domenica
26 maggio 2019

00:15

Chiamati ad amare radicalmente

A cura di don Ivano Maddalena

(Luca 6,27-38)

Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male.

A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.

E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Contesto

Siamo nell’ambito del discorso della pianura riportato dall’evangelista Luca di cui domenica scorsa abbiamo sentito la prima parte composta dalle beatitudini e dai guai (vv.20-26).

Oggi ci viene proposto un discorso esortativo da parte dei Gesù per tutti coloro che lo ascoltano (il brano odierno vv.27-38) a cui seguiranno alcune parabole (vv.39-49).

Gesù si rivolge a chi lo vuole ascoltare

Gesù che si rivolge a tutti i suoi  uditori, a tutti coloro che lo vogliono ascoltare: “A voi che ascoltate, io dico…”.

Chi sono gli uditori di Gesù? Sono i discepoli, la folla che lo circonda e idealmente chiunque si trovi ad ascoltare le sue parole. Quindi anche tutti noi seppur a distanza di duemila anni.

La parola di Gesù è antica e sempre nuova.

Ascoltare!

Quanto difficile oggi ascoltare, ascoltarsi.

Gesù inoltre dice chiaramente che non basta ascoltare, occorre mettere in pratica, ma l’ascolto è già un modo buono per essere in sintonia con Gesù e il suo annuncio.

Oggi troviamo conferma che l’atteggiamento primo e fondamentale del discepolo è l’ascolto.

L’insegnamento di Gesù

A tutti Gesù offre un insegnamento: “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano…”.

L’amore al nemico è il messaggio etico specifico di Gesù è la novità assoluta da lui predicata e vissuta. Ma non si tratta solo di un messaggio etico, è la testimonianza e la trasmissione di uno stile preciso: amare il prossimo.

Che cosa significa amare i nemici?

Lo spiega Gesù stesso: fare del bene, benedire e pregare per coloro che vi odiano, maledicono e maltrattano.

Egli precisa poi che si giunge ad amare il nemico soltanto se si fa propria la regola d’oro, presente nelle antiche civiltà: “ciò che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”.

Gesù non dice di evitare agli altri quello che non desideriamo, ma spinge a farsi carico positivamente e creativamente di quanto immaginiamo che gli altri desiderano da noi.

Vivendo così si giunge fino ad amare i nemici, cioè al vero amore cristiano.

L’insegnamento di Gesù trova ancora più profondità nelle domande che egli pone.

Gesù ci interpella sulla nostra capacità d’amare

Cosa ci vuole dire Gesù con queste domande.

L’amore per quelli che ci amano, beneficare chi ci ha fatto del bene, il prestito concesso a chi è in grado di contraccambiare, non contraddistinguono la realtà cristiana, ma sono atti comuni a tutti gli uomini, peccatori compresi.

Gesù desidera che il comportamento dei suoi discepoli si qualifichi per l’amore verso i nemici, nel fare il bene e “nel prestare senza sperarne nulla”.

Solo vivendo così, egli dice, “sarete figli dell’Altissimo” e diventerete misericordiosi come il Padre vostro.

La parte finale del testo presenta le conseguenze pratiche di chi è misericordioso.

Gli atteggiamenti assunti nella vita, in sintonia con le parole di Gesù, determinano il comportamento ultimo di Dio nei nostri confronti e la consistenza del premio eterno. Il giudizio lo scriviamo con la nostra scelta di amare o meno.

Dalle parole ai fatti

Chi ascolta le parole di Gesù  e le mette in pratica incarnandole nel quotidiano vive da cristiano.

Il cristiano è chiamato da Gesù a vivere l’amore da lui insegnato che porta a fare agli altri quello che essi desiderano da noi.

Questa prospettiva raggiunge l’apice ed espressione nella scelta libera di amare il nemico.

Solo così si è veri discepoli di Cristo e figli di Dio in cammino verso la vita eterna, non lo si è agitando i segni del cristiano. Si deve essere segno con la propria vita, con la testimonianza coerente al Vangelo che proclamiamo e viviamo incarnandolo.

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