venerdì
15 febbraio 2019

20:29

Ecco lo Sposo che dona il vino nuovo

A cura di don Ivano Maddalena

(Giovani 2,1-11)

Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Contesto

A Cana Gesù pone il primo segno della sua manifestazione. Siamo all’inizio del ministero pubblico di Gesù, in cui con segni e parole si mostra al popolo come piena rivelazione dell’amore di Dio Padre. Ricolleghiamo questa scena per comprenderla alle parole del Battista a proposito di Gesù: “l’uomo sul quale vedrai scendere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”. (Giovanni 1,33-34)

Il brano può essere così suddiviso:

Versetti 1-2 Circostanze e attenzione all’espressione il terzo giorno.

Versetti 3-4 Dialogo tra Gesù e Maria

Versetti 6-10 Il segno

Versetto 11 Conclusione dell’Evangelista Giovanni. Con questo episodio comincia il libro dei segni

Hieronymus Bosch (o suo seguace), "Nozze di Cana" (dopo il 1550), Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

Hieronymus Bosch (o suo seguace), “Nozze di Cana” (dopo il 1550), Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

Alla festa di nozze viene a mancare il vino

Il testo si apre con una introduzione narrativa che annuncia una festa di nozze a Cana di Galilea, i cui festeggiamenti, secondo la tradizione ebraica, sembra durassero sette giorni, e si presentano gli invitati: “c’era la madre di Gesù. Fu invitato anche Gesù con i suoi discepoli”.

C’è tra gli invitati (siamo noi gli invitati da Lui), un ospite comunque ancora sconosciuto, un falegname di professione, figlio di Maria.

Ha portato con se alcuni amici, non c’è problema, la festa è aperta a tutti.

Non si parla però di sposi, ma di nozze, quali?

Chi è lo sposo? Lui, Gesù.

E la sposa? L’umanità tutta.

E festa sia, ma rischia di finire, manca il vino.

Viene a mancare proprio il vino e questo è un vero e proprio dramma per una festa di nozze. Un po’ distratti gli organizzatori però: la festa è finita. No!

Giotto, "Nozze di Cana" (1303-1305 circa), Cappella degli Scrovegni, Padova

Giotto, “Nozze di Cana” (1303-1305 circa), Cappella degli Scrovegni, Padova

Maria fa notare la mancanza

La madre di Gesù più che chiedere al figlio un intervento risolutore, fa notare la mancanza: “non hanno più vino”.

L’umanità è rimasta senza vino, non è più festa, manca la gioia.

Gesù in un primo momento sembra non disponibile, infatti dice: “non è ancora giunta la mia ora”.

Non era ancora giunto il momento di manifestare la gloria di Gesù.

Gesù agisce secondo il piano di Dio e non degli uomini.

L’ora di Gesù a noi che viviamo alla luce della risurrezione è chiara.

Gesù, intende l’ora della Croce, ma ora dona un segno anticipatore che apre la sua missione pubblica.

Luca Giordano, "Nozze di Cana" (1663), Museo nazionale di San Martino, Napoli

Luca Giordano, “Nozze di Cana” (1663), Museo nazionale di San Martino, Napoli

Gesù comincia a svelare la sua identità.

Gesù, sembra intuire che gli sarà chiesto molto, il prezzo che pagherà, perché la festa sia eterna, è il dono della sua vita.

Verserà il suo sangue per la nostra salvezza: il segno della Croce a cui seguirà la Risurrezione.

Segni da leggere illuminati dal dono dello Spirito.

Lo Spirito, Gesù, che lo ha abitato nella sua missione,  lo ha riconsegnato al Padre sulla Croce, e il Padre lo ha ridato, non lasciando il figlio in potere della morte, così Gesù è risorto, il primo.

Marco d'Oggiono, "Nozze di Cana" (1519-1522), Pinacoteca del Castello Sforzesco, Milano

Marco d’Oggiono, “Nozze di Cana” (1519-1522), Pinacoteca del Castello Sforzesco, Milano

Il vino degli uomini inebria, ma finisce.

Il vino nuovo, che Gesù offre, dura per sempre, non finisce.

Gesù, lo Sposo, che segna la definitiva alleanza tra Dio e l’umanità (Sposa).

Donaci Signore il vino che dura per sempre, aiutaci a capire che nella nostra vita, non deve mancare mai l’essenziale, come in un matrimonio non deve mancare il vino.

Gesù ha dato se stesso per tutti, così rende possibile la festa senza fine, la gioia della Salvezza qui, già ora.


Dipinto di copertina: Paolo Veronese, “Nozze di Cana” (1563), Museo del Louvre, Parigi.

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