Dio.

Domenico Ghirlandaio, “Visitazione” (1491), Louvre, Parigi

Domenico Ghirlandaio, “Visitazione” (1491), Louvre, Parigi

Giovanni sussulta festante in Elisabetta per la presenza di Dio, Maria esulta perché vede in Elisabetta la conferma del segno.

Due donne che portano in grembo la compagnia che Dio farà agli uomini per sempre.

Il silenzio è rotto, ed è gioia e danza, sussulto ed esultanza…

Il silenzio è sciolto, Elisabetta riconosce in Maria la madre del suo Signore e Maria è benedetta perché madre del Benedetto.

Anche Maria canterà di gioia la lode a Dio per quanto ha operato, opera e opererà nella storia.

Così sia di noi, capaci di accogliere la novità del Signore nella nostra vita.

Sussulto ed esultanza…


Dipinto di copertina: Pontormo, particolare “Visitazione” (1514-1516), Chiostro dei Voti, basilica della Santissima Annunziata, Firenze

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