giovedì
17 gennaio 2019

21:09

Sacra Famiglia

A cura di don Ivano Maddalena

Luca 2,41 – 52 

I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Tintoretto, "Gesù tra i Dottori" (1542), Museo del Duomo, Milano

Tintoretto, “Gesù tra i Dottori” (1542), Museo del Duomo, Milano

Contesto

Siamo alla fine del secondo capitolo del Vangelo di Luca. Gesù è cresciuto e lo ritroviamo nel Tempio a Gerusalemme che successivamente frequenterà fino all’ultima settimana di passione, morte e risurrezione.

Nel testo emergono due aspetti che l’evangelista Luca vuole mettere in evidenza: l’intelligenza dell’adolescente Gesù e la sua appartenenza al Padre. Vediamo nel brano l’intento dell’evangelista Luca di farci capire che tipo di relazione vive Gesù nei confronti dei suoi genitori terreni e del Padre suo e Padre nostro.

Il testo è scelto, in questo anno C, per accompagnare la prima domenica  dopo il Natale dedicata alla Santa Famiglia.

Orazio Borgianni, "Gesù tra i dottori" (1631)

Orazio Borgianni, “Gesù tra i dottori” (1631)

Gesù a Gerusalemme per la Pasqua

Giuseppe e Maria certamente si saranno recati più volte a Gerusalemme in occasione della festa di Pasqua. Ogni uomo ebreo doveva recarsi nella città santa almeno tre volte l’anno (per le feste di Pasqua, Pentecoste e Capanne). Se abitava troppo lontano (ed era questo il caso di Giuseppe) poteva andarci solo una volta l’anno con moglie e figli.

Molto probabile che questa visita della Famiglia di Giuseppe, Maria e Gesù sia menzionata in occasione del dodicesimo anno di Gesù era legato all’usanza del bar mitsvah (il figlio del precetto), cioè il rito di passaggio all’età adulta che interessava tutti i ragazzi tra i 12 e i 13 anni. Gesù diventa adulto e responsabile nell’osservanza dei precetti della Legge.

Heinrich Hofmann, "Gesù nel Tempio tra i dottori" (1884), Kunsthalle, Amburgo

Heinrich Hofmann, “Gesù nel Tempio tra i dottori” (1884), Kunsthalle, Amburgo

Gesù resta a Gerusalemme

Le feste di Pasqua duravano sette giorni. Gesù viene smarrito daii suoi genitori. E’ vero che nella carovana, fatta di molte persone, egli poteva stare con altri gruppi di parenti o con il gruppo dei ragazzi, ma sembra inverosimile che almeno alla partenza essi non si fossero accertati della sua presenza. E dopo tre giorni lo cercano.

Questi tre giorni potrebbero essere i tre giorni della morte e risurrezione di Cristo o solo un dato che aumenta l’ansia di Maria e Giuseppe nel cercare il loro figlio. Gesù si trovava nel Tempio, non come maestro ma come assiduo e interessato ascoltatore delle cose di Dio. Le lezioni dei maestri della Legge si svolgevano sotto i portici del cortile esterno del tempio, secondo il metodo della domanda-risposta.

Bartolomé Esteban Perez Murillo, "Due Trinità", National Gallery, Londra.

Bartolomé Esteban Perez Murillo, “Due Trinità”, National Gallery, Londra.

Gesù causa meraviglia e stupore

Gesù è dipinto come prodigioso e intelligente tanto da suscitare stupore e meraviglia. Gesù è sapiente e anticipa l’atteggiamento che Gesù vivrà nei confronti delle folle e dei suoi discepoli che saranno costituti dal Maestro apostoli, dopo la risurrezione, mediante il dono dello Spirito Santo.

Anche Maria e Giuseppe, una vota ritrovatolo, provano stupore e meraviglia e pure loro non comprendono nonostante il fatto di aver ricevuto chiare indicazioni dagli angeli e dai pastori.

Tra comprensione e rimprovero

Gesù si può comprendere solo un po’ alla volta, con la crescita del fanciullo. Il rimprovero di Maria esprime il suo pensiero e dice la relazione cha la madre ha con il figlio e indica la piena comunione con il marito: Giuseppe. Sentimenti di paura e angoscia, conditi dal rimprovero.

Ma Gesù aiuta a comprendere e a superare il legame di sangue e invita i genitori e noi ad entrare nella logica di un’altra dimensione. Egli deve occuparsi delle cose del Padre.

Gesù vuole affermare la sua vicinanza a Dio: il Tempio è il segno della Sua presenza, non vuole essere indelicato o sgarbato nei confronti dei genitori.

Programma della sua vita è fare la volontà del Padre. Ma di fronte al mistero della persona di Gesù e della sua missione, l’evangelista Luca tiene a sottolineare l’incomprensione dei genitori.

Gesù sta sottomesso ai genitori

Possiamo comprendere il testo come una anticipazione della piena manifestazione di Gesù a tempo debito. Gesù torna a casa con i suoi genitori. Vive quindi la sua realtà umana fino in fondo, e non può che essere così, come conviene a un ragazzo della sua età e a ogni figlio, secondo la legge di Dio: “Onora tuo padre e tua madre” (Dt 5,16).

Gesù cresce e cresca la sua sapienza di cui Gesù era pieno e che ora viene detta in progresso.

Maria medita

Maria dopo il rimprovero fatto al figlio e la sua incomprensione, ritorna ad essere la credente perfetta che accoglie e approfondisce gli eventi e le parole che accompagnano Gesù fin dalla sua nascita.


Dipinto di copertina: Jusepe de Ribera, “Gesù tra i dottori” (circa 1613),  Musée d’Art et d’Histoire, Langres – Francia

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