domenica
26 maggio 2019

03:37

“Beati voi poveri! Guai a voi ricchi!”

A cura di don Ivano Maddalena

(Luca 6,17.20-26) Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti.

Cosimo Rosselli, "Discorso della montagna e guarigione del lebbroso" (1481-1482), Cappella Sistina, Città del Vaticano

Cosimo Rosselli, “Discorso della montagna e guarigione del lebbroso” (1481-1482), Cappella Sistina, Città del Vaticano

Contesto

Gesù maestro continua ad attirare folle da molti luoghi che desiderano ascoltarlo, fare esperienza di lui.

Gesù alzando gli occhi al cielo dice chiaramente da dove gli viene l’autorità per cui afferma con parole dure beatitudine e guai.

L’annun­cio centrale che la liturgia vuole farci meditare in questa domenica è racchiuso in queste frasi della Parola di Dio riportate dal profeta Geremia che Gesù probabilmente conosceva:

Maledetto l’uomo che confida nell’uomo…

Benedetto l’uomo che confida nel Signore”

Gesù dice beati e guai e li riferisce a persone ben precise e che ha bene in mente:

(a) Beati voi poveri, (b) perché vostro è il regno di Dio

(a) Guai a voi ricchi, (b) perché avete già la vostra con­solazione.

Gesù rovescia i concetti di povertà e di ricchez­za; rivela un diverso tipo di ricchezza e un diverso tipo di povertà, sicché la beatitudine e il “guai” possono essere cosi intesi:

Beati voi poveri, perché in realtà siete ricchi!

Guai a voi ricchi, perché in realtà siete po­veri!

L’opposizione vera non è, perciò, tra ricchi e poveri, ma tra ricchi di fronte al mondo e ricchi di fronte a Dio.

La vera ricchezza il Regno di Dio 

La ricchezza dei poveri di Gesù, abbiamo sentito, è il Regno di Dio.

“Il Signore è mia parte di eredità e mio calice..

E magnifica la mia eredità.

Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima,

anche il mio corpo riposa al sicuro” (Salmo 16, 5-9).

Nessuno è autosufficiente, o basta a se stesso!

“Beati, voi poveri,… beati, voi, che ora avete fame, …beati voi che piangete…, beati voi quando gli uomini vi odieranno, vi metteranno al bando, …vi insulteranno …. a causa del Figlio dell’Uomo.”

Chiariamo bene un aspetto: Gesù non intende certo esaltare,  e neppure approvare, situazioni di indigenza e di sofferenza, ma affermare che, la fede in Lui, il Figlio di Dio, che ha condiviso e preso su di sé tutto il dolore dell’uomo, solo questa fede, può trasformare, in beatitudine, anche le situazioni di sofferenza estrema.

No, Gesù, non esalta né il pianto, né la fame, né l’indigenza, né la persecuzione, o quant’altro rechi dolore all’uomo, infatti Luca conclude con quell’ammonimento terribile, espresso in quel: “Guai a voi”, più volte ripetuto, all’indirizzo di quanti, chiusi nel loro egoismo, e nella loro autosufficienza, vivono incuranti di Dio e del prossimo, bisognoso di aiuto, di giustizia e di solidarietà.

Nessuno basta a se stesso.

Il peccato è la chiusura in se stessi, incapaci di donare e ricevere.

Nessuno è autosufficiente.

Dio si propone come dono e vera ricchezza, fonte di gioia e felicità.

La felicità. La beatitudine

L’uomo desidera la felicità, ma essa sembra non esserci, al più la viviamo alcuni istanti.

Tutti noi, diciamocelo, cerchiamo benessere, gioia, prestigio, tranquillità, amore, onore, fama e considerazione e finiamo per non essere felici nella ricerca spasmodica.

Eppure lo sappiamo, i motivi, che Gesù pone a fondamento della vera beatitudine (felicità), contrastano radicalmente con il nostro modo di vivere, fare, scegliere, con la mentalità del mondo.

La beatitudine, qualunque sia la condizione in cui l’uomo vive, sta nell’incontrare Cristo, e fare di Lui la pietra angolare, la roccia su cui costruire tutta l’esistenza.

Gesù chiede scelte radicali e incondizionate, un’adesione piena al suo progetto.


Dipinto di copertina: Henrik Olrik, “Sermon on the Mount” (dettaglio), Sankt Matthæus Kirke, Copenhagen, Denmark.

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