venerdì
15 febbraio 2019

20:32

Battesimo del Signore

A cura di don Ivano Maddalena

(Luca 3,15-16.21-22) Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Piero della Francesca, "Battesimo di Cristo" (1445), Londra, National Gallery

Piero della Francesca, “Battesimo di Cristo” (1445), Londra, National Gallery

Contesto

L’evangelista Luca dedica pochi versetti del suo Vangelo per descrivere il battesimo di Gesù lungo il Giordano.

L’evangelista lega l’evento all’attesa del popolo e alla missione del Battista, il precursore, che mette in chiaro fin da subito che “Colui che Viene” battezzerà in Spirito santo.

Dopo i due capitoli dedicati all’infanzia di Gesù ecco il capitolo terzo, che subito dopo il nostro testo riporta la genealogia di Gesù Cristo prima di parlare, nel capitolo quarto, delle tentazioni nel deserto.

Luca nel narrare il battesimo di Gesù mette in luce soprattutto il fatto che nella vita di Cristo questo momento ha rappresentato la sua presentazione pubblica al popolo e l’inizio della sua missione quale Messia.

Il tempo della piena manifestazione si compie e l’attesa che durava da secoli trova la sua realizzazione nella venuta nel mondo di Gesù il Cristo.

Giovanni Bellini, "Battesimo di Cristo" (1500-1502), Chiesa di Santa Corona, Vicenza

Giovanni Bellini, “Battesimo di Cristo” (1500-1502), Chiesa di Santa Corona, Vicenza

Attesa che si compie

Attesa del popolo! Tutti attendono qualcosa o qualcuno. A volte è un’attesa passiva, a volte attiva.

Si trepida nel cuore e anche Giovanni il Battista, che attendeva attivamente e con grande speranza, suscita nel popolo domande: “che sia lui il Messia, il Cristo Salvatore?”.

Mantegna, "Battesimo di Cristo" (1506)

Mantegna, “Battesimo di Cristo” (1506)

Non è il Battista il Messia

Giovanni il Battista, offre una duplice chiarificazione, uomo e profeta umile,

riconosce la sua pochezza chiamato ad indicare presente il Figlio di Dio, anch’esso umile nel segno del Battesimo d’acqua un rito con cui Gesù da inizio pubblico alla sua missione di salvezza che passerà attraverso il Battesimo in Croce.

Giovanni il Battista:“Io non sono il Messia, il Cristo Salvatore,verrà uno che è più forte di me”.

Poca cosa tu sei Battista

Nei confronti di Colui che verrà, anzi che è già presente, Giovanni il battista sa di essere poca cosa. Il Battista lo indica come l’Agnello, colui che si donerà per la salvezza di tutti: “Io vi battezzo con acqua, ma verrà Colui che vi battezzerà in spirito Santo e Fuoco.”

Dal rito di penitenza al Sacramento del Battesimo segno dell’Amore di Dio  e dell’autentico ingresso della vita dell’uomo in Dio.

Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello, "Battesimo di Cristo" (1610 circa). Quadreria dei Girolamini, Napoli

Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello, “Battesimo di Cristo” (1610 circa). Quadreria dei Girolamini, Napoli

La teofania

Dio si manifesta. Lo Spirito non si vede e necessità di essere descritto attraverso un’immagine corporea: la colomba che scende su Gesù.

Lo Spirito scende su Gesù; infatti Gesù ha già lo Spirito, ora però è presentato pubblicamente come il Messia.

Lo Spirito è con Gesù e lo accompagnerà lungo tutta la sua vita.

Il secondo elemento della teofania è la voce che viene dal cielo: “Tu sei il mio figlio, io, oggi, ti ho generato”.

Colomba e voce dicono la filiazione divina di Gesù. Le citazioni fungono da dichiarazione ufficiale: all’inizio della sua vita pubblica Gesù viene presentato da Dio stesso al popolo, e al lettore del vangelo di Luca, come suo Figlio, come Luce che viene a illuminare il mondo.

Il Vangelo offre la sua luce

La luce non è il Battista, ma è Gesù il Cristo, il Messia, salvatore.

Attraverso il Battista aderiamo a Cristo.

Non fermiamoci agli “strumenti” della fede, occorre arrivare alla vera e autentica fede in Gesù Cristo.

Gesù è la vera luce che viene nel mondo e squarcia le forti tenebre dell’indifferenza, della chiusura, dell’odio e chiede un’autentica conversione per portare frutti d’amore e vita.

Inoltre non facciamo confusione tra le luci e la Luce.

Sarà bello poi scoprire che è Lui la Luce che già da ora ci illumina e ci viene incontro, Lui la nostra gioia, la nostra forza, la nostra pace, la nostra riconciliazione, la nostra vita.

Dona il Tuo Spirito Signore e rinnova la nostra vita.


Dipinto di copertina: Perugino e aiuti, “Battesimo di Cristo”(1482 circa), Cappella Sistina, Città del Vaticano

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