sabato
16 marzo 2019

15:49

“Dov’è colui che è nato?”

A cura di don Ivano Maddalena

(Matteo 2,1 – 12 ) 1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». 3All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele». 7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Contesto

L’evangelista Matteo nel narrare l’infanzia di Gesù parte dall’annuncio fatto a Giuseppe, preceduto dalla sua genealogia (c. 1), poi racconta quattro avvenimenti che hanno fatto seguito alla sua nascita, presentati ciascuno come compimento di una profezia dell’Antico Testamento:

  1. l’arrivo dei magi (2,1-12),
  2. la fuga in Egitto (2,13-15),
  3. la strage degli innocenti (2,16-18);
  4. ritorno in Giudea e poi a Nazaret (2,19-29).

Il testo liturgico nella solennità dell’Epifania propone il primo di essi: dopo che Gesù è nato a Betlemme, subito riceve la visita dei magi che vengono dall’oriente.

Dopo l’indicazione circa il tempo e il luogo della nascita di Gesù (v. 1a) il racconto si divide in tre parti:

  1. venuta dei magi (vv. 1b-2),
  2. reazioni di Erode e di Gerusalemme (vv. 3-8),
  3. arrivo dei magi a Betlemme e adorazione di Gesù bambino (vv. 9-12). 

Chi erano i magi?

Sapienti stranieri. Amanti della ricerca. Mossi da uno spirito interiore a ricercare i riflessi del divino nel mondo.

Sapienti come i capi del popolo, scribi e sacerdoti, ma con una piccola e significativa differenza: sapienti aperti allo stupore e alla meraviglia, capaci di accogliere e donare generosamente.

Sapienti stranieri dunque, vengono da lontano, in cammino, in ricerca.

Sono i “lontani” che giungono alla fede, mentre i “vicini” non si accorgono del dono che è fatto loro. Spesso capita che i “lontani” siano più vicini di quello che possono essere coloro che vivono in casa.

I magi seguendo la stella, che non è un fenomeno noto dell’astronomia ma è importante ricordare che essa è nell’Antico Testamento simbolo del Messia, giungono a Gerusalemme.

“Dov’è colui che è nato, il re dei giudei?”

Anche noi oggi, siamo qui a chiederci: dov’è colui che è nato? Dov’è il nostro Dio? Il rischio è di avere trascorso tutto il tempo del Natale senza accorgerci della nascita di Gesù nella nostra vita, senza renderci consapevoli del vero significato del Natale.

Anche Erode, turbato, se lo chiede e interroga i suoi sapienti.

I capi delle famiglie, il sommo sacerdote e gli scribi, dottori della Legge, gli anziani del popolo, il Sinedrio, tutti coloro che si occupavano degli affari religiosi e civili della nazione ben rispondono:

“A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra della tribù di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”.

Difficile però a volte passare dalle parole ai fatti. Abbiamo capito tutto ciò che è scritto e detto, ma in concreto non abbiamo compreso.

Infatti, non nasce in costoro il desiderio e l’impegno all’accoglienza, anzi, nasce la paura e il timore che si possa perdere il potere.

Il non amore sfocia nella mancata accoglienza

Alla risposta esatta non corrisponde un’azione o una scelta nel segno dell’amore e dell’accoglienza. L’atteggiamento dei più non genera amore, ma necessità di sapere per sopprimere, eliminare una scomoda verità.

Non basta sapere la risposta, presumere di sapere, conoscere, pensare di avere la verità in tasca, occorre cercare e vivere di essa con grande fiducia e accoglienza.

Occorre saper leggere i segni dei tempi.

Occorre a volte cambiare, convertire il nostro orizzonte di idee.

Erode e i suoi sapienti sanno dove nasce il Salvatore, ma non si lasciano cambiare dentro.

A loro basta la Legge, la tradizione, i vecchi riti, le liturgie antiche ricche di segni ma vuote di senso.

Qui la fede è vuota, la speranza infeconda, l’amore sviato.

I magi esempio di accoglienza e amore

Invece i magi vanno, camminano, cercano e trovano… Incontrano, comprendono, amano e donano.

Uomini sapienti, ricchi di fede, curiosi, ricchi anche di beni per potersi dare allo studio degli astri per comprenderne i riflessi in terra.

I magi sono animati dalla speranza e dal vero amore. Pieni di passione e aperti allo stupore e alla meraviglia.

Ai magi si manifesta nel bambino la presenza di Dio stesso.

Una manifestazione che è per tutti i popoli, per tutti gli uomini, festa dei popoli.

Nel bambino Gesù Dio si è fatto conoscere a tutti gli uomini manifestando la sua volontà di salvezza e amore verso tutti coloro che lo vogliono accogliere.

I Pastori e Magi nella notte e nella ricerca sperimentano la manifestazione di una grande Luce.

Di tale Luce la Chiesa dovrebbe brillare e sentire il dono e il compito di esserne un riflesso credibile. Annunciare il Vangelo alle genti, senza preclusioni e viverlo in pienezza, anche la dove si sperimenta opposizione e indifferenza.


Foto di copertina: Allestimento presepio Thun in piazza Garibaldi a Rovigo.

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