giovedì
17 gennaio 2019

20:59

Maria Madre di Dio

A cura di don Ivano Maddalena

Luca 2,16 – 21 

Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Domenico Ghirlandaio, "Maria Santissima Madre di Dio"

Domenico Ghirlandaio, “Maria Santissima Madre di Dio”

Contesto

L’evangelista Luca (insieme a Matteo) racconta gli avvenimenti dell’infanzia di Gesù premettendo una doppia annunciazione: la prima a Zaccaria (1,9-25) e la seconda a Maria (1,26-38).

Poi Luca narra la visita di Maria ad Elisabetta (1,39-56) come una specie di appendice.

Poi si narrano le due nascite, prima quella di Giovanni Battista (1,57-80), poi quella di Gesù (2,1-21), a cui fanno da appendice due episodi: la presentazione di Gesù al tempio (2,22-40) e la presenza di Gesù tra i dottori nel tempio (2,41-52).

Il testo liturgico di questo primo giorno dell’anno riprende la seconda parte del racconto della nascita di Gesù, nella quale viene raccontata la visita che i pastori, avvisati dall’angelo, hanno fatto al bambino Gesù bsmbino.

Sassoferrato, "Madonna con il Bambino" (1640-1650 ca.), inacoteca Comunale, Cesena

Sassoferrato, “Madonna con il Bambino” (1640-1650 ca.), Pinacoteca Comunale, Cesena

Maria, colei che genera nel mondo Dio

Oggi guardiamo con grande stima Maria che tiene insieme dentro di sé i segni della potenza e della povertà, la grandezza di Dio e la fragilità dell’uomo-bambino, diventando così per tutti noi autentico modello del credente.

Maria è descritta dal vangelo come colei che “custodiva tutti questi eventi meditandoli nel suo cuore”.

Maria è colei che genera nel mondo Dio, e se lo ha fatto lei, lo possiamo fare anche noi, figli di Dio, amati da sempre.

Generare nel mondo Dio è semplice e possibile: amare.

L’amore è il segno che Dio è presente e manifesto nel mondo e lo possiamo incontrare e sperimentare.

Lo stupore è il primo effetto dell’incontro con Dio, la fede richiede un cammino di interiorizzazione che trova nel cuore lo spazio per l’accoglienza del mistero che si fa vita: così Dio prende dimora in mezzo a noi e può rigenerare l’umanità.

Maria non si ferma alla superficie degli eventi, ma li custodisce e li trasforma in vissuto, ne comprende il senso e ne vive l’efficacia, accettando continuamente la fatica del confronto e del discernimento.

Maria è per noi esempio di grande sapienza, di profonda umanità e di credente autentica che medita e custodisce, ma anche che dona e offre al mondo il principe della pace.

Raffaello Sanzio, "Madonna del Granduca" (1504 circa), Galleria Palatina, Firenze

Raffaello Sanzio, “Madonna del Granduca” (1504 circa), Galleria Palatina, Firenze

La prima lettura ci orienta a invocare su di noi la benedizione di Dio: il volto del Signore si mostri come grazia e forza a chi in lui confida.

Il migliore augurio lo accogliamo direttamente dalla Parola.

Dal libro dei Numeri:

“Ti benedica il Signore e ti custodisca.

Il Signore faccia risplendere per te il suo volto

e ti faccia grazia.

Il Signore rivolga a te il suo volto

e ti conceda pace”.

E così accade e si esprime nel salmo:

“Dio ci benedica con la luce del suo volto”.

Accogliere e diffondere benedizioni e pace

Nel primo giorno dell’anno, siamo invitati non solo a riflettere sullo scorrere del tempo, ma soprattutto sulla grande esigenza della pace.

Pace che spesso non abita nel cuore e nelle relazioni tra gli uomini.

Siamo chiamati, all’inizio di un nuovo anno, a sentire la benedizione che è il tempo donato e ricevuto.

Accogliere la benedizione e diffonderla a tutti.

“Benedite e non maledite” predicava Gesù. Potrebbe essere il nostro impegno all’inizio di un nuovo anno.

Benedire e non maledire, nonostante il mondo si sia incattivito, dentro ognuno di noi la consapevolezza e l’impegno ad essere uomini e donne costruttori di pace.

Benedizioni e pace a tutti. Buon Anno nuovo.

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